Intervista a Valentina Lodovini: a Catania per il Gold Elephant World 7

Valentina Lodovini, attrice toscana vincitrice del David di Donatello nel 2010 per Benvenuti al Sud, ha rivestito il ruolo di membro della giuria di qualità alla Settima edizione del Gold Elephant World Festival, il festival della città di Catania. Social up Magazine l’ha intervistata per voi.

Salve Valentina. E’ un piacere averti qui a Catania. Partiamo dalla tua presenza qui al festival. Fai parte della Giuria di qualità. Come ti sei trovata in questo ruolo?

Lo adoro. Credo sia sempre un privilegio per chi ama il cinema essere membro di una giuria, perché hai la possibilità di vedere tanti film – già lo fai per deformazione professionale (ride) – ma in questo caso lo fai per dare un giudizio sui film che guardi.  E’ stato molto divertente. Poi è bello confrontarsi con personalità e sensibilità diverse dalle tue, all’interno della giuria: cambia anche un po’ la visione che puoi avere del film, perché  la diversità è sempre ricchezza.

Benvenuti al Sud è il film con cui ha vinto il David di Donatello come Migliore attrice non protagonista. Cosa ha rappresentato per te questo film? Cosa puoi dirci del set e del rapporto con gli altri attori? 

Il film è stata un’opportunità. Poi l’accoglienza del pubblico, quella è stata una magia veramente preziosissima. Sul set c’era un clima sereno, anche se molto serio e c’era grande fedeltà alla sceneggiatura.

Al cinema hai recitato in film di registi italiani come Sorrentino (in L’amico di famiglia), Carlo Mazzacurrati (in La giusta distanza per cui sei stata candidata al David come migliore attrice protagonista) e Daniele Vicari (Il passato è una terra straniera). Cosa puoi dirci di queste esperienze?

Queste esperienze sono state dei doni pazzeschi (ride). Ovviamente tutte diverse perché il cinema è fatto da esseri umani e quindi ogni regista ha il suo diverso modo di esprimersi. Sorrentino per la mia esperienza – ero alla mia prima prova di attrice, quindi al mio debutto – è un regista in grado di capirti. Mazzacurati, un regista in grado di ascoltarti, anzi uno che chiede la tua opinione, per cui una persona estremamente attenta agli attori, un’autore che li responsabilizza.
Osservava, ascoltava senza giudizio, senza ipocrisia e questa è una qualità umana che è anche molto rara da incontrare. Vicari è un autore che io amo tanto. Lui è dolcissimo nel dirigere gli attori. Quindi mi sono sentita molto ben voluta da lui sul set. E poi ho avuto la fortuna di avere come compagni di scena Elio Germano e Michele Riondino , per cui, anche per questi motivi girare “Il passato è una terra straniera” è stata un’esperienza molto speciale. Elio ad esempio non diceva una parola, mi ascoltava e basta, ma comunque mi ha aiutato tantissimo (ride).

E invece Fortapàsc?

E’ stato un film amato, perché tutti volevamo raccontare la storia di Giancarlo Siani, per cui è stato davvero un film ispirato. Ispirato dal fatto che volevamo raccontare la storia del giornalista ucciso dalla camorra: ucciso perché volevano colpire la parola e la libertà di espressione. Ci tenevamo tutti a non dimenticare.

 

5) Sei apparsa anche sulla copertina di Maxim Italia, come icona di femminilità italiana. Quali sono le tue attrici preferite al cinema? 

Senza dubbio ce ne sono molte: Carole Lombard, Anouk Aimée. Come non si fa a citare Anna Magnani e Sofia Loren, Silvana Mangano, Monica Vitti? Insomma abbiamo un’eredità molto preziosa secondo me. Per quanto riguarda le attrici di oggi, anche lì ce ne sono molte. La prima che mi viene in mente è Kate Winslet e poi anche Marion Cotillard. 

Quali saranno i prossimi impegni? 

Ci sono diversi film in partenza, di cui per adesso non posso dire niente. A teatro porto in scena un monologo di Dario Fo’ e Franca Rame che si chiama “Tutti a casa, letto e chiesa” e sto girando un po’ tutta l’Italia. Interpreto quattro donne, ma il vero protagonista di questo spettacolo è il pubblico. Finora un pubblico davvero magnifico. 

Grazie per essere stata con noi



Francesco Bellia