Gli esperimenti di Scole: la prova della vita dopo la morte

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Gli esperimenti sono le più importanti indagini scientifiche per dimostrare qualcosa. La scienza giunge alle sue conclusioni in ogni materia quasi esclusivamente tramite esperimenti ed è per questo che sia oggi che nei tempi passati ha sempre giustificato azioni anche al limite del mostruoso. Alcuni degli esperimenti più controversi del passato sono stati quelli svolti nella cittadina di Scole, nella Contea di Norfolk in Inghilterra, che miravano a dimostrare che la vita continua dopo la morte.

Ci si aspetta che questi esperimenti siano stati effettuati nel periodo buio dei primi anni del 1900, ma in realtà quelli di Scole avvennero tra il 1993 e il 1998.

Ufficialmente Scole fu la base operativa per una serie di oltre 500 esperimenti che coinvolsero scienziati, studiosi e medium di tutto il mondo con l’obiettivo di stabilire al di là di ogni ragionevole dubbio se esista realmente una qualche forma di vita dopo la morte, se esistano entità ultraterrene con cui poter comunicare e se vi sia un qualche tipo di esistenza incorporea che prosegue alla morte del corpo fisico. Data la rivalità tra scienziati e persone che ritengono di avere “i poteri” (santoni, maghi, ma anche ciarlatani e imbroglioni) gli eminenti scienziati e ricercatori che giunsero ad assistere agli esperimenti si premurarono di istallare strumenti, registratori, telecamere in grado di prevenire interventi ed azioni fraudolente. I presenti, compresi rappresentanti della Società per la Ricerca Psichica (SPR) non individuarono alcun segno di frode o di inganno.

Gli esperimenti di Scole sono considerati da alcuni come una prova inconfutabile dell’esistenza dell’Aldilà, da altri solo l’ennesima dimostrazione che non è possibile sapere con certezza cosa ci aspetta dopo la morte.

Robin e Sandra Foy, Alan Bennett e Diana Bennett sono nomi che a noi probabilmente non dicono nulla, ma in realtà sono considerati tra i medium più dotati al mondo e secondo una parte dei presenti furono i fortunati ad essere scelti da entità spirituali per dimostrare che c’è vita oltre la morte. Anche David Fontana , Arthur Ellison e Montague Keen forse non saranno a noi conosciuti, ma furono tra gli scienziati più illustri a partecipare ed ebbero tutti e tre approcci critici verso i fenomeni a cui assistettero.

Ad ogni modo le sedute vennero effettuate sempre alla presenza di entrambe le “fazioni”, scettici e credenti, e si svolsero in stanze buie dove i medium indossavano braccialetti luminosi per garantire che non usassero le mani per manipolare gli avvenimenti.

Intellettuali, scienziati della NASA, investigatori del paranormale e nomi affermati della comunità scientifica raccontarono di aver sentito voci di entità spirituali ed aver provato contatti fisici con entità invisibili; vennero testimoniati fenomeni di levitazione di oggetti, sbalzi di temperatura, suoni e rumori anomali e fonti luminose semoventi all’interno della stanza.

Un fenomeno interessante interessò alcune pellicole fotografiche: i rotoli di pellicola sigillati, una volta aperti, risultarono impressi con immagini di persone, luoghi e disegni e alcuni nastri riportarono versi e fruscii mai registrati.

Un altro evento a cui assistettero fu la materializzazione di fonti di luce danzanti che attraversavano oggetti solidi ed entrarono nel corpo di alcuni presenti. Le entità disincarnate, attraverso i medium, presero contatto con i loro parenti, fornendo anche informazioni che solo i parenti potevano conoscere.

Quell’evento fu forse quello più stupefacente e molti ne rimasero scossi. Testimoni oculari affermarono che quel punto di luce rispondeva a semplici richieste, come illuminare parti del corpo dei testimoni, se veniva messa della musica si muoveva con un certo ritmo, a volte si muoveva ad altissima velocità descrivendo parti di figure geometriche, e si spostava a sinistra o a destra quando le si ponevano domande con risposta semplice “sì e no”.

Montague Keen, un ricercatore presso la SPR, si offrì come volontario per verificare l’effettiva capacità di interazione di quelle “entità spirituali” richiamate dei medium. Non accadde nulla di particolare se non al termine della seduta, quando aprendo un nastro sigillato posto da lui stesso sul tavolo lo trovò inciso con un brano di musica classica, il Secondo Concerto per pianoforte di Rachmaninoff , lo stesso che amava ascoltare da ragazzo.

Sugli esperimenti di Scole sono stati scritti molti libri e trattati e si può trovare un’ampia documentazione sia da parte di scettici che di credenti. “Il Rapporto Scole” scritto da Fontana, Ellison e Keen avvala l’autenticità degli esperimenti e sostiene il concetto di una vita ultraterrena.

I fenomeni avvenuti durante le sedute degli esperimenti non sono mai stati replicati dopo la sospensione degli esperimenti e coloro che li hanno reputati ingannevoli non sono riusciti a spiegare gli eventuali “trucchi” utilizzati dai medium, tuttavia molti studiosi hanno preso le distanze dai risultati ottenuti e hanno affermato che i fenomeni ritenuti “paranormali” sono stati in realtà frutto di fenomeni circostanziali o dipendenti da sbalzi elettrici in alcune strumentazioni utilizzate. Pur non avendo mai riscontrato tentativi di manomissione, di truffa e di inganno, hanno reputato quegli esperimenti inconcludenti e non univoci, cioè che non portano ad un’unica conclusione accettabile.

Gli esperimenti di Scole restano l’unica indagine espletata con metodi scientifici sull’esistenza dell’aldilà e di una vita oltre la morte, ma ancora oggi esistono due versioni dei fenomeni ed attualmente nessuna delle due è riuscita ad aver ragione dell’altra.

 

Fonte: Misteri dal Mondo