Isole Borromee – Un arcipelago da visitare nel cuore del Lago Maggiore

L’estate è ormai arrivata. L’afa e il caldo pervadono le nostre città e se coloro che abitano al mare possono approfittarne per correre in spiaggia, chi vive in zone metropolitane deve rassegnarsi alla consueta routine quotidiana.

Si è sempre in cerca di idee per trascorrere il weekend, magari fuori porta, magari non troppo lontani da casa, senza rinunciare al piacere di scoprire qualche nuova località.

A meno di un’ora da Milano, di fronte a Stresa, il cuore del Lago Maggiore custodisce luoghi di grande fascino e ricchi di storia: le Isole Borromee. Chiamate così in memoria della famiglia Borromeo, esse divennero parte dei possedimenti borromei con Vitaliano I e, per volere di Vitaliano VI, iniziarono i lavori di costruzione del palazzo e dei giardini sull’Isola Bella.

Una famiglia influente che dal 1370 a seguire affondò le proprie radici a Milano e nelle località circostanti ponendo le fondamenta di quello che sarebbe stato il nucleo dello Stato Borromeo. La sensibilità artistica della Famiglia è oggi uno dei motivi principali per cui si ha memoria dei Borromeo il cui amore per l’arte, di recente, ha spesso annebbiato le vicende politiche che li hanno visti protagonisti. Una sensibilità che spinse i Borromeo a farsi promotori e difensori del patrimonio artistico, culturale e botanico delle isole e della Rocca di Angera. Ma andiamo con ordine e proviamo a svelare alcuni dei gioielli custoditi tra le sponde del lago.

Le isole Borromee sono tre: l’Isola Bella, l’Isola Madre e l’Isola dei Pescatori. Sono tutte visitabili e raggiungibili con il battello. Nonostante i Lombardi le abbiano a pochi chilometri di distanza, molti non sono nemmeno a conoscenza della loro esistenza.

I lavori sull’Isola Bella iniziarono, come già anticipato, con Vitaliano VI e furono conclusi dopo la sua morte. L’intento era quello di trasformare quello scoglio lambito dalle acque del lago in un’opera d’arte che da lontano rassomigliasse ad un vascello fluttuante tra le onde. Il risultato è una mirabile commistione di arte barocca e architettura botanica. Sull’isola è infatti stato costruito il Palazzo Borromeo che occupa la maggior parte della superficie con i suoi sontuosi giardini. Il palazzo in stile barocco è ora una pinacoteca visitabile nella quale sono conservati moltissimi dipinti e arredi e dalle cui finestre si possono ammirare unici scorci sul lago. I giardini su più livelli sono di una bellezza indescrivibile ed ospitano esemplari di pavoni bianchi che accolgono e ammaliano i turisti in visita. L’Isola Bella è luogo unico nel suo genere che riuscì ad ammirare anche Dickens il quale di lei scrisse: “Per quanto fantastica e meravigliosa possa essere ed è l’isola Bella, è tuttavia bellissima”.

L’isola dei Pescatori sorge a pochi metri dall’isola Bella ed è l’unica nell’arcipelago borromeo ad essere stabilmente abitata da circa 35 pescatori che vivono di pesca e turismo. È piccola, ma molto caratteristica. Le case, a più piani, ospitano lunghe balconate adatte ad essiccare il pesce. L’isola è interamente percorsa da vicoli stretti che permettono di raggiungere a piedi le case, il lungolago, la via principale e la piazzetta. Seppur di dimensioni molto ridotte, l’isola dei Pescatori ospita la piccola chiesa dedicata a San Vittore la cui statua, a Ferragosto, viene portata in processione su una barca per l’arcipelago. È un’usanza molto sentita che attrae ogni anno folle di turisti ed abitanti. D’estate i visitatori amano perdersi nei vicoli e comprare i tipici oggetti d’artigianato locale presso il piccolo mercatino. Un luogo suggestivo per i grandi, ma anche per i più piccoli.

“L’isola Madre. E’ il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo.” Così G. Flaubert descriveva questo posto meraviglioso. L’isola Madre è la più grande tra le isole del Verbano e fu probabilmente la prima ad essere abitata. La vegetazione è la protagonista indiscussa dell’isola e cinge il maestoso palazzo fatto edificare sul punto più alto. I lavori iniziarono per volere di Lancillotto Borromeo che fu tra i fautori del rigoglioso giardino botanico. Circa quarant’anni più tardi venne affidata la supervisione dei lavori direttamente da Renato I Borromeo a Pellegrino Tibaldi, una delle figure di primo piano in ambito lombardo. Nel 1700 l’Isola Madre aveva già le sembianze che possiamo osservare oggigiorno ed era da tutti considerata un luogo di quiete e di pace, un locus amoenus immerso nella natura. Di più tarda costruzione furono invece le serre e la cappella di famiglia.

Le Isole Borromee custodiscono molti tesori, dalle opere d’arte più antiche alle specie naturali e botaniche più colorite. Luoghi degni dei migliori pittori paesaggisti…

Che cosa state aspettando? Correte a visitare questi luoghi d’arte per trascorrere piacevoli giornate col vento tra i capelli circondati dagli splendori dell’architettura, dell’arte e della natura!

(Per qualunque informazione è disponibile il sito ufficiale www.isoleborromee.it che dispone di sezioni dedicate agli itinerari, gli orari ed i prezzi).



Valentina Seveso