Intervista a Carlotta Gagna di Traininpink: “La chiave del successo è l’equilibrio”

“Mens sana in corpore sano”, celebre locuzione latina che letteralmente significa “mente sana in un corpo sano”. Un modo di dire che tutti conoscono. Tutti sanno, infatti, quanto sia importante trovare un equilibrio tra corpo e mente, per fare in modo che non venga trascurata la salute di nessuno dei due. Nella realtà dei fatti spesso ci dimentichiamo di quest’affermazione, e decidiamo di puntare sul miglioramento estetico, ad esempio, senza che questo abbia un riscontro sul benessere mentale. Questo perché è facile dire “Mens sana in corpore sano”, ma crederci davvero è la parte più difficile.  I social, sotto questo punto di vista hanno una doppia faccia. Da un lato, generano comportamenti sbagliati che psicologicamente ci spingono a compiere diete drastiche o allenamenti pesanti. Dall’altro, invece, i social network hanno il pregio immenso di aver fatto comunicare tra di loro persone distanti. Avendo permesso così di condividere pensieri e stili di vita sani su cui davvero poter cercare di puntare. Per poter migliorare non solo il proprio fisico, ma anche la propria prospettiva mentale. Su questo ideale positivo si basa Traininpink, la piattaforma di allenamento online creata da Carlotta Gagna.

Ed è proprio con lei – personal trainer e pioniera di questo settore, che ha fatto del body positivity il suo cavallo di battaglia – che abbiamo affrontato l’argomento.

Ciao Carlotta, come stai? È un piacere parlare direttamente con te, anche perché noi di Social Up sosteniamo spesso i valori di Traininpink. C’è da dire, infatti, che Traininpink al di là di un programma di allenamento è un vero posto di ritrovo, dove la parola chiave è community. Una comunità di persone che a poco a poco si sono unite ed affezionate a te, ti aspettavi tutto questo?

“Grazie a te per la fiducia e apprezzamento per Traininpink! Questo progetto nasce a dicembre 2017 ma è solo dopo quasi 3 anni, nel 2020, che è esploso l’interesse per l’allenamento online in Italia, in conseguenza del primo lockdown: dopo quindi un periodo iniziale di crescita “normale”, c’è stato un improvviso interesse che ovviamente non era previsto e nemmeno prevedibile. Sinceramente faccio ancora fatica a realizzare i numeri che abbiamo raggiunto ad oggi: più di 600.000 persone che seguono Traininpink sui vari social e 20.000 ragazze e donne che si allenano ogni mese con i miei programmi. Al di là del dato numerico poi, la cosa più bella e che mi spinge a cercare di dare sempre il massimo è l’affetto che ogni giorno le mie “ragazze” (come le chiamo io, anche se alleno donne fino ai 70 anni) ci dimostrano. È davvero qualcosa di speciale!”

Com’è iniziato il tuo percorso che prende spunto dalla tua esperienza di vita? In che modo hai trovato il coraggio di trasformare una tua ferita personale per fare del bene?

“In realtà quando ho iniziato nel 2017, Traininpink era un progetto fitness ‘tradizionale’, con consigli su come raggiungere gli obiettivi estetici, allenamenti etc. Sapevo in cuor mio però che potevo aiutare di più ed essere più vicina alla mia community raccontando la mia esperienza personale con i disturbi alimentari e la lotta durata anni con la mia immagine nello specchio. Ci ho messo comunque qualche tempo a trovare il coraggio per raccontarmi, e non è stato per niente facile soprattutto all’inizio: parlare apertamente degli anni più bui della mia vita è stata una vera e propria sfida, soprattutto con me stessa. Guardandomi indietro sono però contenta di aver scelto questa strada perché penso abbia aiutato molte persone a sentirsi meno sole in un momento in cui i disturbi alimentari non erano ancora argomenti discussi apertamente come oggi”.

Tu sei la personal trainer del body positiivty, su questo non c’è dubbio. Al giorno d’oggi questa è un po’ un’espressione che fa tendenza, e che viene spesso utilizzata in maniera ingiustificata. Quindi, ti chiederei di spiegarci che cosa è il body positivity e come è possibile farne una filosofia di vita?

