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da fandangolibri.it

Intervista a Carla Fiorentino sull’audiolibro: “Non arrendersi. Mai.”

L’audiolibro, diciamocelo, è una manna dal cielo: anche in questi tempi frenetici non dobbiamo rinunciare alla lettura. C’è chi ascolta la lettura di un romanzo mentre guida, o mentre cucina, mentre si occupa delle faccende domestiche o, perché no, mentre fa attività fisica! L’audiolibro ci permette di godere di un buon libro anche mentre ci prendiamo cura di noi stessi o dei nostri cari.

Cosa c’è dietro un buon audiolibro? Carla Fiorentino, scrittrice e direttrice editoriale di Emons Edizioni, ha accettato di rispondere alle nostre curiosità. Emons Edizioni è una casa editrice di audiolibri, ma si occupa anche di cartacei e podcast.

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da lucialibri.it

Prima di tutto voglio ringraziarla per il tempo che ci dedica. Quello degli audiolibri è un mercato in crescita e abbiamo un sacco di domande da fare a una professionista come lei. Mi può descrivere la sua giornata di lavoro tipo?
È un piacere rispondere alle tue domande e parlare di un lavoro che tanto amo. La mia giornata tipo inizia con una lettura delle email che già si sono accumulate perché io non sono mattiniera. Preferisco finire più tardi che iniziare troppo presto. Poi in genere ho almeno due riunioni al giorno. Nel mio ruolo di direttrice editoriale sono chiamata a dare la mia opinione su molte delle fasi di lavorazione interne alla casa editrice e quindi vengo coinvolta in parecchie, talvolta troppe, riunioni. Soprattutto adesso che siamo in smartworking, infatti, la mancanza di contatto fisico è stata sostituita da una valanga di riunioni virtuali. E poi nel tempo che mi resta faccio quello che mi spetta. Il mio metodo di lavoro personale su basa su elenchi di “cose da fare” che costantemente spunto e aggiorno in modo da non perdermi nulla di importante.

 

Quali sono i passaggi per la nascita di un audiolibro?
I passaggi sono molto simili a quelli che portano alla nascita di un libro. Una volta stabilito il programma editoriale e quindi scelti i titoli che lo compongono, per ogni titolo va scelta una voce, registrato l’audiolibro in sala di registrazione, mandato il file audio “sporco” ai tecnici che lo ripuliscono, scelta la copertina (se lo prevede la collana anche commissionata un’immagine a un illustratore) scritti i testi che andranno sia in copertina che nel libretto interno e, in caso di audiolibro fisico, poi va mandato allo stampatore e in seguito al distributore che lo manderà in libreria sulla base di un calendario prefissato di uscite. Ecco fatto.

 

Nella produzione di un buon audiolibro, qual è un aspetto importante che rischia di essere sottovalutato?
A mio avviso, l’elemento fondamentale per la riuscita di un buon audiolibro è la scelta della voce. Questo è infatti il momento più strategico nel processo di costruzione del catalogo di una casa editrice di audiolibri. È importantissimo che tra l’opera e il narratore ci sia sintonia. Proprio per questo noi, quando possibile, siamo felici di accogliere i suggerimenti dei nostri lettori amici quando hanno un libro del cuore che desiderano tanto leggere. Perché siamo sicuri che da queste richieste verranno fuori le letture più belle e emozionanti. Purtroppo non è sempre facile trovare la voce più adatta e soprattutto far coincidere le esigenze commerciali e editoriali di uscita di un audiolibro con le disponibilità dell’attore che si è scelto. Direi che questo è il rischio più grosso. Sognare una voce che in quel momento non è disponibile ed essere costretti a quel punto a doverne trovare una che è meno adatta ma più raggiungibile.

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Senza fare nomi, vi è capitato di avere a che fare con un personaggio famoso, o con l’autore stesso del libro, che ha voluto leggere e non si è dimostrato subito all’altezza? Come vi siete comportati?
Per fortuna noi abbiamo una direttrice di produzione e regista bravissima e serissima, che è Flavia Gentili. Flavia fa il provino a tutti gli attori o scrittori di cui non conosce la lettura. Se poi qualcosa non la convince a priori ci dice subito di no. Per evitare proprio di incappare in faticosi incidenti diplomatici. Poi per carità ci sta che non a tutti piaccia una voce. Il rapporto che si crea tra un ascoltatore e un audiolibro è molto molto personale quindi siamo prontissimi ad affrontare e comprendere qualsiasi critica.

