Intervista a Cara: Le feste di Pablo, Fedez e il primo posto in classifica

Con “Le Feste di Pablo Milano” Cara ha debutatto al #1 della classifica FIMI/GfK dei singoli più venduti della settimana appena finita in collaborazione con Fedez.

Anna Cacopardo, in arte Cara, ha esordito la scorsa estate con il singolo “Mi serve” che è stato trasmesso e ritrasmesso dalle radio contendendosi il podio di hit estiva.

Cara, 20 anni e di Crema, si è avvicinata alla musica sin da bambina frequentando l’istituto musicale Folcioni di Crema, nelle sezioni canto e pianoforte. Ha iniziato il suo percorso musicale con esibizioni live in sessione acustica, proponendo anche brani inediti da lei scritti.

Nel 2017 ha partecipato al Tour Music Fest di Mogol, arrivando in semifinale a Roma e, con un suo brano inedito, al concorso di Area Sanremo tour 2017, arrivando in finale. Dopo essersi iscritta all’Accademia di Musica NAM di Milano, al corso di Canto Moderno, ha iniziato da qualche anno un percorso musicale proprio, componendo sia testi che musica.

Il secondo singolo della giovane artista è stato rilasciato a marzo senza destare molto clamore fino a quando poche setimane fa è stato lanciata la versione featuring con Fedez. Vi è stata una vera e propria esplosione de “Le feste di Pablo”.

La giovane e talentuosa cantautrice ha rielaborato il suo nuovo singolo insieme all’artista multiplatino Fedez, prodotto da d.whale e SIXPM. Sulla traccia le voci dei due si intrecciano, creando un nuovo equilibro tra pop e urban.

Il singolo di Cara segna il ritorno alla musica di Fedez il quale per l’uscita del featuring si è inventato una challenge su TikTok con hastag #lefestediPablo scatenando un vero e proprio delirio tra i followers e gli utenti.

Ognuno dalla propria quarantena, abbiamo intervistato Cara che ci ha svelato il dietro le quinte di come tutto è nato!

Dopo “Mi serve” hai rilasciato “Le feste di Pablo”, rilasciata ovunque a marzo 2020. Ci racconti com’è nata e qual è il suo messaggio?

Le Feste di Pablo è nata in studio, in team. Il messaggio dietro a questa canzone è legato alla linea sottile posta tra realtà e immaginato. Tra ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi. I paradossi presenti nel brano, tra cui il titolo stesso, rappresentano proprio la mescolanza tra realtà e immaginazione.

Con “Mi serve” sei stata colonna sonora delle estati di molti. La canzone è passata in radio. Quali cose adesso ti servono e quali no?

Mi servono le canzoni e tutto quello che da vita alle canzoni, alla musica. Mi servono nuovi mondi da scoprire fuori e dentro di me. Non mi serve invece l’energia negativa che può derivare dalle persone sbagliate.

Per “Mi serve” hai pensato ad un featuring con Samuel Heron. Per “Le feste di Pablo”è arrivato l’incontro con Fedez. Com’è nata la collaborazione? Cosa siginifica per te?

La collaborazione con Fedez è nata da un momento di puro scambio, a livello umano e musicale. Ci siamo incontrati nello studio del mio produttore D.whale e abbiamo parlato di tutto. Mi ha fatto ascoltare i pezzi a cui stava lavorando e io i miei. È stato proprio bello successivamente scoprire che un confronto di questo tipo avesse portato alla realizzazione di un Feat. Per me questo ha significato molto. Il momento che sto vivendo è incredibile e sono ancora molto emozionata. Voglio sfruttare tutta questa energia positiva per fare sempre il mio massimo e voglio vivere tutto questo a pieno.

Come ci si sente a far parte del nuovo inizio musicale di Fedez?

Far parte di questo inizio rende tutto questo anche migliore di quanto già per me non sia. È bello sapere che la scelta di Federico derivi dalla pura passione per la musica e da un sano scambio e mi rende molto felice che in questa scelta sia rientrato il mio singolo “Le feste di Pablo”. Questa collaborazione mi ha dato e lasciato tanto.

Cosa hai imparato dalla collaborazione e dal lavoro con Fedez?

Dalla collaborazione con Fedez ho avuto modo di capire molte cose su un percorso artistico, cosa questo può comportare a livello umano e a quali esperienze può condurre. Ho potuto assistere anche al suo approccio lavorativo sicuramente consapevole e questo per me è stato importante, perché ogni volta che poi io mi approccio alla scrittura si rivela essenziale tutto ciò che mi è stato di insegnamento precedentemente.

Come mai la scelta di lanciare dei singoli e non presentarti a dei talent? Cosa pensi di questi programmi?

Lanciare dei singoli al di fuori di un talent è stata una scelta legata al tipo di percorso che si sarebbe aperto e che si prospettava come molto stimolante e non legata tanto ad uno scetticismo verso i talent. Penso che un talent sia comunque un’ottima vetrina e un’ottima opportunità, ma sono più che contenta della scelta portata avanti.

Hai vent’anni e sei all’inizio della tua carriera musicale, che importanza avrebbe per te partecipare al Festival di Sanremo?

Partecipare al Festival di Sanremo per me sarebbe bellissimo, molto emozionante e anche un po’ surreale.

Quali sono i progetti futuri in agenda?

I progetti futuri sono nuova musica, canzoni. Stiamo continuando a lavorare.



Sandy Sciuto