La dipendenza da cocaina e il craving

La cocaina è una delle droghe che maggiormente creano dipendenza. Genera, tra l’altro, una profonda sensazione di astinenza quando non viene assunta: una delle conseguenze è il cosiddetto craving, un desiderio smodato, urgente, della sostanza.

Il craving si manifesta con una serie di sintomi, che andremo ad analizzare di qui a breve. Ci sono anche più tipologie di craving, e più situazioni che possono innescare il processo.

Una cosa fondamentale è capire quando è il momento di chiedere aiuto: la dipendenza da cocaina – e dalle altre droghe – è assolutamente deleteria per il corpo e per la mente. Ci sono dei centri specializzati nel trattamento di queste problematiche e nella disintossicazione, come il San Nicola che si trova ad Arcevia (in provincia di Ancona).

Il Centro San Nicola sorge in un territorio immerso nella natura, ed è l’ideale per una simile riabilitazione. Uno dei vantaggi è che i pazienti sono seguiti anche nei mesi successivi alla residenza, così da evitare il rischio di ricadute.

La struttura si occupa della cura delle dipendenze non solo da droghe, ma anche da alcool, internet, gioco d’azzardo patologico ecc. Rappresenta, insomma, uno dei fiori all’occhiello del nostro paese da questo punto di vista.

Craving positivo e craving negativo

Come già accennato, non esiste un unico tipo di craving: quest’ultimo può essere positivo o negativo.

Il craving positivo è il bisogno di provare tutti gli effetti della cocaina, quell’euforia che viene definita anche come high. Invece il craving negativo è la necessità di sfuggire all’astinenza.

A volte il craving è così terribile che la persona colpita tende ad assumere subito la cocaina anche soltanto per liberarsene. È però essenziale ricordare che il singolo episodio ha una durata limitata: è importante resistere, e cercare un supporto esterno (un professionista, o un gruppo di auto-mutuo-aiuto) per combattere la dipendenza.

I sintomi del craving da cocaina

Tutti coloro che vanno incontro a una dipendenza, prima o poi, sperimentano il craving. Le avvisaglie riguardano tanto il fisico quanto la psiche: anche per questo motivo è tanto difficile farsi forza, ed è facile tornare a utilizzare la sostanza semplicemente per sentirsi meglio.

Il craving provoca un’accelerazione del battito cardiaco, un’intensa sudorazione, equilibrio incerto, tremori localizzati soprattutto nella zona delle mani. A livello emotivo si è interessati da numerose sensazioni negative, dalla tristezza all’angoscia, dall’irrequietezza alla paura.

Man mano che si va avanti, se si riesce a non assumere la cocaina, si incorre in disturbi del sonno, astenia (mancanza di energie), perdita dell’appetito e della voglia di svolgere tutte le attività quotidiane. Nulla ha più valore in quegli istanti, né il lavoro, né le relazioni, né il tempo libero: conta solo l’urgenza di passare dal down all’high grazie all’azione della droga.

I segnali fisici, in linea di massima, sono comuni a tutti gli individui, mentre quelli psicologici possono variare a seconda del temperamento, della predisposizione e del background. Ognuno ha le proprie fragilità, che emergono pienamente durante il craving.

I “trigger” del craving

Nella maggior parte delle circostanze, il craving non inizia all’improvviso senza una ragione. Ci sono degli stimoli, detti “trigger”, che innescano il desiderio di cocaina: elementi dell’ambiente, per esempio, oppure situazioni ostiche e conflittuali.

Il craving può nascere dopo un litigio con una persona cara o magari in seguito a un fallimento in ambito professionale, per il nervosismo e la frustrazione. Può essere determinato anche da un luogo che si attraversa, e che è legato in qualche modo all’assunzione della droga. Può scatenarsi per un profumo specifico, per una scritta che si legge per strada, per una parola che arriva all’orecchio. Purtroppo, i “trigger” potenziali sono tantissimi e spesso imprevedibili.

L’importante non è evitare questi fattori, perché sarebbe impossibile a lungo andare, bensì adottare qualche strategia per affrontare il craving. Il bisogno impellente della droga si affievolisce dopo alcuni minuti: è indispensabile stringere i denti, e cercare poi di risolvere il problema di base.

Qualche tecnica contro il craving

Mentre imperversa il craving, è utile distrarsi sfruttando il contesto esterno: focalizzando l’attenzione su un paesaggio o su un suo dettaglio, su una canzone, su qualunque cosa distolga la mente dal pensiero della cocaina.

C’è anche il cosiddetto trucco del foglietto, che consiste nello scrivere su un pezzo di carta tutti i motivi per cui si deve uscire dal tunnel della dipendenza. Una lista da consultare negli attimi peggiori, per riportare alla memoria gli aspetti positivi della vita. Altri preferiscono tenere un vero e proprio diario, dove annotano i sintomi del proprio craving, le emozioni dominanti, i trigger e così via.

Infine, sono validissimi i gruppi di auto-mutuo-aiuto. Il confronto con gli altri è un’ottima soluzione per trovare nuove strategie nella lotta alla dipendenza. In particolare, nel corso degli incontri si comunicano le proprie paure e le riflessioni negative: ciò è necessario per combatterle, per non farle “ristagnare” nell’animo.



redazione