In Giappone nel solo ad ottobre 2.153 persone si tolgono la vita, più di tutti i morti Covid un intero anno

Il Covid-19 ha rimesso in gioco tante cose. Quasi tutto, in fondo. Ha disorientato l’ umanità ai quattro angoli del mondo, liberando dietro lo sciame virale un senso di incertezza così profondo che non si riesce neanche a dargli un nome. È una sensazione nuova per molti di noi, forse per quasi tutti. Se c’ è un’ unica cosa che sappiamo tutti molto meglio di prima, è il sapere di non sapere, come diceva Socrate millenni fa.  Non sapere quello che ci può aspettare dietro l’ angolo dello spazio e del tempo. Tutto il mondo è stato posto di fronte a questa abissale ignoranza che riguarda la vita – quella vita che prima ci pareva tutto sommato abbastanza saldamente incanalata in un futuro prevedibile. Il virus ci ha dimostrato che malgrado tutto non siamo troppo dissimili da quell’uomo delle caverne che al calar del buio si spaventava e sperava – solo sperava perché di certezza non ne aveva – che giungesse una nuova alba. Abbiamo sì il progresso dalla nostra, e la fiducia in una scienza che avanza giorno per giorno e che ci metterà al sicuro.

Ma questa così nitida percezione della nostra incertezza ce la porteremo dietro, almeno per un bel pezzo di strada.  E forse è proprio questa la falce che ha mietuto così tante vite femminili in Giappone, in quest’ultimo dannato mese malgrado il virus sia, almeno lì, sotto controllo. Quella falce è la paura del tempo che verrà, la depressione abissale che viene quando tutto diventa nero, anzi grigio – dietro e davanti a sé. In Giappone è ancora un tabù parlare della propria solitudine, ammettere di non starci comodi. In Giappone il numero dei morti per suicidio di un mese soltanto ha superato la quota dei morti di covid di un intero anno, 2153 contro 2087.

E a togliersi la vita sono state soprattutto donne, di età diverse. In ottobre il tasso di suicidi femminili in Giappone è aumentato dell’ 83% in rapporto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre gli uomini che hanno rinunciato volontariamente alla vita sono “soltanto” il 22% in più, nello stesso schema temporale. Le donne forse sono più fragili, più sensibili, più attente a ciò che ci circonda, meno superficiali, o sono anche più depresse. L’incertezza dettata perciò che ci circonda, considerando anche che proprio nel Giappone non sono state adottate delle misure drastiche di lockdown che possano giustificare atti simili, ha creato situazioni labirintiche nella popolazione da determinare le scelte volontaria di togliersi la vita. Sul disagio mentale è stato istituito un servizio di soccorso telefonico attivo 24 ore su 24, che a detta dei volontari riceve centinaia di telefonate al giorno. Il tema principale è la pandemia, che ha creato tutta una seria di fantasmi dell’anima che è difficile da debellare, e che scade nella scelta a dir loro consapevole che è meglio togliersi la vita che affrontare il mistero di quello che sta accadendo.



Alessandra Filippello