Intervista a Max Pope: il giovane cantautore che ha conquistato il Regno Unito

Max Pope – un ragazzo con la passione per la musica che ha iniziato a conquistare i palchi del panorama musicale britannico. Musicista e cantautore che, nonostante la giovane età, è riuscito a conquistare una delle case discografiche più ambite del Regno Unito.

Chi è? Scopriamolo insieme.

Ciao Max, come stai? Raccontaci dell’inizio della tua carriera musicale: hai sempre visto nella musica la tua unica strada?

Ciao! Oggi vi racconto un po’ di me: la mia passione per la musica è nata quando mio padre mi portò al famosissimo festival di Glastonbury  a soli 10 anni. Ero solo un bambino e per me fu un’esperienza di vita incredibile circondato da tutti quei musicisti. Quando ritornai a casa decisi di provare a suonare e fare musica sul serio, così mio padre mi comprò la prima chitarra. Da allora ho cercato di concentrarmi e focalizzarmi esclusivamente sulla mia carriera musicale. Il resto è diventato la mia storia.

Sappiamo che presenterai il tuo nuovo EP “UP” con la Caroline International, che è una grandissima casa discografica. Come ti senti ad avere questa possibilità così giovane?

E’ veramente pazzesco! E’ passato tanto tempo da quando ho iniziato a fare musica e devo dire che mi sono preso anche una pausa. Per me il rilascio di questo nuovo EP è l’inizio di qualcosa di unico e di inesplorato.Ho scritto l’EP l’inverno scorso senza sapere se avrei avuto un aiuto finanziario per poterlo rilasciare e pubblicare. Lo scrissi semplicemente senza sapere nulla del futuro. E’ veramente assurdo a pensarci, ma se credi davvero in qualcosa poi trova sempre il modo di realizzarsi. Le canzoni dell’EP provengono tutte dalla mia vita, o meglio, da quello che ho vissuto. Amore, perdite, relazioni umane e isolamento: questi sono i temi principali del mio nuovo progetto musicale.

Il tuo ultimo singolo è “You’ll never die”. Ha un gusto fresco ed originale: qual è il significato di questa canzone?

You’ll Never Die è nata sulla voglia di voler imparare e distaccarsi dai propri errori. E’ sul rimpianto ma soprattutto sull’urgenza di sentirsi liberi. Uso la mia musica per esprimere ciò che provo e tutti i miei sentimenti. Mi è stata utile soprattutto durante i momenti di dolore, per questo posso dire che molte canzoni riflettono la mia essenza personale.

Sei quindi un vero e proprio cantautore. A chi ti ispiri, oltre a te stesso, per la stesura dei tuoi testi?

Sono cresciuto in una casa in cui suonavano sempre  Al Green e Donny Hathaway, ma sono sempre stato affascinato da grandi band come i The Velvet Underground e Beck. Ad oggi posso dire che la mia musica è influenzata principalmente da band come Unknown Mortal Orchestra e dai sound psichedelici di Nick Hakim e Drugdealer. Ma devo ammetterlo, più invecchio e più mi appassiono ai grandi classici come Joe Jackson e Edwyn Collins: sono gli eroi delle mie canzoni.

Quanto è importante per te la musica live? Hai tour o concerti in programma?

Sono veramente molto emozionato di andare in tour e penso sia estremamente importante per me come musicista. Bisogna solo aspettare il momento più giusto. Ho in programma di suonare in giro per il Regno Unito e sono sicuro che sarà molto divertente. Spero di suonare presto anche in Italia! Ho suonato una volta a Milano e l’audience era molto seria (ride).

Svelaci qualche segreto: quali sono i prossimi obiettivi dell’anno?

Sto finendo un altro EP che verrà pubblicato all’inizio del prossimo anno e sto pianificando di pubblicare un altro singolo prima della fine dell’anno. L’obiettivo più grande? Voglio suonare la mia musica ovunque!



Valentina Brini