ItaliaCheVale: Ravenous Fashion Podcast racconta il settore moda (e senza filtri)

Per questo appuntamento di #ItaliaCheVale parleremo di podcast nel mondo fashion grazie a Beatrice Mazza, founder di Ravenous Fashion Podcast.

Laureata presso l’Università di Bologna nel corso di laurea Culture e Tecniche della Moda, Beatrice si fa portavoce di una generazione di giovani lavoratori del fashion system. In concomitanza con il suo ultimo anno di università, inizia a studiare come stylist presso la Moodart di Verona e inizia ad approcciarsi al mondo del lavoro. Da subito entra in contatto con quelle che sono le gioie e i dolori di un sistema moda che, a volte, non funziona come dovrebbe. Dalle sue esperienze di vita lavorative, Beatrice Mazza decide di fondare la piattaforma Ravenous per parlare di moda, marketing e sostenibilità ampliando la sua esperienza nel settore. Con Ravenous nasce poi un podcast, Ravenous Fashion Podcast, figlio di una contemporaneità che vuole affiancare e sostenere tutti i lavoratori e appassionati di moda.

Dalle puntate sul marketing, alle fashion pills sui designer fino ad arrivare ad un’analisi del settore moda a 360 gradi: Ravenous Fashion Podcast è un media che riporta storie e realtà. Ma l’obiettivo di Ravenous Fashion podcast non è solo parlare di moda, è anche sensibilizzare il mondo lavorativo del settore. Come? Riportando storie ed esperienze di vita di chi ci lavora, compresa Beatrice.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Beatrice. Curiosi? Venite con noi.

Ciao Beatrice! Parlaci di te e del tuo progetto: hai fondato la piattaforma Ravenous e successivamente un podcast a lui dedicato giusto?

Ciao! Sì esatto, diciamo che sono nati quasi insieme. Prima del podcast ho lanciato un sito e una community su Facebook in cui davo contenuti extra su marketing, moda e sotenibilità e in cui gli utenti potevano interagire con me in real time. Successivamente mi sono concentrata molto sul Podcast anche se, per ora, è ancora un progetto al di fuori del mio lavoro e che faccio principalmente per passione. Il podcast è nato circa un annetto fa e anche se solitamente le persone si ricordano il giorno in cui creano qualcosa, per me non è stato così! All’epoca, quando l’ho creato, non c’erano podcast di moda se non quelli realizzati dai brand stessi che avevano una comunicazione principalmente aziendale. Ho voluto creare un podcast di moda perché non avevo ancora trovato un simile che ne parlasse come volevo io, facendo discorsi più ampi che andassero aldilà delle collezioni e delle tendenze. Ravenous è nato dopo che ho avuto un’esperienza lavorativa tremenda in un’azienda di moda in cui ho subito un alto livello di mobbing. Il secondo episodio l’ho dedicato proprio a questo: mi ricordo che dovevo elaborare psicologicamente questa cosa e così trovai il dottor Herald Ege, che tratta di mobbing all’Associazione Italiana contro mobbing e stress psico-sociale qui a Bologna e lo intervistai.

Quindi lo hai creato anche per dar voce ad un aspetto del settore moda che non tutti prendono in considerazione…

Esatto, la moda attrae un tipo di lavoratore o lavoratrice molto giovane e che spesso non è pronto a gestire determinate situazioni. Sicuramente ad oggi se potessi tornare indietro gestirei diversamente la situazione di mobbing che ho vissuto, anche perché da quando finisci l’università e inizi a lavorare cambiano tantissime cose tra cui il tuo carattere. Diciamo che la bellezza della moda è che è un settore che fonde business e arte ma in Italia manca il realismo del “lavorare nella moda”. Anche gli studenti che studiano moda non vengono preparati ad affrontare quello che sarà la vita lavorativa e non vengono preparati a gestire alcune situazioni spiacevoli. Vorrei portare spunti per far ragionare le persone sul settore: fare una riflessione in più al mero guardare una sfilata.

Nel podcast parli di moda, marketing e sostenibilità a 360 gradi. Quali sono gli obiettivi? 

Per quanto riguarda il tema sostenibilità, è una cosa che mi interessa molto sia dal punto di vista della moda che sociale e ambientale. Ho svolto anche una bellissima esperienza lavorativa in una startup di moda sostenibile in cui curavo la comunicazione del brand. Sicuramente mi interessa la parte ambientale ma nessuno parla della parte sociale: certo ci preoccupiamo dei lavoratori e dei loro diritti nei paesi in via di sviluppo per quanto riguarda la produzione di moda ma poi nessuno si preoccupa di capire quali siano le condizioni lavorative dei ragazzi in Italia che lavorano in aziende di moda, showroom o uffici stampa a Milano. Questo è il tipo di sostenibilità di cui parlo e vorrei analizzare. Per quanto riguarda il marketing, invece, è un settore che mi piace e di cui ho parlato soprattutto in alcune puntate del podcast. Ad oggi insieme ad un’altra ragazza, abbiamo creato una nuova pagina instagram che si chiama Fashion Marketing Italia è lì ci concentriamo di più su questo settore. Il mio podcast continua, invece, ad avere diversi argomenti anche slegati dal mondo del marketing.

Il podcasting è una tipologia di media che ha iniziato a diffondersi soprattutto nell’ultimo periodo. Cosa ti ha dato dal punto di vista personale e lavorativo questo nuovo media digitale?

In generale il mio podcast mi ha aiutato in tutti i colloqui di lavoro che ho fatto perché avere un progetto personale fa vedere che sai creare e e gestire qualcosa di esterno e che ha riscontri da un punto di vista numerico di ascoltatori. Ravenous Fashion Podcast ha avuto una crescita che non mi aspettavo: ormai l’ho creato un anno fa e allora il mondo del podcasting non era così conosciuto. Ho partecipato al Festival del Podcasting ed eravamo davvero pochissimi. Quest’anno ho avuto una crescita consistente di ascoltatori e mi ha dato la possibilità di toccare la vita delle persone in un modo che non mi sarei mai aspettata. Questo penso sia la cosa più importante in assoluto. Il podcast mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con persone meravigliose e mi sono resa conto che quando le persone vengono a parlare su Ravenous Fashion Podcast si riescono a raccontare in un modo diverso rispetto al video o altri strumenti di comunicazione. Il podcast è un media che ha una sua poesia.



Valentina Brini