Il binomio Lauda-Hunt torna in pista: i figli correranno insieme in Nascar

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Si chiamano Mathias e Freddie, hanno rispettivamente 28 e 34 anni e la prossima stagione disputeranno il campionato Nascar Whelen Euro Series come portacolori della scuderia austriaca DF1 Racing Team. Fino a qui nulla di strano, ma associando i cognomi ai due piloti ci si accorge di rispolverare un binomio che si è contraddistinto come una delle rivalità più accese della storia del motorsport.

I protagonisti sono infatti i figli di quelli della puntata precedente, Niki Lauda e James Hunt; due personalità completamente antitetiche, ma che con le loro battaglie in pista hanno consegnato agli albi una delle stagioni più entusiasmanti del mondiale di Formula 1, quella del 1976, brillantemente rappresentata e raccontata nella pellicola “Rush” diretta da Ron Howard e che in molti ricorderanno.

Al solo sentire questi nomi non si può non pensare a quell’annata, così beffarda per il pilota austriaco che fino a quel famigerato 1 agosto possedeva tutte le carte in regola per bissare il titolo iridato conquistato l’anno precedente. E invece sugli insidiosi 23 Km di asfalto umido del Nordschleife, si concretizza la “sliding door” del campionato: l’incidente che mette fuori gioco Lauda e rilancia le speranze di Hunt culminate nell’incredibile epilogo del Gran Premio del Giappone, disputatosi sotto un torrenziale acquazzone sul tracciato del Fuji. Non fu sufficiente il miracoloso ritorno del pilota della Ferrari a Monza, solamente 42 giorni dopo il rogo che poteva costargli la vita; la tenacia elauda_hunt_2 la determinazione dell’inglese ebbero la meglio e furono tali da permettergli di conquistare il campionato con un solo punto di vantaggio proprio nell’ultima gara, complice il forfait del rivale a causa delle condizioni meteo.

Esattamente 40 anni dopo, i nomi di Lauda e Hunt torneranno così a calcare i circuiti di una stessa competizione automobilistica, questa volta però nelle vesti di compagni di squadra e in una serie tutta made in Usa, se pur disputata in Europa. La scelta delle ruote coperte? Secondo Freddie, al debutto assoluto in Nascar dopo qualche esperienza con le vetture turismo, ricalcare le orme del padre James (scomparso nel 1993 a 45 anni) non sembra essere la strada più soddisfacente, perché “la Formula 1 di oggi è noiosa e fa ridere”. Chissà se con Mathias, il quale può già vantare nel suo curriculum la vittoria nella prima gara di sempre nella Whelen Euro Series ottenuta sull’ovale bagnato del Tours Speedway, avrà modo di aprire una finestra sulla storia che ha coinvolto i loro padri ed è entrata nel cuore di milioni di appassionati.

Al semaforo verde della stagione 2016, i due figli d’arte partiranno a bordo di una Chevrolet SS (Mathias con il numero 66, Freddie con il 77) e una volta abbassata la visiera saranno pronti a battagliare nelle 6 gare previste dal calendario con gli occhi puntati addosso. Vero è che a differenza di quanto si possa pensare o aver intuito dalla rappresentazione cinematografica, fuori dalle piste tra James e Niki vigeva un profondo rispetto reciproco, nonostante le loro personalità fossero totalmente contrastanti.

Tuttavia, la storia recente insegna che spesso la condivisione del box può rappresentare un focolaio di attriti e incomprensioni tra i team-mate; Senna-Prost e Alonso-Hamilton tanto per citarne un paio. Per avere conferma di ciò che avverrà, bisognerà attendere l’avvio della prossima stagione.

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Giuseppe Forte
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