Intervista a Dolche: “Il nuovo album Exotic Diorama uscirà in autunno!”

Dolche il 21 agosto ha rilasciato il brano “Breathe in”, l’ennesimo singolo che anticipa l’album di inediti in uscita in autunno dal titolo “Exotic Diorama”, per Crisalide Records.

«Sin dal primo momento in cui ho composto la canzone, ho sempre immaginato qualcuno che la ascolta in machina bloccato in un ingorgo – ha spiegato Dolche – E se proprio in questi momenti potessimo semplicemente uscire dalle nostre macchine, seguire in volo un simpatico insetto e respirare di nuovo? E che succederebbe se tre sagge anziane signore cinesi vestite in salopette rosa ci mostrassero i movimenti per riprendere il controllo? “Breathe In” è un accattivante anime che semplicemente vi alleggerirà la giornata».

Dolche, all’anagrafe Christine Herin, da anni risiede tra Roma e New York, e ha già all’attivo 5 album e si è esibita in centinaia di concerti in tutta Europa sotto lo pseudonimo di Naif Herin.

“Exotic Diorama” rappresenta l’album di debutto del nuovo progetto Dolche ed è un omaggio alle atmosfere retrò e nostalgiche raffigurate nel capolavoro cinematografico di Federico Fellini “La Dolce Vita” con l’aggiunta delle iniziali di Christine (C e H).

All’attività musicale affianca da sempre l’impegno nel sociale sostenendo numerose cause che difendono la libertà e i diritti degli esseri umani e degli animali e da anni, insieme alla moglie, è ambasciatrice della comunità LGBTQI.

Cosa è per te la musica? Perché canti?

La musica è un’ispirazione quotidiana, una specie di religione da seguire, una fonte ineusaribile di energie e di possibilità di incontrare persone creative in tutto il mondo. È una specie di forza trascinatrice. Per me lo è sempre stata sin da bambina. Cantavo e suonavo degli strumenti che mi ero inventata da sola senza sapere in realtà cosa stessi facendo.

Sono nata e cresciuta in un villaggio di montagna in cui non c’era alcuna possibilità. La musica me la sono un po’ inventata, probabilmente presa dai suoni degli animali e dalla natura stessa.

 

Perché la scelta di passare da Naif Herin a Dolche?

È stata un’operazione quasi fisiologica. Il progetto Naif è iniziato quando avevo 20 anni e che condividevo con dei musicisti che poi ho cambiato nel tempo. Principalmente era un progetto mio e del mio ex marito Mimo Riva. Andando avanti, ho senttio sempre più bisogno di creare ciò che è diventato il mio personale progetto musicale.

Perché chiamarti Dolche?

Mi sono resa conto che ci sono degli aspetti nella mia vocalità e nel mio modo di fare musica che sono dolci. Mi ricordo ancora quando feci un concerto a New York, un signore si avvicinò e provò a dirmi in italiano “Hai una voce molto dolce”. E poi sicuramente il riferimento a Fellini e a tutta quella parte della cultura italiana.

 

Il singolo “Criminal love” è una dedica d’amore a tua moglie. Come avviene il tuo processo di scrittura?

Nel caso di “Criminal Love” è stata una cosa abbastanza folgorante e rapida. Non è sempre così. A volte è capitato di rimanere mesi ferma su alcune parti armoniche o sui testi. Ci sono cose che accadono a noi musicisti che talvolta sono belle proprio perché magiche e imprevedibili.

Per “Criminal Love” con il Direttore artistico eravamo in Svezia. Ho registrato voce e chitarra, poi riascoltandolo ci siamo resi conto che non saremmo riusciti ad ottenere la stessa magia con lo stesso contesto di equilibrio. La canzone è stata buona la prima e così l’abbiamo lasciata.

Con Chiara Soldatini avete creato la Crisalide Records, un’etichetta indipendente. Come valuti da produttore la musica di oggi? Su quale artista investiresti?

Prendendo come rifeirmento il mondo intero, ci sono tantissimi artisti che producono musica molto interessante. E poi esiste quella che è la musica commerciale che passano le radio e trova spazio nelle classifiche. C’è molta varietà: questo è il bello della musica.

La mia musica nasce dalla sperimentazione e cerca di dare un valore aggiunto alla musica stessa.

Sei da sempre in prima linea per la tutela dei diritti umani. Quanto c’è ancora da fare? Quali le misure da prendere?

C’è molto da fare. In Italia ancora c’è parecchio da fare rispetto ad altri Stati. In mezzo a questa discussione c’è la politica italiana che è indietro rispetto a tali tematiche civili. E poi c’è la Chiesa che in alcuni casi crea delle barriere attraverso la cattiva informazione che non agevolano.

Sono cresciuta in una famiglia cattolica, ho imparato a cantare in Chiesa però il fatto che ancora la stessa mantenga delle distanze dalla comunità omosessuale crea un buco nero che non è controllato.

Spero che l’Italia faccia dei passi avanti partendo dall’introduzione di alcune leggi.

Cosa c’è in agenda per i prossimi mesi?

C’è un album pronto che uscirà in autunno. Non abbiamo ancora definito la data. L’album conterrà 14 brani, alcuni di questi già pubblicati. Sarà un disco di ricerca, molto particolare essendo anche il primo disco di Dolche. Ho badato a molti dettagli. Ci sono anche molti nomi di artisti internazionali che hanno collaborato e che mi hanno aiutato perché hanno condiviso la naturalezza e il contenuto del progetto.

Per quanto riguarda i concerti, causa Covid19 stiamo cercando di capire come muoverci. In ogni caso ogni comunicazione verrà data sui social che mi piace usare.



Sandy Sciuto