Intervista a Myriam Florio, l’ideatrice del progetto Mamma Coach

In EXPERIENCE by Sharon SantarelliLeave a Comment

Il parto è un’esperienza meravigliosa e allo stesso spaventosa nella vita di una donna perchè cambia notevolmente il suo corpo e le sue abitudini di vita. Nello stesso momento in cui la donna dà alla luce un essere umano, diventa una madre. Per questo motivo, Miryam Florio ha creato il programma formativo “Mamma Coach” con il quale punta a creare un valido sostegno per coloro che diventeranno madri o che già lo sono.

Abbiamo avuto il piacere di poter far due chiacchiere con Miryam Florio per conoscere maggiormente il suo progetto e chiederle consigli nell’educare i figli in un mondo invaso dalla tecnologia e in continua evoluzione.

Come nasce il progetto Mamma Coach e a chi è rivolta principalmente la tua competenza professionale? Solo alle mamme o anche ai papà?

Il progetto Mamma Coach nasce nel 2005 quando è nata la mia prima figlia, essendo una coach professionista mi sono resa conto di quanto le neo mamme con cui entravo in contatto per esperienza personale avessero necessità di un aiuto esterno che le potesse guidare e supportare in un momento di grande cambiamento come quello della maternità. Ossia dall’essere moglie e donna che lavora a mamma, ovviamente nessuna di queste cose esclude l’altra ma si passa ad una nuova dimensione ed entrano in gioco una serie di sfide che la donna si trova ad affrontare di cui prima non si aveva idea. Essere mamma è una delle cose più belle che una donna possa vivere (se non la più bella in assoluto) ma al contempo si impara giorno dopo giorno e – in un certo senso – non si arriva mai! Perché si cresce insieme ai figli e con noi cambiano anche le loro esigenze e quindi le sfide che ci si presentano. Tantissime mamme vivono questa fase di transizione in solitudine perché non ci sono più le famiglie di matrice matriarcale di una volta che facevano da cordone di supporto alla neo mamma. Oggi è possibile che anche gli stessi nonni vivano in un’altra città se non in un altro paese e la mamma si trovi a gestire da sola tantissime dinamiche, soprattutto nel primo anno di vita del figlio mentre il marito magari è fuori a lavorare. E’ veramente alto il numero di donne che si sentono inadeguate ma – sulla base della mia esperienza professionale – non esistono donne così, semmai si tratta di donne spaventate che non sanno come affrontare alcune situazioni. L’essere mamma tira fuori tante zone d’ombra che prima avevamo tamponato ma che poi vengono fuori in questa nuova esperienza. Vanno affrontate e gestite al meglio e farlo in un percorso di crescita come quello del coaching aiuta ad acquisire strumenti per essere ogni giorno delle mamme migliori. Mi rivolgo in assoluto alle mamme, alle donne ed è un percorso che pu￲ò iniziare anche prima del concepimento o durante la gravidanza e che prosegue dopo il parto nei primi anni di vita del bimbo. Non mi rivolgo al mondo dei papà perché il progetto nasce proprio per le mamme ma confesso che ci sono dei papà che mi seguono in radio e nei miei corsi.

I primi mesi sono i più difficili, in particolare per la donna, che diventa quasi tutt’uno con il proprio figlio. Cosa pensi sia fondamentale per non perdere di vista il proprio status di donna?

