Intervista ad Anthony De Luca: l’artista che scrive poesie sui culi

In #artecultura, ARTE, WEB by Alice SpotoLeave a Comment

L’autore di questo irriverente e originale progetto è il fotografo Anthony De Luca, amante del corpo femminile e geniale provocatore. Migliaia di condivisioni per il suo ultimo progetto che ha conquistato uomini e donne “poesie sui culi”, una serie di splendide foto in bianco e nero in cui sono raffigurate poesie di grandi autori sul fondoschiena di bellissime ragazze. Scatti di assoluta originalità e stile ai quali è impossibile rimanere indifferenti. Social Up lo ha intervistato per chiedergli tutte le curiosità a riguardo e vi offre in anteprima una divertente gallery realizzata dal punto di vista delle ragazze che hanno prestato il culo per questa originalissima serie fotografica.

Come ti è venuta in mente l’idea di scrivere poesie sui culi delle ragazze? Perché hai pensato proprio al culo come tela?                                                

Avevo finito la carta e non sapevo dove scrivere! Utilizzare i culi come tela è una cosa che faccio da molto tempo durante i miei set fotografici oppure negli eventi in cui mi chiamano per creare qualcosa di particolare; in quel caso uso il pennarello per firmare i fondoschiena delle ragazze presenti. La variazione “poesia” è stato solo l’ennesimo flash creativo che si sviluppa nella mia mente e crea idee nuove, oppure evolve quelle che sto già   realizzando.

Parliamo della parte più “tecnica”. Che pennarello usi? Com’è scrivere sopra un fondo schiena? Le ragazze come reagiscono? Avvertono solletico?

Prima di realizzare questa nuova serie mi sono recato in un negozio di articoli per ufficio chiedendo al commesso un pennarello dalla punta fine, lui mi disse: “Che utilizzo ne deve fare?” ed io: “Devo scrivere su un culo”. Uso un marker indelebile che si toglie facilmente con l’acetone, li porto sempre con me pronti a firmare nuove “tele” su cui scrivere. A differenza di un tattoo, la ragazza non prova dolore, alcune addirittura solletico, ma non ho mai avuto alcuna lamentela anzi la descrivono come una sensazione estremamente piacevole.

Come scegli il lato B perfetto? Che caratteristiche fisiche devono avere per catturare la tua attenzione?

Cerco culi con “personalità”. Donne senza pregiudizi scontati, libere da schemi e luoghi comuni banali che ruotano intorno alla donna e l’erotismo. Principalmente sono ragazze che mi inviano direttamente il loro lato B. In poche parole ho la posta invasa da culi. Successivamente valuto la forma estetica e le linee del loro corpo.

Quanti sederi hai fotografato nella tua carriera?

Più di un migliaio e non mi sono ancora stancato.

C’è un particolare motivo nella scelta della chiappa tra le varie parti del corpo disponibili?

È il posto più comodo per scrivere in ogni occasione. Ti pieghi e “tac” diventi un tavolino umano pronto all’uso. Ho scritto in tantissime altre parti del corpo, compresa quella più intima. Il lato B rimane ancora la mia preferita.

A quale fascia di pubblico è rivolto?                                                                   A quelli che come me avevano insufficiente in letteratura! Oggi, grazie a questa idea io stesso ricordo i versi di   poeti famosi e a volte anche qualche nozione sul loro vissuto. Grazie a migliaia di condivisioni ho notato lo stesso effetto anche in tantissime persone. Il pubblico è eterogeneo, uomini e donne, cerco sempre di rivolgermi comunque a persone con un’anima più sensibile all’arte e alla creatività.

Sappiamo che la poesia soprattutto in Italia non ha mai venduto molto. Credi davvero che il tuo progetto possa essere una buona trovata per diffondere questo genere letterario?

Il ministro della cultura mi ha già chiamato al cellulare: “Anthony, che ne dici se inseriamo 2 ore di poesie e culi nel prossimo programma scolastico?”

Dai tuoi lavori artistici, oltre un’innegabile originalità e stile, si nota uno spiccato senso dell’ironia. Quanto è importante per te?                        

Fondamentale. È il mio principio di vita, l’ironia ed autoironia sono doti che cerco anche nelle ragazze con cui collaboro e nelle persone che fanno parte della mia vita.

E dei tuoi “culo selfie” cosa puoi dirci?                                                               Li hai scovati eh? Brava questa giornalista! Sulla mia pagina ci sono decine di album e progetti che ruotano attorno a questa meravigliosa parte del corpo femminile, uno di questi è la “culo dance”, video in cui improvviso balli sincronizzati con culi ed i “culo selfie”, autoritratti scattati con uno smartphone in cui ho al mio fianco bellissimi sederi. La classica foto che fai come ricordo di una serata con un amico io la faccio con un culo.

Che reazioni hai riscontrato in merito alle tue foto?                                       Sempre molto positive. Togliendo l’ironia per un attimo, credo che chiunque possa percepire lo spessore e la qualità dietro ad ogni singolo scatto. In ogni immagine c’è la mia essenza, la vita passata e tutta l’evoluzione creativa che mi ha portato ad improvvisare quella fotografia in quel dato momento e questo lo sente anche la persona meno attenta alle sfumature.

Sito ufficiale dell’artista: www.anthonydeluca.it

 

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About the Author
Alice Spoto

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Classe 1992. Nata in Svizzera e tornata nella sua Sicilia in tenera età, negli anni dell'università sceglie Catania come la città più affine al suo spirito contraddittorio. Laureata in Beni Culturali, ha scelto di continuare gli studi nel campo della comunicazione per poter approdare a tutti gli affetti nel campo del giornalismo culturale. Emotiva e lunatica, attualmente scrive sul web di arte, cultura e musica, attendendo di trovare il fegato di completare il suo romanzo nel cassetto (della biancheria).

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