Il fantasma del Castello Ducale di Gallese, la storia dell’assassinio di Violante

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Comune in provincia di Viterbo, a 135 metri d’altezza, sorge su una collina tufacea, all’estremità orientale della Tuscia, in prossimità della provincia di Rieti. Il Castello Ducale deriva dall’originale rocca medioevale, come rivela la pianta quadrilatera con le torri.

Il Castello si presenta con un ingresso monumentale che rivela la mano del Vignola, almeno nella scalinata di accesso. L’intero rifacimento è invece da ricondurre ai progetti di Giacomo Della Porta (XVI secolo), allievo dello stesso Vignola, mentre le rifiniture sono di Carlo Fontana. L’edificio, pur conservando la struttura portante di stampo medioevale, risente di tutte le gentilezze architettoniche del tardo manierismo, specialmente nel cortile, abbellito da una doppia scalinata che sale alla loggia colma di marmi antichi.

Nell’interno, il Salone delle Armi è ornato da illustri affreschi settecenteschi di autore ignoto. Dietro il Castello si estende un magnifico parco. Nel 733 il feudo venne acquistato da Gregorio III; il primo vescovo risale all’826; a questo periodo si rifanno anche le figure di due papi, nativi del posto, Martino I e Romano. Due secoli dopo, 1050, Gallese subì la dominazione di Gerardo, conte di Sutri, quindi divenne un comune, poi sottomesso a Viterbo fino al 1298. Infine confluì nella proprietà della Santa Sede (che nel 1323 fece riparare la Rocca) da cui si separò per momentani domini di alcune famiglie: gli Orsini, nel 1330; gli Spinelli nel 1371; in seguito fu feudo dei Colonna, della Rovere, Carafa, Frangipane ed altre.

L’antico Castello fu distrutto al tempo di Sisto IV, il quale fece radere al suolo il Fortilizio, sui suoi spalti nel 1511 Nicola Della Rovere fece edificare un palazzo ducale. Ad iniziare dal 1579, si registra una prolungata presenza, circa un secolo, degli Altemps che acquistarono il feudo da Fortunato Madruzzi. Fu in quel periodo, 1585, che Gallese ottenne da Sisto V il titolo di ducato e di città. Il Palazzo, in quegli anni, fu ingrandito e restaurato proprio dagli Altemps; ed è tuttora di proprietà degli Hardouin duchi di Gallese.

Al Fortilizio medioevale rimanda nel nome piazza Castello, punto di vista privilegiato sul Palazzo Ducale che si riconosce facilmente anche grazie alla pianta quadrata scandita da torri. È nota la romantica, ottocentesca vicenda dell’ultima discendente degli Altemps. Nel 1851 nacque un idillio tra la duchessa vedova e un sottufficiale francese di stanza a Roma, proprio a Palazzo Altemps, idillio coronato dalla promozione ad ufficiale del giovane Giulio Hardouin, da un regolare matrimonio e dall’attribuzione papale, qualche anno dopo, del titolo di duca di Gallese a don Giulio.

Di questa famiglia viene ricordata la magnanimità del duca Luigi che negli ultimi anni del secolo scorso si prodigò per il miglioramento del paese e dello storico Palazzo. Sua sorella, Maria, il 28 luglio 1883 andò in sposa a Gabriele D’Annunzio: un matrimonio infelice, che durò pochissimi anni. Il raffinato ritratto della sfortunata duchessa di Gallese, dipinto da Giulio Aristide Sartorio, lo troviamo nella Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Un’altra leggenda si aggira intorno al Castello: pare infatti che Violante Carafa venne strangolata nella stanza dell’ “Amore tragico” nel 1559.

L’assassinio fu commissionato dal marito, che la credeva adultera. Il fantasma di Violante è stato visto numerose volte nel corso dei secoli e tutti concordano nel descriverla come una donna di alta statura, con viso ovale e occhi neri. Alcuni pare siano riusciti anche a conversare con lei.