La seconda giovinezza di Fabio Quagliarella

In SPORT by Marco NuzzoLeave a Comment

«Si può nascere un’altra volta, poi rinascere, ancora un’altra volta se ti va» cantava Dario Brunori, in arte Brunori Sas, nel 2014 con la sua canzone “Le quattro volte”, e sembra proprio che c’è chi ha preso alla lettera questo consiglio. Fabio Quagliarella, classe 1983, sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza.

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Torino, ha girato diverse squadre in Serie A, lasciando un’impronta indelebile ovunque i suoi scarpini siano passati, ma è nella Sampdoria che ha trovato la sua vera consacrazione, tanto da riportarlo, dieci anni dopo l’ultima apparizione, anche nel giro della Nazionale guidata da Roberto Mancini, bandiera proprio dei blucerchiati. Prototipo dell’attaccante moderno, per tutta la sua carriera ha scelto il numero 27, in onore del suo grande amico e compagno delle giovanili Niccolò Galli, morto in un incidente stradale nel 2001. Quagliarella è divenuto celebre per il suo repertorio vastissimo, fatto di gol da notevole distanza e gol di tacco, come quello che ha sancito la netta vittoria, nella stagione 2018-2019, della Sampdoria per 3-0 contro il suo Napoli.

Sì, perché Fabio, nativo di Castellammare di Stabia, non ha mai nascosto la sua passione per i colori partenopei. Nel 2009, dopo l’esperienza all’Udinese, la chiamata della vita: in uno scambio di cartellini che ha portato il difensore Maurizio Domizzi tra le file dei friulani, Quagliarella approda al Napoli. Il sogno si è realizzato, ma questa esperienza segna l’inizio di un incubo che finirà solo nel 2017: è vittima di stalking, viene accusato di avere affiliazioni mafiose da parte di un ex agente della Polizia postale, che lo porta ad allontanarsi dalla sua città per accasarsi nella rosa dell’eterna rivale, la Juventus. I suoi ex tifosi, ignari della vera motivazione che lo ha spinto ad andarsene, lo etichettano come “traditore”. Con i bianconeri vince, in quattro anni e da protagonista, tre scudetti e due supercoppe italiane. Ma Fabio non è stanco, vuole frantumare altri record.

Nel 2015 passa ai cugini del Torino, dove si rende protagonista di uno storico risultato: il 26 aprile 2015, nel derby della mole, segna il definitivo 2-1, che consegna la vittoria ai granata dopo vent’anni senza successi nella stracittadina. È, però, con il ritorno alla Sampdoria nel 2016 che Fabio dà un calcio alla propria vita: a suon di reti si carica la squadra sulle spalle raggiungendo, nella stagione 2017-2018, il record personale di 19 marcature in campionato, destinato ad essere sbriciolato l’anno successivo. La stagione seguente, infatti, è la migliore della sua carriera: tra la decima e la ventunesima giornata va sempre a segno, eguagliando il record di Gabriel Omar Batistuta, che ha timbrato il cartellino nelle prime
undici giornate della stagione 1994-1995.

Quagliarella diventa l’uomo del momento, tanto da ricevere anche la chiamata in nazionale per le partite di qualificazione a Euro 2020 contro Finlandia e Liechtenstein, dove realizza una doppietta e diventa, a 36 anni e 54 giorni, il marcatore più anziano della storia della nazionale italiana. E allora lasciamo da parte i colori, per una volta, e alziamoci ad applaudire un ragazzino di 36 anni che non ha mai smesso di credere in se stesso, che ha deciso di vincere le partite più importanti della sua vita, che ha scelto di rinascere, ancora un’altra volta.