Intervista a Giovanna Vitacca: la Style Coach che fa rivivere la nostra identità

Sharon Santarelli

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Giovanna è una donna come molte di noi, ha studiato, si è laureata in  Storia del Teatro e dello Spettacolo,  ha frequentato due master in marketing/organizzazione eventi e relazioni pubbliche . Ben 15 anni di carriera  in ambito di marketing e comunicazione l’hanno ripagata dei suoi sforzi e del suo impegno. Giovanna però ha avuto quello che a molti manca: coraggio. Grazie al suo coraggio ed alle sue passioni più grandi come il gusto per il “bello” e la sua naturale propensione all’ascolto e all’attenzione dei bisogni degli altri, ha lasciato il suo lavoro per crearsene, letteralmente, uno completamente nuovo, cucito su stessa come un bel vestito!

Hai lasciato quello che in molti chiamano “posto fisso” per una professione che ti sei praticamente inventata: come hai maturato questa scelta?

Ripartendo dalle mie passioni. Ho sempre amato la moda e quando dopo vent’anni di carriera nel mondo della comunicazione mi sono chiesta quale sarebbe stato il mio futuro è stato naturale tornare alle origini, a voler fare quello che desideravo da bambina.
Ho messo a frutto i miei talenti ed esperienza per avere una nuova identità professionale che ho ulteriormente rafforzato anche tornando a studiare per acquisire ulteriori competenze nel mondo dell’immagine.

Che tipo di servizi offre una figura come la tua e quali sono i tipi di clienti che richiedono il tuo intervento?

Oggi la mia figura è poco conosciuta in Italia, il pubblico ancora non riesce a delineare il perimetro di attività, i servizi che eroga, gli ambiti in cui opera.
Sicuramente è più percepita come figura che si rivolge a pubblico B2C, l’utente finale, quindi tipicamente i clienti sono le signora che vogliono avere un nuovo look.
La mia mission invece, ed è qui l’elemento di innovazione e l’unicità del mio posizionamento nel mercato, è portare la Consulenza di Immagine in azienda, rivolgendosi quindi a un pubblico B2B.

I servizi che erogo in questo ambito hanno un unico obiettivo: armonizzare il personal branding dell’individuo con la brand identity dell’azienda in cui lavora, che si tratti dell’Amministratore Delegato e dell’addetto alla reception è un lavoro che si sviluppa a tutti i livelli della piramide con programmi di formazione specifici per ogni target o dipartimento.

Ho realizzato progetti rivolti esclusivamente ai dipendenti dell’area commerciale, al top management, piuttosto che al personale di front end nel caso di aziende retail.

Quanto è importante l’immagine che si dà di sé stessi agli altri?

Oggi è fondamentale e imprescindibile. Il web, i social hanno portato prepotentemente all’attenzione questo tema perché tutti siamo ormai personaggi pubblici nel momento in cui abbiamo un profilo e una foto online.
Il punto chiave è quanto la nostra immagine sia autentica e coerente, quanto sia davvero rappresentativa della nostra vera identità e personalità.
Sembra scontato sia così, ma spesso invece c’è dissonanza ed quando il nostro interlocutore avverte un disagio nel percepirci è più facile che si allontani da noi. Questo avviene nelle relazioni personali, ma anche in quelle professionali.
Se non convinciamo il nostro potenziale cliente attraverso la nostra immagine non deciderà di sceglierci per acquistare un nostro prodotto o servizio.
L’immagine è anche questione di credibilità, autorevolezza e soprattutto fiducia.

Quali sono i consigli che offri maggiormente?
Innanzitutto di guardarsi dentro per conoscersi a fondo. Per un Consulente di Immagine questo è un passaggio cruciale perché non posso intervenire sul un cambiamento di look se non si parte dalla conoscenza della persona che si deve mostrare nel suo aspetto esteriore.
Se forzassi un relooking su una persona che non ha ben chiara la sua identità e non ha maturato profondamente la consapevolezza e la convinzione di voler evolvere, questo cambiamento non potrebbe essere sostenuto nel tempo.
Il giorno dopo tornerebbe a vestirsi come prima.

Hai iniziato una collaborazione con “Dress for Success”, un’associazione no-profit internazionale che aiuta le donne in difficoltà a ricominciare da loro stesse. Com’è nato questo sodalizio e quanto è importante per te farne parte?

E’ nato per affinità di valori, mission, obiettivi.
Come Business Style Coach collaboro da tempo con agenzie interinali e società di headhunting affiancando i loro professionisti in percorsi di Personal Branding dedicati sia a giovani in cerca di lavoro, sia a persone che devono ricollocarsi professionalmente.
E’ stato quindi naturale per entrambe di avviare un progfetto congiunto di formazione sul tema dell’immagine a favore delle donne che si rivolgono all’organizzazione, ma anche nei confronti dei volontari che aiutano queste queste donne a reinventarsi proprio a partire dalla sclelta dell’abito giusto.
Sentirsi bene nei panni che indossiamo ci dà maggiore sicurezza e fidicua in noi stessi. Andare a un colloquio con un abito che valorizza pienamente la figura permette di porsi in modo molto più convincente di fronte all’intervistatore.

Quali sono i progetti futuri? C’è qualcosa in particolare che vorresti ancora realizzare?

Si, creare un’associazione nazionale di categoria per la professione dei Consulenti di Immagine.
Un organismo che regolamenti temi importanti come la formazione, l’aggiornamento, le politiche di prezzo.
Che permetta soprattutto di dare dignità e riconoscimento a questa professionalità.
In realtà è un progetto a cui sto già lavorando, ma per ora non svelo di più.