L’amica Geniale: una fiction Rai che sa di cinema

In SPETTACOLO by Francesco BelliaLeave a Comment

Successo meritato di pubblico per la prima puntata della fiction Rai L’amica Geniale, prodotta insieme alla HBO e a Timvision (andata in onda il 27 novembre) e diretta dal regista Saverio Costanzo. Tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante e ambientata in un rione povero di Napoli, la miniserie in 8 episodi racconta la storia di due bambine, Lenù e Lila della complessa amicizia che le lega fin dall’infanzia, per illustrare, attraverso le esperienze delle due protagoniste anche le vicende del rione in cui vivono e narrare allo stesso tempo i cambiamenti dell’ Italia.

Nella prima puntata (composta da 2 episodi), in particolare, si esamina la nascita dell’amicizia tra le due bambine, tra le quali si stabilisce fin da subito una forte alchimia.Le due sono molto diverse tra loro: Lenù è poco sicura di se, ma è socievole e ben voluta dalle altre compagne, mentre Lila, dotata di un’ intelligenza di gran lunga sopra la media (è l’amica geniale del titolo) e di una volontà incrollabile, tende ad isolarsi dagli altri.

Tra loro si instaura un legame di amicizia, che però è anche caratterizzato fin da subito dalla competizione. Il carattere deciso di Lila è come un faro per l’insicura Lenù, che si fa manipolare spesso con facilità dall’amica, decisamente più scaltra e ribelle, allo stesso tempo, però, Lenù, con la sua solarità e il suo ottimismo rappresenta uno stimolo prezioso per Lila.

In questo primo film, di 50 minuti circa, le due bambine si confrontano con la realtà scolastica , con il desiderio di apprendere e andare alle scuole medie, impresa ardua, dati i costi difficili da sostenere per le famiglie povere, nonostante l’evidente propensione per lo studio di entrambe le bambine. Sullo sfondo le violenze tra i clan locali e l’isolamento della periferia rispetto alla città.

Dal punto di vista della narrazione, il film è diviso in capitoli e il racconto filmico si alterna con la voce narrante di Lenù ( voce di Alba Rochewacher) che racconta il suo passato: è infatti attraverso i suoi ricordi che la storia delle due bambine rivive sullo schermo. Buona l’idea di girare tutto in napoletano, aggiungendo i sottotitoli in italiano, così come quella di scegliere delle bambine non attrici come protagoniste. Il risultato della loro performance attoriale è davvero stupefacente. Elisa Del Genio (Lenù) e Ludovica Nasti (Lila) mostrano un impegno, una concentrazione e una naturalezza nel rendere emozioni stratificate e non così semplici da definire (ad esempio il connubio tra invidia e amicizia), tali, che davvero riescono a fare presa sullo spettatore e a farlo affezionare alle due piccole protagoniste, tanto che non sarà semplice per le attrici successive, che rivestiranno i rispettivi ruoli nella fase dell’adolescenza, tenere testa alle interpretazioni di questo primo episodio.

Come si diceva la narrazione del film è ben realizzata. Lo stile asciutto della regia, sottolineato da una fotografia dai colori non accesi, freddi, che fanno sì che venga resa la dimensione dell’abbandono della periferia, difficile contesto in cui questa amicizia si crea e da cui inevitabilmente è influenzata (da cui deriva ad esempio il guardare in grande di Lila, che è ambiziosa e vuole sfruttare il suo ingegno per guadagnare e condividere i suoi guadagni con la sua famiglia). Non ci sono da questo punto di vista pateticismi, anzi, il rapporto tra le due bambine è resa in modo molto realistico, senza forzature o semplificazioni. Nonostante questo “verismo”, il racconto è però fluido e non noioso perché si concentra molto sulla psicologia due protagoniste, vero fulcro del film. Buona dunque anche la sceneggiatura (di Costanzo, Piccolo con collaborazione della stessa Ferrante), che non cerca di emulare stili e ripetizioni di altre fiction, cercando la comodità di sistemi già rodati, ma va dritta al punto attingendo al romanzo.

Per quanto riguarda la regia si vede che Costanzo è un regista di film (tra quelli da lui realizzati La solitudine dei numeri primi e Angry Hearts). L’amica geniale, infatti, non è solo una fiction, sembra più un film diviso in episodi e adotta delle tecniche maggiormente simili a quelle del cinema che non a quelle delle televisione, ad esempio con diverse carrellate che introducono le scene. Il montaggio e la regia dunque sono più cinematografiche di altre fiction viste sulla Rai. Netta è la differenza ad esempio con Il paradiso delle Singnore (con cui L’amica geniale non ha alcuna somiglianza, né di contenuto, né di regia, fotografia o narrazione, come invece afferma qualche giornale), decisamente più televisivo, sebbene ben realizzato e buon successo di pubblico.

Per tutti questi motivi L’amica Geniale, almeno da questo esordio in tv, risulta un progetto convincente e pensato, un prodotto nuovo nel panorama delle fiction italiane, proprio perché tende a superare questo genere e avvicinarlo al cinema (non a caso è stato proiettato in anteprima a Venezia), cosa che fuori dall’Italia avviene spesso: si pensi alle serie tv inglesi della BBC, oppure a quelle statunitensi della stessa HBO, che non a caso ha coprodotto insieme alla Rai L’amica Geniale. Il terzo e il quarto episodio andranno in onda su Rai 1 il prossimo martedì. Il primo e il secondo possono essere recuperati su Rai Play.