La misteriosa bambola Emilia

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Il mondo è pieno di oggetti creduti maledetti o infestati, ma solitamente per vederne uno dobbiamo andare o negli Stati Uniti o in Oriente. Quello di cui vi parlo io in questo articolo è italiano, fabbricato in Italia e destinato ad una bambina italiana.

Si tratta di un bambola, o meglio quello che rimane di una bambola molto antica e soprattutto molto preziosa e il suo nome è Emilia.

Verso la fine del 1800, quando ancora regnava re Umberto I, lo stesso re ordinò ad un artigiano una bambola unica e bella da poter regalare ad un servitore devoto, Ulvado Bellina. Quella bambola fu il dono per il quarto compleanno di Maria, figlia di un capitano della guardia reale.

La bambola ebbe un incredibile successo e la piccola Maria amava questa bambola così tanto da non lasciarla mai, nemmeno per andare a dormire. Fu lei stessa a darle il nome Emilia e la bambola divenne la sua più grande compagna di giochi.

Maria Bellina crebbe, ma la bambola non fu mai deposta e una volta adulta decise di metterla in una bacheca dove custodirla ed esporla a tutti i suoi ospiti. Non si trattava di un regalo qualunque, ma un regalo del re, ma per Maria quella bambola di porcellana era il cimelio a cui teneva più di tutti gli altri meravigliosi regali che ricevette nella vita. Solo all’età di quasi 50 anni decise a malincuore di seprarsene, ma per un buon motivo: la nipotina aveva visto Emilia a casa sua e se n’era innamorata e lei rivide un po’s e stessa in quella bambina; decise così di donargliela e dopo molti anni la tirò fuori dalla bacheca.

Il fato ha voluto (c’è chi dice che fu la bambola a non volersi separare da lei) che il giorno in cui Maria portò la bambola nuovamente con se fosse vittima di un terribile incidente: era da poco iniziata la seconda guerra mondiale e Maria viaggiava su un treno per Udine che purtroppo fu designato per un attacco bomba. Fu un disastro e decine di viaggiatori morirono tra le lamiere.

Dal momento che si trattava di un regalo del re, la bambola fu una delle pochissime cose salvate dalle macerie, ma risultò danneggiata e mancante delle braccia e di parte dei capelli. Nonostante ciò venne custodita con cura indipendentemente dalle sue condizioni.

A recuperarla furono dei soldati americani che, notando lo stemma inciso sul retro della bambola, si resero conto del suo valore e al loro ritorno in patria la donarono ad un museo del Connecticut dove sembra sia ancora custodita.

Da quel giorno pare che la bambola mostri chiari segni di “vita”: molti testimoni hanno affermato di aver visto la bambola voltare il capo, sbattere le palpebre, muovere le gambe e cambiare posizione. Gli inservienti del museo hanno affermato che di notte capita di sentire nella stanza dove c’è la sua bacheca una voce di bambina chiamare la mamma oppure si sente una bambina piangere.

Alcuni esperti di paranormale hanno studiato la bambola mutilata ed è opinione che sia posseduta dall’anima di Maria che l’aveva tenuta con se fino alla fine , anche mentre cercava di salvarsi dall’esplosione. L’attaccamento di Maria Bellina a Emilia era così intenso che la stessa donna chiamò la figlia Emilia.
Sono ormai una decina di anni che non si sa più nulla della bambola Emilia, anche se qualcuno su alcuni forum ha scritto che recentemente è apparsa la foto della bambola in una vendita sul sito eBay.

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