Intervista a Gilles Rocca:“Popolare perché bello, ma sono attore e regista!”

A sua insaputa e contro la sua volontà, Gilles Rocca è diventato protagonista mentre sul palco della 70° edizione del Festival di Sanremo si consumava la definitiva rottura tra Morgan e Bugo sfociata nella loro eliminazione dalla gara canora.

Da quel preciso momento, Gilles Rocca è stato inondato da un’attenzione e popolarità inspiegabile. Un Festival di Sanremo privo di uomini belli e affascinanti è stata la molla per accorgersi che finalmente sul palco gli spettatori hanno potuto ammirare, anche se per pochi secondi, Gilles Rocca.

Noi siamo stati i primi a scriverne, tra l’altro, partendo dalla sua oggettiva bellezza, ma per spiegare che in realtà Gilles Rocca è molto altro.

Classe ’83, originario di Roma, compagno da anni dell’attrice Miriam Galanti, Gilles Rocca è un attore ed un regista italiano anche molto apprezzato dagli addetti ai lavori.

Il suo è un curriculum pieno di film, fiction e spot in cui ha recitato, ma anche di cortometraggi di cui ha curato la regia.

Il suo talento è stato riconosciuto negli anni grazie alla vittoria di premi di prestigio nel settore, ma nononostante tutto, non aveva ancora raggiunto la visibilità e la popolarità che merita.

 

Mentre scoppiava il caos sul palco del Festival di Sanremo che è poi diventato il caso Morgan – Bugo, sei stato inquadrato per pochi secondi. Da quel momento che cosa è successo nella tua vita?

Cosa è successo nella mia vita in quel momento è una cosa molto particolare perché in realtà da quindici anni faccio l’attore e da dieci faccio il regista. Per gli addetti ai lavori e per un pubblico più attento, ero già conosciuto per varie fiction quali “Ris”, “Distretto di polizia”, “Cesaroni”, “Don Matteo”, “Le tre rose di Eva”, “Rimbocchiamoci le maniche” e “L’Aquila – grandi speranze” che è l’ultima fiction andata in onda la scorsa primavera, diretta da Marco Risi.

L’attenzione mediatica mi ha un po’ spiazzato perché non te l’aspetti perché fai da tanti anni provini, sei nel settore, vinci anche dei premi importanti tra cui il “Premio Troisi” alla regia. Da una parte, ti fa piacere, dall’altra sono diventato una star del web per nulla.

Se questa popolarità può servire a far conoscere i miei progetti come “Metamorfosi”, la mia opera prima sul femminicidio con un cast molto importante, allora che ben venga. Se è una cosa fine a se stessa, legata solo all’estetica, un po’ mi disturba.

Adesso che la 70° edizione del Festival di Sanremo è stata archiviata, ci puoi raccontare perché ti trovavi nel dietro le quinte?

Ho una ditta di famiglia. Mio padre è sessant’anni che si occupa di musica in tutti gli eventi più grandi ed importanti. Per me quest’anno è stato il diciannovesimo Festival consecutivo e per mio padre il trentesimo. Io mi occupo di tutto ciò che riguarda la musica e gli strumenti musicali, quindi dal noleggio, trasporto e montaggio fino all’assistenza tecnica. Al Festival mi sono occupato degli strumenti dell’orchestra e dei movimenti sul palco, degli ospiti e degli artisti in gara.

In realtà, il tuo curriculum racconta la tua poliedricità. Sei attore, regista e modello. Da anni sei presente in numerosi progetti cinematografici molto seguiti e il tuo talento da regista è stato riconosciuto con premi. Come ti spieghi questa esplosione di popolarità solo per una serie di coincidenze e non per merito come doveva essere già da un po’?

Eh bella domanda!…Sono una persona che, rispetto agli altri, utilizza i social veramente poco. A proposito di Instagram, posto veramente molto poco. Mi sono accorto che quando ho aggiunto delle foto o video inerenti a fiction fatte, l’attenzione è veramente relativa. Il mercato di Instagram è più legato all’aspetto fisico. È veramente strana come situazione!

Penso che quando si ha una botta di visibilità così grande senza merito, ma si ha qualcosa da dire, si può spostare l’attenzione sui progetti personali.

Credo che questo caso si sia creato perché magari non ci si immagina che un addetto ai lavori possa avere le caratteristiche fisiche mie. Questa cosa ha destato molta curiosità.

La curiosità è stata dettata anche da questo perché quando vai in video in qualità di attore, di modello o di regista si dà quasi per scontato l’avere una serie di caratteristiche estetiche. Invece, magari, un fonico o un macchinista, secondo il pensiero comune, ha delle caratteristiche diverse quasi opposte.

