La Bibliosteria di Corna Imagna: sfiziosità letterarie

In accompagnamento al caffè: una sfogliatella per Erri De Luca, delle syrniki – gustose frittelle alla ricotta – per Dostoevskij, un kanelbulle – rotolo alla cannella – per Nesbø e infine una mousse al cioccolato con panna per la Mazzantini, che si può permettere uno sgarro alla dieta.
Sì perché, alla Bibliosteria di Ca’ Berizzi di Antonio Carminati e il Centro Studi Valle Imagna, ci si può concedere un po’ di riposo a contatto con la natura e in compagnia di qualsivoglia autore. Il neologismo – a metà tra biblioteca ed osteria – sta proprio ad indicare un luogo, situato nella contrada Regorda di Corna Imagna – nel bergamasco -, in cui l’elemento letterario e quello culinario formano un connubio perfetto.

Ideata e aperta nel 2015, la struttura – ex casa patronale della famiglia Berizzi – è composta da un primo piano, il cuore pulsante della casa, in cui vi troviamo infatti la biblioteca vera e propria dove sono solite riposare indisturbate vaste raccolte letterarie, codici, libri antichi e documenti storici; preziosità inestimabili accudite con premura dalla famiglia proprietaria di un tempo.

Continuando il percorso e giungendo nell’altra ala ci si ritrova, dopo un percorso in cui i libri fanno le veci dei padroni di casa, in quella che è la parte “-osteria” della struttura; un bancone da oste e il camino sono sufficienti a creare l’atmosfera perfetta in cui puoi scorgere Ernest Hemingway intento a centellinare il suo bourbon; e infine, come ogni osteria che si rispetti, al secondo piano vi sono le camere da letto: intime alcove in cui poter riposare, appesantiti da un bicchierino in più – maledetto Hemingway – fino al mattino dopo.

La Bibliosteria di Corna Imagna propone anche eventi e attività inerenti al mondo culturale e letterario, una proposta innovativa e stimolante come variante al solito pigro pomeriggio sul divano; perché è questo l’intento di Ca’ Berizzi: risvegliare la curiosità nelle persone, sfiancate dalla grigia routine quotidiana, esortandole con una buona lettura o una proposta culturale, e coccolate con sfiziosità.

Tenete però lontano Balzac dal pastis, altrimenti da realista diventa utopico.



Camilla Antonioni