Le cinque migliori incarnazioni della Morte con cui bere ad Halloween

In #CulturalMente by Riccardo RossiLeave a Comment

La Vigilia di Ognissanti, Samhain, Halloween o comunque lo vogliate chiamare è su di noi. Questo significa dolci per i più piccoli, cocktail a tema per i più grandi e maschere per tutti.

Sempre più vicini alla stagione fredda, ci si prepara a celebrare e ricordare i propri morti.

Perché allora non ricordare anche le proprie Morti? In fondo, le incarnazioni della Grande Consolatrice saranno sempre in giro in questi giorni, e potrebbe venirvi voglia di invitarne qualcuna a bere con voi.

Ebbene, in questo caso, tenete a portata la nostra guida alle cinque incarnazioni della Morte migliori con cui festeggiare Halloween, prese non da libri di storia delle religioni o di antropologia culturale, ma direttamente dalla cultura pop.

5. Morte (Dylan Dog)

Proprietà di Sergio Bonelli Editore.

La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara…

Dylan Dog #10: Attraverso lo specchio, di Tiziano Sclavi e Giampiero Casertano.

L’indagatore dell’incubo creato da Tiziano Sclavi nel lontano 1986 ha avuto a che fare con Morte così tante volte che ormai è difficile contarle. Occasionalmente la Mietitrice è velata di carne e pelle, ma di solito si presenta a Dylan nuda e cruda, in ossa e basta, coperta solo da un pesante mantello nero e con la sua falce sempre a portata di mano.

La Morte dylaniata si è dimostrata nel tempo indifferente, gentile, annoiata, romantica, talvolta dotata di un sottile umorismo, di rado crudele: una figura melanconica nel grande meccanismo di dubbi esistenziali e insensatezze che è l’universo di Dylan Dog.

Ottima per le conversazioni filosofiche a tarda notte, meno per le feste selvagge.

4. Ryuk (Death Note)

Proprietà di Studio Madhouse.

«Gli esseri umani sono così… Interessanti».

Ryuk, da Death Note Vol. 1, di Tsugumi Ōba e Takeshi Obata.

Nell’universo del manga e anime Death Note Ryuk non è l’unica incarnazione della morte, ma uno dei suoi molti volti: gli Shinigami, divinità che troncano la vita mortale grazie ai propri “quaderni della morte” e trovano i modi più disparati per combattere la noia.

Ryuk, in particolare, si diverte a seguire le vicissitudini di Light Yagami, entrato in possesso del quaderno gettato in terra dal dio e deciso a liberare il mondo dal crimine e dall’ingiustizia attraverso una massiccia serie di omicidi e propaganda ben direzionati. A parte gli abiti goth d’altri tempi, il dio della morte sfoggia un ghigno contagioso che può ridare vita anche alla festa più defunta.

Da ricordare: tenere sempre a portata almeno una mela, impegnarsi in duelli d’intelletto tra ragazzi prodigio per non farlo annoiare, e per nessun motivo mostrargli la versione Netflix di Death Note: per quanto adatta sia la voce di Willem Dafoe, non è possibile immaginare la sua reazione all’adattamento nel suo complesso.

3. Ade (Hercules)

Proprietà della Walt Disney Company.

«Chi mi ha spento i capelli?»

Ade, da Hercules, di Ron Clements e John Musker.

Ade è stato l’idolo cattivo di una generazione: assegnato a una mansione ingrata da cui vorrebbe liberarsi, incompreso dagli altri Dei tanto nelle sue aspirazioni quanto nel suo senso dell’umorismo, astuto, maligno e con la risposta sempre pronta.

Il suo piano malvagio per conquistare l’Olimpo lo porta a confrontarsi con l’eroico Ercole, figlio di Zeus ed Era, reso mortale da un siero di Ade stesso ed esiliato sulla terra. Alla fine Ercole trionferà e Ade verrà cacciato nel vortice dell’aldilà, in balia dei morti di cui si è occupato per così tanto tempo, ma ehi, sappiamo chi dei due era il preferito del pubblico, giusto?

Da invitare? Senza ombra di dubbio, assicurandosi però di tenerlo sempre soddisfatto: si dice che sia un tipo piuttosto vendicativo.