“Concordo sul fatto che ora body positive sia un’espressione un po’ abusata e spesso usata a casaccio solo perché è un termine di tendenza. Più in generale credo che ora il movimento body positive debba evolversi, spostando l’attenzione – spesso morbosa – sul corpo delle persone, andando a valorizzare elementi che trascendono il corpo stesso, come il benessere mentale e, più in generale, la salute delle persone.

Per quel che mi riguarda, ho sempre adottato un approccio moderato e propositivo che sintetizzo nell’espressione ‘accettiamoci senza smettere di migliorarci’: vogliamoci bene per come siamo, senza ossessionarci sui nostri ‘difetti’ – che spesso sono difetti solo per noi – senza però rinunciare a migliorarci, fuori ma soprattutto dentro. Si tratta di scegliere di intraprendere un percorso (non certo semplice e che dura tutta la vita!) il cui obiettivo finale è farci sentire meglio e, in definitiva, essere più felici”.

Da tempo, in maniera anche abbastanza ironica, combatti su Instagram la battaglia contro i filtri e ritocchi sulle foto. Quanto sono pericolosi secondo te e in che modo pensi si possa fare davvero la differenza?

“Come tutti gli strumenti, filtri e ritocchi non sono pericolosi di per sé, ma in base all’utilizzo che se ne fa. Se uso un filtro per fare un video divertente con le mie amiche non c’è ovviamente alcun problema! Quello contro cui combatto è, da una parte, l’utilizzo di questi strumenti per abbellire la realtà e far credere a chi ti segue le foto e video modificati siano la realtà. Andando quindi a creare aspettative irrealistiche sul corpo e, dall’altro lato, ossessionarsi nell’uso dei filtri/ritocchi alle foto e riconoscersi come belle e/o meritevoli solo quando si usano questi strumenti. Creare consapevolezza su questi fenomeni e riconoscerli è importante, soprattutto per l’utente ‘comune’ dei social”.

Sul tuo sito di allenamento hai deciso di aggiungere anche l’opzione “eat in pink”, un programma di vera e propria educazione alimentare. Il tuo obiettivo, infatti, non è far dimagrire chi si iscrive ai tuoi programmi, ma renderl* consapevol*, ad esempio, che mangiare carboidrati la sera non è reato se sai come abbinarli. Qual è il tuo approccio alimentare a riguardo?

Eat in Pink è un programma alimentare studiato dalle due nutrizioniste del team Traininpink, nato ormai quasi due anni fa con l’idea di permettere a ragazze e donne di raggiungere i propri obiettivi (dimagrire, tonificare o mettere massa), seguendo una alimentazione bilanciata, sostenibile e sfiziosa e, soprattutto, inclusiva (ci sono piani per onnivori, pescetariani, vegetariani e vegani). Con Eat in Pink combattiamo l’idea che per raggiungere i propri obiettivi bisogna mangiare fare diete tristi oppure fare la fame. Come sempre, la chiave del successo è l’equilibrio!”

Momento curiosità di metà intervista: come nasce l’espressione “le pesche di Carlotta”?

“Un giorno una ragazza ha usato questa espressione in un gruppo Facebook dedicato alle iscritte ai miei programmi e tutte ne sono rimaste subito entusiaste quindi da lì abbiamo deciso di usarla per raccontare le ragazze e donne della community Traininpink. Più in generale l’evoluzione di Traininpink è sempre una conseguenza dell’ascolto delle esigenze, dei bisogni e dei desideri della community e avere un rapporto diretto e quotidiano con la community ci permette di essere efficaci in questo processo”.

Sui social divulghi anche perle di saggezza, al fine di far sentire chi ti ascolta e segue sempre bene con se stess*. Tra l’altro, tu sei molto attiva e tendi a rispondere sempre: sia in caso di questioni di supporto tecnico all’esercizio, che morale. Qual è il valore della community di Traininpink? Dato che sembra essere davvero il cuore pulsante di tutto.

“Come dicevo prima per me ascoltare la community è davvero fondamentale per capire come posso aiutare al meglio le persone con Traininpink – ad esempio, Sweat in Pink, il programma ad oggi più seguito, nasce dall’esigenza espressa da molte ragazze e donne di allenarsi in poco tempo (20-25 minuti a sessione) a causa degli impegni della vita quotidiana e con un video che le accompagnasse per tutta la durata dell’allenamento per sentirsi motivate. Passo svariate ore della giornata a rispondere ai DM o sui gruppi e, oltre a me, c’è un team dedicato di 3 ragazze che aiuta a fornire risposte tempestive e complete”.