Cerchiamo di conoscerti meglio. Gilles Rocca deve descrivere Gilles Rocca. Cosa è necessario assolutamente sapere di te tra curiosità, hobbies e passioni?

Una delle mie più grandi passioni che metto al primo posto è la moto. Quando posso, sono sempre in giro in moto. Ho due moto e cerco sempre di prenderle in qualunque condizione climatica perché mi fanno sentire libero e mi fanno viaggiare con la testa. Io sono romano e vivo a Roma. Il traffico è una delle cose più proibitive e la moto ti dà una condizione di non costrizione.

Cosa bisogna conoscere di me? Nasco come attore. Da dieci anni a questa parte mi occupo di regia facendo dei progetti con tematiche sociali. Mi piace raccontare storie che ho scritto io, in collaborazione con Miriam Galanti, la mia compagna, che è anche lei un’attrice e un’ottima sceneggiatrice. A tal proposito, con lei ho scritto il cortometraggio “Metamorfosi”.

Mi piace raccontare con la mia arte storie che possono essere utili alle persone che hanno più bisogno.

Reciti da anni. Che tipo di attore sei? Qual è il ruolo che più ti è piaciuto interpretare e perchè? Da quale regista ti piacerebbe essere scelto? Quale ruolo manca che vorresti interpretare?

L’approccio al personaggio che devo interpretare è su due livelli. Mi faccio sia un’idea mia sia mi affido molto al regista con cui lavoro perché credo che il valore aggiunto di un attore sia proprio il regista. Fondamentale in “Tre tocchi” è stato il dialogo con Marco Risi o in “Don Matteo” il confronto con Giulio Base per preparare una scena con Nino Frassica e Simone Montedoro. La mia preparazione si basa sulla memoria ferrea, sul dialogo con il regista e in seguito sull’interpretazione.

La grande occasione l’ho avuta con “Tre tocchi”, film diretto dal grande Marco Risi che è poi diventato un amico fraterno. Quando mi ha scelto avevo 30 anni. Non ci credevo perché il mio sogno era interpretare un ruolo da protagonista al cinema con un grande regista ed era diventato realtà. A livello artistico è cambiata moltissimo la mia vita, ma a livello di visibilità no essendo un film di nicchia.

Il regista con cui vorrei fare un film è Matteo Garrone. Lo reputo un grandissimo regista.

I ruoli che mi mancano e che vorrei fare sono tantissimi. Potrà sembrare strano, ma sono legato alla mia bellezza fino ad un certo punto. L’attore si deve mettere a disposizione di qualsiasi ruolo. Non temo la richiesta di dover cambiare i miei connotati. Anzi ne sarei felicissimo. Se pensi a Matthew Mcconaughey che ha vinto l’Oscar solo quando ha rinunciato alla sua bellezza e allo standard di film che era abituato fare. Stessa cosa per Christian Bale. Sono attori immensi a cui mi ispiro tantissimo. Penso pure alla capacità di trasformismo di Pierfrancesco Favino, davvero impressionante.

Parliamo di te come regista. Hai diretto cortometraggi e videoclip. Ci racconti com’è nata la passione per la macchina da presa? Da regista in cosa poni maggiore attenzione? Qual è il progetto realizzato di cui vai più fiero?

Parto dall’ultima domanda. È “Metamorfosi” il progetto di cui vado più fiero perché è stato proprio un miracolo assoluto. Dopo averlo realizzato, è stato scelto dal Ministero degli Interni e continua ad avere una vita lunghissima fino a farlo diventare opera prima.

La passione per la macchina da presa è nata quando stavo sul set. Durante le pause, invece di andare a mangiare, mi piaceva guardare come si muoveva il regista sul set, il rapporto con gli attori, la preparazione e la comunicazione con il Direttore della fotografia. Ho cominciato ad avere un’esigenza nel raccontare storie.

Ogni storia che ho scritto è diventata un cortometraggio. Non riesco a scrivere su commissione. Al momento ho un blocco perché sono immerso totalmente e completamente in “Metamorfosi”.

Cosa c’è nell’agenda di Gilles Rocca per i prossimi mesi?

Nella mia agenda per i prossimi mesi ci sono tante proposte da valutare. Alcune già c’erano ed altre arrivate dopo il Festival di Sanremo. Mi preme moltissimo realizzare “Metamorfosi” e dopo penserò al resto.

Non posso rivelare nulla al momento, perché da attore sono molto scaramantico.



Sandy Sciuto