Credits: Ph Alberto Romano

Intervista a Davide Shorty: a Sanremo per celebrare la forza delle donne

Davide Shorty, al secolo Davide Sciortino, salirà sul palco di Sanremo questa sera come nuova proposta con il brano “Regina”, ricevendo il “Premio Lunezia per Sanremo 2021” per il valore musical-letterario.

Regina è un brano interessante, che alterna atmosfere rhythm and blues a rap, con l’incrocio di basso e batteria che tiene su l’arrangiamento magistralmente. È una canzone che abbraccia l’amore e racconta la storia di una giovane donna che non si arrende di fronte alle difficoltà della vita.

Il racconto è reso speciale dal sound di Davide Shorty, figlio di diversi generi come rap, soul, funk e cantautorato italiano. Il messaggio del brano è quello di imparare ad ascoltare ed amare la nostra bellezza, poiché solo in questo modo l’universo potrà fornici le risposte giuste. Il singolo è stato scritto da Davide Shorty, Emanuele Triglia, Claudio Guarcello e Davide Savarese, venendo prodotto e mixato da Tommaso Colliva.

Cosa proverai salendo sul palco dell’Ariston questa sera?

È difficile dirlo. Penso che proverò un’emozione mai provata in vita, sperando di rimanere calmo. Voglio essere emozionato al punto giusto per cantare la canzone al meglio, massimizzando il messaggio.

Cosa vuoi trasmette con “Regina”?

Tengo a sottolineare che noi uomini dobbiamo celebrare le donne e la loro forza. È una cosa che va ricordata ogni giorno, non soltanto l’8 marzo.

Viviamo in una società ancora fondata sul patriarcato in un modo o in un altro e per questo penso che ogni uomo dovrebbe essere femminista per una vera uguaglianza. In un periodo come questo è fondamentale dare un messaggio del genere, soprattutto dopo aver assistito ad un aumento delle violenze contro le donne durante la pandemia.

È veramente doloroso sapere che la salute mentale dell’uomo ha ancora bisogno di fin troppe cure, c’è ancora tanta strada da fare. Penso sia fondamentale riconoscere determinate cose, parlandone e celebrando in ogni momento le donne.

Quali tematiche ti piace analizzare nelle tue canzoni? Hai incontrato dei limiti dovuti alle richieste del mercato musicale?

Non faccio il commerciante, di conseguenza non guardo il mercato. Faccio l’artista, quindi guardo all’arte. Faccio musica per l’espressione.

Le tematiche che affronto sono varie, poiché la musica è il riflesso del tempo che vivo, il riflesso della mia vita e delle persone che osservo. Parlo di tutto, dalle mie esperienze personali fino a fatti di cronaca, contesti sociali.

Un tema che ho affrontato molto è quella della diversità, celebrandola piuttosto che aver paura della diversità. Sono sicuramente esposto e schierato contro ogni tipologia di abuso, contro il razzismo, l’omofobia, la trans fobia, il sessismo. Ci tengo che passi questo messaggio attraverso la mia musica.

Quali generi ed icone musicali ritiene fondamentali per lo sviluppo della tua musica?

Sicuramente parto dall’hip hop, la madre della mia musica. Gli altri generi che risultano fondamentali sono il jazz, il funk ed il soul, che ho conosciuto attraverso all’hip hop grazie alla ricerca dei campioni, necessari per creare le basi a cui lavoro come producer. Avendo la fortuna di essere intonato per natura, ho sentito il bisogno di mescolare il rap ed il canto.

Credits: Ph Alberto Romano

Ovviamente mi piace da impazzire anche la musica cantautoriale italiana, come Battisti, Concato, Luigi Tenco, De Andrè, insomma i cantautori immortali che rappresentano l’Italia nella sua miglior accezione.

Oltre i cantautori, stimo tantissimo anche artisti del calibro di Ghemon, un vero e proprio mentore, oppure Tormento, leader dei Sottotono. Sono due esempi di come hip hop e soul possano convivere anche in Italia.

Guardando agli artisti internazionali, ho ascoltato davvero di tutto, partendo dai Pink Floyd e i Beatles fino ad arrivare a Tupac, Common, Kendric Lamar, Amy Winehouse, Diana Ross e tanti altri.

Come valuti l’attuale rosa di big a Sanremo? Con chi ti piacerebbe collaborare?

Molto fresca, molto giovane, mi piacerebbe che ci fosse più rappresentanza della seconda generazione in Italia sul palco di Sanremo, che purtroppo non vedo abbastanza. Sono però molto contento della selezione di Amadeus dal punto di vista artistico e musicale, poiché è nuova e atipica.

Sono un grande sostenitore de La Rappresentante di Lista, di Colapesce e Di Martino, di Ghemon ed anche di Madame. Mi piacerebbe collaborare con loro, sarebbe molto interessante. Penso anche a Francesca Michielin, con cui abbiamo parlato varie volte di collaborare, così anche con Ghemon, che sarebbe dovuto già essere sul mio nuovo disco.

Mi piacerebbe tanto scrivere per Noemi, poiché è una voce molto potente e mi piacerebbe vedere cosa potrebbe succedere scrivendo qualcosa per lei.

Progetti per il futuro? Cosa speri succede al mondo dello spettacolo così in difficoltà in questo momento?

Mi auguro che chi ci governa si renda conto del grosso granchio che ha preso emarginando il nostro settore, non dando abbastanza credito al mondo della cultura e dello spettacolo.

Cover del nuovo album “fusion a metà”

Sto per far uscire il mio nuovo album, la prima parte, “Fusion a metà” il 5 marzo e poi il 30 aprile “Fusion.”, la seconda parte. Sono contento di poter condividere questa musica con tutti, poiché non cede a nessun tipo di compromesso di mercato ed è composta per un bisogno espressivo. Sono curioso di vedere come verrà recepita dalle persone.

Come ti definiresti in tre parole?

Autore, rapper e producer.



Paride Rossi