Parliamo un po’ del tuo lavoro, perché dietro i contenuti che proponi immagino ci sia davvero molto da fare. Infatti, non dimentichi mai di ringraziare il team di ragazze che lavora con Traininpink, nonché il supporto immancabile di tuo marito Matteo. In cosa consiste, allora, una giornata tipo di Carlotta la personal trainer di Traininpink?

“Molto tempo della giornata è solitamente dedicato allo studio e alla registrazione dei video per i programmi. Ci sono 4 programmi la cui scheda cambia ogni mese, pertanto ci sono tantissime ore di girato da fare. Il resto della giornata è dedicato al dialogo con la community, la creazione di contenuti per i social, organizzare il lavoro con il team e allo studio e alla realizzazione di nuovi progetti. Ad esempio, ora stiamo lavorando all’uscita della app il 24 novembre e al Traininpink Day – (vedi sotto)”.

Ricordiamo, inoltre, che tu vivi a Dubai ma lavori per l’Italia in fin dei conti. A questo proposito, com’è possibile gestire tutto a distanza, e soprattutto, anche se lavori praticamente in “smart working” hai mai pensato di ritornare in patria? Sogni un giorno di estendere la tua piattaforma anche ad un’utenza internazionale?

“Ci siamo trasferiti a Dubai nel 2020 quando mio marito ha avuto l’opportunità di lavorare qui e da allora ci siamo stabiliti. Adoro il caldo tutto l’anno (mentre odio il freddo!) e il mare quindi – per ora – mi trovo bene. A me e Matteo piace molto viaggiare e un’esperienza di vita all’estero era quello che desideravamo da tempo. Qui abbiamo amici e conoscenze di tantissime nazionalità (ed esperienze) diverse e questo trovo ci abbia arricchito molto. Per il futuro vedremo, viviamo molto alla giornata in realtà, presi come siamo da tutti gli impegni lavorativi, ma sicuramente un giorno torneremo in Italia.

Per quanto riguarda l’organizzazione aziendale, con il team ci sentiamo quotidianamente più volte al giorno. Essendo un’azienda 100% digitale riusciamo a gestire bene il lavoro a distanza con il team anche se non sono fisicamente con loro.

A livello di mercati, credo molto nell’Italia e nelle sue potenzialità. Quindi, nel breve e medio periodo ci concentreremo sicuramente nel farci conoscerci di più ed espanderci nel mercato nazionale. Il mio sogno è allenare tutte le ragazze e donne italiane!”

Senza scordare il bello dei social che permettono di unire in tempo reale persone distanti, comunque mantieni anche ben saldi i piedi per terra e vuoi sempre più dare concretezza alla tua mission. Da qui nasce l’iniziativa del Traininpink Come si svolgerà l’evento e quanto sei emozionata a riguardo?

“Desideravo da tempo incontrare dal vivo la community, ma solo ora si è concretizzata la possibilità di un incontro con tante persone in unico luogo. Il Traininpink Day si terrà a Milano il 3 settembre presso la splendida cornice del Palazzo del Ghiaccio. Vedrà la partecipazione di 1000 ragazze e donne da tutta Italia, rendendolo il più grande evento di fitness femminile mai realizzato in Italia. Proprio perché questo giorno lo vedo come un regalo che Traininpink fa alla propria community l’evento sarà totalmente gratuito: le registrazioni all’evento apriranno il 3 agosto e, ovviamente per ragioni di capienza, i posti saranno limitati.

Il Traininpink Day sarà l’occasione per incontrarsi e per allenarsi insieme e passare una giornata (l’evento durerà dalle 12:00 alle 18:00) in allegria e spensieratezza: non vedo l’ora che sia il 3 settembre, sono davvero emozionata!”

Dietro l’universo Traininpink c’è tanto studio, lavoro e dedizione, ma soprattutto amor proprio. Se dovessi trovare un’unica cosa, quale pensi sia stata la carta vincente di tutto?

“Così come nell’allenamento o nell’alimentazione non esiste il ‘segreto magico’ per raggiungere i propri obiettivi, ma credo sia tutto frutto di tanto (tantissimo) lavoro, pazienza e costanza. Penso che lo stesso valga per quello che abbiamo realizzato con Traininpink. Penso che tutte noi possiamo realizzare i nostri sogni se ci crediamo abbastanza!”



Giulia Grasso