 

Il boom del podcast ha influenzato l’audiolibro? E se sì, in che modo?
Non direi che il boom dei podcast abbia influenzato l’audiolibro ma direi che ha influenzato gli ascoltatori. O meglio ha convinto molti “non ascoltatori” di audiolibri a diventarlo, passando proprio per la scorciatoia del podcast. Insomma per certi il podcast può essere stato un allenamento all’ascolto di un audiolibro intero che ha ben altre lunghezze e richiede ben altro impegno.

 

Emons Edizioni cura anche alcuni interessanti podcast. In che cosa un audiolibro differisce da un podcast, per quanto riguarda l’aspetto tecnico (produzione della traccia audio, registrazione…)?
Dunque i podcast dovrebbero distinguersi sia per modalità di fruizione da parte dell’ascoltatore, nel senso che originariamente nascono come gratuiti, sia per la loro fluidità e immediatezza anche nella produzione. Dovrebbero offrire contenuti precisi, rapidi e diretti e di conseguenza, rispetto a un audiolibro potrebbero richiedere anche una semplicità di mezzi di registrazione e minor definizione del suono. Questo però vale nella teoria. Per quel che riguarda Emons invece e anzi Emons Record che è il dipartimento che si occupa dei podcast non è così. Noi applichiamo ai podcast la stessa accuratezza maniacale che abbiamo affinato nella produzione degli audiolibri. È la nostra cifra stilistica. Non sappiamo e non vogliamo fare diversamente.

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da Amazon

Lei è una professionista editoriale ma anche una scrittrice. Si può supporre che il suo punto di vista “interno” abbia avuto un peso su come ha voluto gestire la creazione degli audiolibri? E se la risposta è sì, in che modo?
Io sono direttrice editoriale di Emons solo da gennaio 2021, prima ero direttrice commerciale ma non fa molta differenza nel senso che la vera bellezza del progetto Emons è la possibilità che dà a tutti di contribuire alla costruzione del carattere editoriale della casa editrice. Facciamo delle riunioni editoriali dove tutti sono invitati a portare i loro libri del cuore o i libri che li incuriosiscono o che li hanno da poco conquistati e proporli per la realizzazione di un audiolibro. Per quel mi riguarda ho fatto confluire le mie scelte più personali in una nuova collana di audiolibri solo digitali che si chiama “I comodini” e che inaugura il 6 maggio con “La figlia unica” di Guadalupe Nettel letto da Elena Radonicich. Si tratta di una collana che proporrà la versione audio di libri tendenzialmente non di autori bestseller o che non lo erano prima di queste uscite e che hanno conquistato i comodini dei lettori per la loro forza. Ogni uscita avrà un podcast che riporterà l’opinione nostra, quella dell’editore del libro cartaceo e quella di un lettore forte. Sono molto contenta e emozionata.

 

So che lei è nata a Cagliari, città che conosco bene. Da sarda a sarda, mi dica il suo segreto: cosa suggerirebbe a un giovane di belle speranze che vorrebbe avvicinarsi al suo settore?
Questa è la domanda più difficile di tutte. Cagliari e la Sardegna in genere sono il posto dove mi rifugio tutte le volte che la quotidianità romana mi sfianca. Anche solo idealmente. Però io sono andata via vent’anni fa perché allora mi sembrava impossibile entrare nel mondo editoriale restandoci. Adesso non lo so più. Cagliari è molto cambiata in questi vent’anni. È una città dalla quale oggi non sarei mai andata via. Ma chissà, forse parlo col senno del poi… A un giovane che sogna di entrare nel mondo editoriale, sia come scrittore che come editore o libraio, consiglio di leggere, leggere, leggere e seguire tutto quello che succede nel mondo editoriale contemporaneo. Partecipare agli eventi culturali (e in Sardegna certo non mancano). E poi di essere disponibile a muoversi. Ci sta che prima di poter decidere di vivere a Cagliari si possa o si debba fare un po’ di esperienza fuori, in caso si voglia lavorare in una casa editrice. Se si vuole fare lo scrittore è diverso. Però sempre si deve conoscere bene quello che c’è nel mondo nel quale si sogna di entrare. Non c’è nulla di più fastidioso per un editore che ricevere una proposta che non c’entra nulla col proprio progetto. Quello è il primo passaggio da rispettare e poi si deve avere costanza e non arrendersi. Mai. I miei amici dicono che sono un mulo. E forse è stato questo che mi ha portato dove sono.

 

Un enorme grazie a Carla Fiorentino per questa immersione nel magico mondo dell’audiolibro!

 

 



Giulia Taccori