E’ vero che i primi mesi sono i più difficili soprattutto quando si tratta di una mamma alla prima gestazione. Esaurita la dose di adrenalina che accompagna il momento del parto, entra in gioco una stanchezza enorme – il cosiddetto post parto. Tanta fatica fisica e poca possibilità di recuperare e senso di inadeguatezza. Ecco perchè spesso le neomamme si annullano e questa è la problematica più grossa da combattere. La donna inizia a rinunciare ad una serie di cose che faceva prima di partorire perchè la priorità diventa il bimbo. Ma per essere una mamma felice e soddisfatta bisogna essere prima di tutto una donna felice e soddisfatta. Solo una donna appagata sarà la migliore madre per suo figlio che assorbe tutto quello che accade attorno a lui. Gioia e felicità o insoddisfazione di una mamma frustrata e delusa, i figli percepiscono tutte le emozioni che noi viviamo e trasmettiamo. Ecco perchè quello che dico sempre alle mamme che seguo è di continuare a ritagliarsi degli spazi per sè. Se prima andavano in palestra devono continuare a farlo anche per riappropriarsi del proprio corpo dopo il parto e avere la forza fisica di crescere un bimbo piccolo. Basta organizzarsi e venire fuori dalla convinzione – per esempio – che se la donna allatta non possa allenarsi o fare altro che non sia stare con il neonato. Vale per tutte le attività di cura della persona come andare banalmente dal parrucchiere. Bisogna avere chiaro che ci sono delle priorità ma anche la donna-mamma ha le sue esigenze imprescindibili, tra queste tornare a lavoro per vivere al meglio l’esperienza di madre ed evitando al contempo di instaurare un rapporto morboso col figlio che non giova nè al piccolo, nè alla mamma. Dai 3 mesi in poi il bimbo pu￲ò andare all’asilo nido o si può￲ usufruire di servizi come le tate familiari. Gli strumenti sono tanti per rientrare in una routine che certamente metta al centro il figlio ma anche il resto della quotidianità della donna.

Un consiglio per le neo mamme che devono rientrare a lavoro e magari hanno mille paure?

Molto spesso ci sono mamme che non hanno voglia di rientrare a lavoro perché non sono soddisfatte della propria professione o perché si rendono conto che lo stipendio vale a coprire le spese del nido o della tata e quindi preferiscono rimanere a casa rinunciando a questi servizi e crescendo in prima persona il bambino. Tuttavia ritengo fondamentale che la donna mantenga la sua indipendenza economica e la sua posizione nel mondo del lavoro, anche perché il reinserimento dopo anni è molto più difficile. Rientrare a lavoro è una grande opportunità perché ti rimette in moto e ti consente di applicare le nuove skills apprese per fare la mamma nel mondo del lavoro. Il risultato di solito è che saremo più organizzate, problem solver, più empatiche e più rapide! Nei miei podcast di Mamma Coach in diretta che va in onda in radio ogni martedì  mattina su www.radioproposteinblu.it e su www.mammacoach.com parlo spesso di questo e chiunque può￲ trovare spunti e consigli utili per gestire al meglio il rientro a lavoro.

Cosa pensi sia importante per mantenere vivo il rapporto di coppia anche dopo la nascita di un figlio?

Sono domande molto utili perché individuano i problemi più frequenti che affronto come coach. Tante coppie che prima di avere figli reggevano in equilibrio precario di solito scoppiano dopo la seconda gravidanza. Perché il parto amplifica molte delle insicurezze della donna rispetto alla coppia.
E’ importante perci￲ò che la donna si ricordi di essere tale anche dopo aver partorito e che tuteli la sua personalità oltre a dedicarsi solo al figlio e al suo ruolo di madre. L’identità di madre che la donna acquisisce non annulla le altre ma si somma a quelle di compagna e di amante che esistevano nella coppia prima della gravidanza. La prima regola è rendere il padre partecipe di questa meravigliosa esperienza genitoriale anche nelle piccole cose come il bagnetto o il cambio del pannolino. Si￲ rende il padre complice e in più diventa un valido aiuto su cui la mamma può￲ contare. Non è vero che la mamma è l’unica a poter o a saper fare le cose che riguardano il bimbo, è un falso mito da sfatare! Bisogna avere fiducia nel proprio compagno ed avere la pazienza di educarlo senza avere paura di farsi aiutare quando si è più fortunate ci sono papà che sono già molto partecipi senza essere coinvolti. Seconda regola è non rinunciare al tempo per la coppia: almeno una sera a settimana per uscire in due e per coltivare l’intimità. Come?
Si programma in agenda facendosi aiutare dai nonni (quasi sempre ben lieti di stare con i pargoli) e baby sitter più che qualificate! La chiave è non temere di farsi aiutare. Per esperienza professionale so che un uomo deluso e non partecipe delle dinamiche familiari è più propenso ad allontanarsi dalla sua compagna, quindi mi rivolgo a tutte le donne perché non rinuncino agli spazi di coppia, se pensate che una sera a settimana sia troppo ricordate che prima del parto le dinamiche di coppia erano quotidiane!

