Intervista a Michael Rocchetti, autore di Gli Scarabocchi di Maicol e Mirco

Dietro a “Gli scarabocchi di Maicol e Mirco” che su Instagram supera abbondantemente i quarantacinquemila followers si cela Michael Rocchetti: genio e talento per due entità astratte eppur così reali nei dialoghi.

Michael Rocchetti vanta numerose esperienze e successi, oltre il progetto nato dal 2012 sui social e che in questi anni si è tramutato in libri.

Rocchetti, infatti, ha realizzato per i bimbi “Palla rossa e palla blu – L’amicizia arrotonda tutto” (Miglior Fumetto per bimbi e ragazzi al Treviso Comic Book Festival 2016 e XL Prize come Miglior Fumetto al Comicon 2017) e per i grandi “Il Papà di Dio”, entrambi targati BAO Publishing.

Per Coconino Press ha pubblicato nel 2009 “Hanchi Pinchi e Panchi” (XL PRIZE come Miglior Fumetto al Comicon 2010) e nel 2018 “Gli Arcanoidi”. Sempre nel 2018 è stato pubblicato anche “Hanchi e il ladro sensibile”, albo commissionato dal MIbac per la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.

A ottobre 2018 con il volume “ARGH” si è inaugurata la collana Opera Omnia de Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco.

Nel 2019 ha dato alle stampe “Palla Rossa e palla blu rotolano ancora” (BAO Publishing), “L’Arcanoide” (Coconino Press) e “SOB” (BAO Publishing). Nel 2020 è invece uscito “BAH” (BAO Publishing).

Inoltre, Michael Rocchetti è professore di Arte del Fumetto presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila ed è autore per Linus, Smemoranda, XL La Repubblica, Rolling Stone Magazine, Vice Magazine, G Baby e Sergio Bonelli Editore.

In questa intervista abbiamo dialogato con Michael Rocchetti di Maicol e Mirco e di tanto altro senza tralasciare i progetti futuri.

Perché ha puntato su Maicol & Mirco quando dietro il progetto vi è una persona, ossia lei? 

Perché no? Noi fumettisti raccontiamo, quella di un autore doppio mi sembrava una bella storia da raccontare. E poi – fra lettori, editori, letture, paure, furti- non si scrive mai da soli.

Il tutto è iniziato nel 2012. Si ricorda qual è stato il pensiero, l’evento, la suggestione scatenante che le ha dato la spinta per iniziare? Si aspettava tutto questo successo?

Nel 2012 sono nati Gli Scarabocchi su facebook, ma le nostre storie sono nate con noi. Volevamo raccontare quello che gli altri avevano paura di raccontare. E quando racconti qualcosa che non è mai stato raccontato il successo è naturale.

Da otto anni i suoi scarabocchi ci leggono nel pensiero, nelle parole e anche nelle azioni. Come nasce una vignetta?

Fanno tutto i personaggi. Noi ci limitiamo solamente a mettere tutto nero su rosso. Per moltissimi autori i propri personaggi sono degli schiavi, nei nostri fumetti invece fanno da padroni. Padroni assurdi e feroci, ma in fin dei conti generosi. Si stanno smezzando con noi la loro immortalità.

Nella biografia del profilo Instagram c’è scritto “Dal 2012 ragioniamo al posto vostro”. Vorrebbe intendere che ci lasciamo trasportare dalle emozioni o che davvero pensiamo ma abbiamo bisogno di un supporto? 

Vuol dire che facciamo il lavoro sporco. Nessuno vuol davvero ragionare. Ci si vede sempre costretti a ragionare. Si tratta di un bisogno, e i bisogni non sono mai eccitanti.

Dal web a Bao Publishing. “Argh”, “Sob” e “Bah” sono i libri che sono stati pubblicati. Quali erano le aspettative legate a questi libri? 

Quello di dare il via a un’opera ciclopica, che ri-racconti la nostra esistenza.

“Bah” è l’ultimo arrivato. Questa parola la si usa spesso sia in chat sia nel parlato. Secondo lei perché? È un modo per dire o non dire cosa? E lei che accezione le dà? 

Bah, non saprei.

Ultima domanda: cosa c’è in agenda per i prossimi mesi? 

A gennaio esce CRACK, il nuovo volume dell’Opera Omnia de Gli Scarabocchi.  Stessi autori, stesso editore, nuovissime storie. Addirittura nel prossimo libro qualche personaggio non muore! Incredibile!



Sandy Sciuto