È imperativo inoltre ricordargli di portare con sé i suoi esilaranti assistenti mutaforma, Pena e Panico, che con tutto il rispetto, sono scagnozzi di tutt’altro livello rispetto agli odierni Minion e affini. Consigliamo anche di invitare Eris, Dea della Discordia, altra divinità classica e antagonista di Sinbad – La leggenda dei sette mari: non si sa mai che possa nascere qualcosa…

2. Morte degli Eterni (Sandman)

Mike Dringenberg, Cinamon Hadley – Cinamon Hadley, l’ispirazione di Morte degli Eterni, di fianco a un disegno di Morte in persona. Fonte: Wikipedia.

«Chi sono? Solo un’amica. A volte. Forse».

Morte, in Sandman #20, Façade, di Neil Gaiman, Colleen Doran e Malcolm Jones III.

Sandman è un’avventura meravigliosa, che segue il protagonista Morfeo – Sogno degli Eterni – in un viaggio tanto geografico quanto alla ricerca di se stesso, della scelta giusta, della spinta dimenticata e di tante, tante altre cose.

Il che significa che, di tanto in tanto, Sogno diventa serioso quanto un filosofo ottocentesco e quasi altrettanto triste.

Per fortuna c’è chi sa prendere la vita alla leggera e riportare un sorriso sulla sua faccia bianca: sua sorella, Morte.

Apparsa per la prima volta nel dolce episodio Il battito delle sue ali, Morte è forse la più amata di tutti gli Eterni che popolano la serie di Neil Gaiman, e che oltre a lei (Death) e Sogno (Dream) includono Delirio, Desiderio, Destino, Disperazione e Distruzione.

Morte ha sempre la parola giusta per tutti (spesso è anche l’ultima, ma tant’è), ha un sorriso irresistibile e la sua miniserie Death: l’alto costo della vita è un autentico capolavoro di leggerezza e poesia.

Non invitarla sarebbe un peccato imperdonabile nei confronti degli altri partecipanti, ma occhio ai suoi fratelli e alle sue sorelle: Delirio, in particolare, tende a rendere le celebrazioni fin troppo caotiche, e Destino può mostrarsi persino più rigido di Morfeo.

1. Morte (Mondo Disco)

Proprietà di Sky One.

NON VEDERLO COME MORIRE, disse Morte. VEDILO COME ANDARSENE PRIMA PER EVITARE LA FOLLA.

Buona Apocalisse a tutti! di Neil Gaiman e Terry Pratchett.

Morte è il personaggio più ricorrente in assoluto nei romanzi del geniale Terry Pratchett, e probabilmente anche il più memorabile. Come la Mietitrice di Dylan Dog, si presenta nella forma di uno scheletro incappucciato e dotato di falce, ma si ritrova invischiato in vicende decisamente più buffe di quelle della collega, volente o nolente.

Morte parla in MAIUSCOLO ed è religiosamente dedicato al suo lavoro: SE AVESSI UN PRIMO NOME, ‘DOVERE’ SAREBBE IL MIO SECONDO NOME. Questo non significa che si tratti di un individuo crudele: non uccide le persone, né porta loro sventura; le conduce, piuttosto, dove devono andare, al momento prestabilito – con qualche piccolo strappo alle regole qui e là. In effetti ha dimostrato più volte una certa simpatia per gli esseri umani.

Ama i gatti, detesta essere evocato e risiede in un giardino extradimensionale con erba nera, fiori neri e un albero nero da cui pendono mele che – come dire? – non sono rosse.

Non sarà festaiolo come Ade o appariscente quanto Ryuk e non avrà la brillante allegria di Morte degli Eterni, ma Morte di Mondo Disco è senza dubbio il miglior compagno di bevute da avere vicino in notte pericolose, sul confine tra vita e morte, come quella di Halloween.

Casomai capitasse qualcosa di male, in fondo, nessun altro avrebbe risposte altrettanto argute alle vostre domande, e con nessun altro vi trovereste a ridere altrettanto a dispetto della sua professionale serietà.

Inoltre, non si sa mai: potrebbe aver conservato un autografo di Terry.