Con internet le mamme moderne diventano sempre più apprensive e fobiche rispetto ai mille pericoli del mondo esterno, come influisce sulla crescita del bambino?

Internet è un grandissimo strumento che aiuta le neo mamme ad entrare in contatto con moltissime informazioni utili, a fare rete con altre mamme, a fare corsi on line e far parte di una comunità oltre che a reperire molto rapidamente tutto quello di cui hanno bisogno, anche in termini pratici, banalmente per l’acquisto di accessori potendo contare su feedback molto veloci da parte di chi li ha già usati. Essendo uno strumento tuttavia, dipende da come viene utilizzato. Il mio consiglio alle neo mamme è di rivolgersi sempre a fonti autorevoli, nel web soprattutto. Nel dubbio parlare con professionisti come pediatri ed ostetriche, tutte figure importanti. In rete si trovano consigli ma la cosa fondamentale è circondarsi di persone qualificate a cui la mamma possa fare riferimento in caso di necessità. Attenzione a non perdersi sul web quando non si sa a chi rivolgersi.

E’ un dato noto che le madri lasciano spesso i figli davanti a televisione e tablet ore intere creando non pochi problemi ai figli, verso quali attività bisogna indirizzare un bambino fin da bambino?

Il bambino non ha bisogno di televisione né di tablet. Spesso è il genitore che ne ha bisogno per distrarre il figlio. Fino ai 3 anni di età non è assolutamente necessario che un bimbo entri in contatto con cellulari, smartphone o Tablet. Può￲ andare bene la tv ma solo ad un orario preciso e per un periodo ridotto sottoponendo il figlio o alla visione di un cartone animato di qualità e adatto alla sua età. La grande differenza la fa l’interazione, per esempio leggere con il proprio figlio è molto utile. Dal libro per il bagnetto a quello di stoffa passando per quello di cartone fino a quello di carta, il piccolo così si appassiona alla lettura, soprattutto se vede il genitore leggere a sua volta. Se diversamente lo vede stare sullo smartphone avrà molte probabilità di fare lo stesso anche lui. E’ una forma di responsabilità del genitore nei confronti dei figli oltre che una occasione per il papà o la mamma di passare del tempo di qualità con i figli e di disintossicarsi da un modo di vivere sempre connesso. Ascoltare musica insieme ai bimbi è un’altra attività molto consigliata, anche ballare!

Come si evolverà il tuo progetto web, esiste un manuale per diventare super mamme?

Il mio progetto web evolverà molto probabilmente nella direzione “Mamme che crescono” cioè mamme che continuano a sviluppare la propria carriera e il proprio business insieme al fatto di essere mamme. Dalle esigenze delle neo mamme alle mamme in carriera, credo che ce ne sia bisogno anche perchè una mamma felice fa un figlio felice, direi che è il mio slogan. Ogni mamma dovrebbe mettersi in gioco e credere nei suoi progetti e se non ha avuto il coraggio di farlo per se stessa dovrebbe farlo per i suoi figli perché i limiti personali vengono trasferiti a livello inconscio ai nostri bimbi e questo non è giusto. Ecco perché dobbiamo cercare di migliorarci ogni giorno, per noi e per loro. Ad oggi il manuale delle super mamme non esiste, sarebbe bello se al momento del parto ci consegnassero il libretto di istruzioni ma non è così, proprio per questo è nato Mamma Coach, per sopperire a questa mancanza. Potrei scriverlo in effetti, magari più avanti, avendo più tempo! Anche se devo dire che il manuale vivente già esiste ed è rappresentato da alcune donne che seguo da anni che hanno compiuto un percorso di crescita enorme come persone, come compagne e come mamme. Un concetto che ci tengo a sfatare è quello di brava mamma, è legato ad un discorso di giudizio che tendo a combattere. Esiste semmai la versione migliore di mamma che possiamo essere oggi rispetto a ieri lavorando su noi stesse giorno dopo giorno perché più ci conosciamo e più siamo in grado di conoscere i nostri figli e capaci di essere utili a loro e supportandoli nella crescita.