Hurts: il ritorno in musica di Emeli Sandé

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Di Sebastiano Mura per Social Up!

Un ritorno alla musica che arriva dopo quattro anni dal precedente disco, il primo di una carriera che, appena partita, ha subito catapultato Emeli Sandé tra i nomi che contano nel panorama musicale internazionale. Hurts è il singolo di lancio del suo nuovo lavoro discografico Long Live the Angels. Un album che racconta la maturità raggiunta nella vita, ed espressa tramite la musica, di una giovane cantautrice scozzese che, per sua stessa ammissione, ha sempre sognato e vissuto di musica.

Una carriera partita quasi in sordina, come quelle di una volta, tramite amici che scelgono di inserire uno dei tuoi pezzi nei loro dischi, parole prese in prestito dalla propria esperienza ma che spesso, nel mondo della musica, possono fare la differenza. Quando Emili ha solo 16 anni, sua sorella la registra mentre canta un pezzo a casa, al pianoforte, e la iscrive ad un concorsoBBC Urban Music Competition, che vince e le viene offerto il suo primo contratto discografico.

La sua musica viene “passata” da qualche radio locale, e il suo nome inizia ad incuriosire gli addetti ai lavori. Arrivano in seguito le collaborazioni con altri artisti che scelgono la sua voce per i propri brani ed è qui che Adele Emily Sandé inizia a farsi notare anche come cantante. Naughty Boy, Labirinth, Professor Green la vogliono come voce (e come co-autrice) delle loro produzioni ed il successo arriva. Singoli che entrano nella Top 10 inglese che la fanno conoscere al grande pubblico.

“Heaven” e “Next to Me” permettono al suo nome di superare i confindi del Regno Unito, arrivando alle prime posizioni di moltissime classifiche in tutto il mondo. Assieme alla sua carriera di cantante, Emeli porta avanti quella di autrice per altri artisti e, negli anni, scrive per tantissimi nomi importanti della musica: Alicia Keys, Rihanna, Leona Lewis, Katy Perry, Cheryl Cole, tra gli altri.

Siamo nel 2012, Our Versions of Events, il primo disco, diventa un successo di critica e pubblico e riceve numerosi apprezzamenti anche dai colleghi: il cantautore inglese Ed Sheeran, sostiene che secondo lui avrebbe dovuto avere lo stesso successo di 21 (30 milioni venduti in tutto il mondo), disco di un’altra cantautrice di origine anglosassone, Adele. Curioso tra l’altro che Emili, il cui primo nome è appunto Adele, abbia deciso di abbandonare quel nome proprio per evitare la confusione (ed il confronto) con l’allora sempre più imponente figura dell’omonima cantante. E se i numeri non sono quelli raggiunti da Adele, il disco diventa comunque sette volte disco di platino in Inghilterra, diventando il disco più venduto del 2012.

La sua musica fatta, secondo una precisa volontà di Emili, da melodie semplici e da parole profonde, la porta perfino a realizzare un album live registrato alla Royal Albert Hall, a Londra, vero e proprio tempio della musica anglosassone, in tutte le sue forme: dai concerti, al balletto, passando per la musica classica e l’Opera. Anche questo disco arriva al primo posto della classifica inglese. Tutto questo successo, spaventa la Sandé che, nonostante gli anni di “gavetta” alle spalle e una forte motivazione che l’ha portata ad abbandonare gli studi in medicina per portare avanti la sua carriera di cantante, sono la causa di continui rimandi nella realizzazione del tanto atteso secondo disco.

Un lavoro lungo tre anni, intervallato dai momenti dedicati alla promozione e ai tour in giro per il mondo. Canzoni che solo dopo mesi e mesi hanno raggiunto un senso che ha convinto la Sandé a farle diventare parte del suo nuovo lavoro: “è come se alcune canzoni dovessero predire il mio futuro, ne ho capito il senso solo dopo molto tempo” e una sorta di “blocco dello scrittore” che l’ha colta a causa del successo così improvviso che ha riguardato il primo disco. Emeli ha ammesso, in più di un’intervista, di essere arrivata al punto di non sapere più chi fosse né che cosa ancora avesse da dire.

Ha deciso di tornare quindi alle origini della sua vita, visitando la famiglia che non ha mai conosciuto in Zambia (il paese d’origine del padre della cantante) e cercare nuovi spunti e nuove storie da raccontare. Le ha trovate e assieme a queste si è portata dietro una serie di suoni e “mood” musicali che ha deciso di riversare nel suo secondo disco, quello della conferma del suo talento e della scoperta della sua persona. Lo stesso singolo di lancio Hurts, rappresenta per la cantante, quel punto in cui “si decide di parlare apertamente di ciò che si sente, anche di ciò che ci fa male e che magari, in passato, non abbiamo fatto altro che tenerci dentro”.

Un lungo percorso per colei alla quale a inizio carriera era stato detto che la sua voce andava bene, anche le sue parole, ma non la sua immagine (in quello che era il suo primissimo lavoro di rilievo nel campo della musica, il brano “Diamond Rings” in collaborazione con Chipmunk, alla Sandé fu “chiesto” di non comparire nel video musicale che accompagnava il singolo) del quale oggi Emeli dice: “Ho cercato di accettare il buono di ogni situazione, se non avessi fatto così, probabilmente sarebbe stata la fine della mia carriera.” La forza, il controllo e la consapevolezza che traspaiono da quella voce così potente e fiera sono le stesse qualità che la Sandé cerca di raccontare anche in questa sua seconda opera, sotto forma di testi e di musiche.

Le storie che ha vissuto sulla sua pelle o che hanno colpito la sua mente, trasformate nei piccoli racconti che sono le 15 tracce che fanno parte del suo nuovo disco e che molti sostengono, saranno la conferma del talento di questa giovane ventinovenne che in quel sogno di vivere di musica si impegna a crederci ogni giorno.