“First Date”: uno spot per conoscere e combattere l’Alzheimer

Erminia Lorito

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L’atto o il fatto del ricordare, di rievocare alla mente immagini, persone, avvenimenti, oggetti, è quello che più di ogni altra cosa ci permette di sopravvivere e di superare momenti difficili. L’idea che tutto questo un giorno possa essere improvvisamente rimosso, che tutta la nostra vita possa essere cancellata con un colpo di spugna, ci terrorizza e ci spaventa.

morbo di Alzheimer

Era il 1906, quando lo psichiatra e neuropatologo tedesco Alois Alzheimer, attraverso lo studio del caso della paziente Augusta D., ricoverata in evidente stato di disorientamento e allucinazioni varie con visibile perdita di memoria, scoprì la sindrome destinata a essere conosciuta con il suo nome: il morbo di Alzheimer. Oggi a distanza di anni l’enigma non è stato ancora del tutto risolto, ed è esploso in una delle emergenze sanitarie che affligge il XXI secolo, senza contare il fatto che, dal punto di vista dei pazienti, gli sforzi e i rimedi a riguardo sono stati quasi del tutto vani.

malato di Alzheime

In Italia sono oltre 1,2 milioni le persone che soffrono di una forma di demenza, e di queste il 60% convive con l’Alzheimer. A ricordarlo è la Federazione Alzheimer Italia, la quale afferma che i nuovi casi registrati nel 2015 sono 269 mila e sarebbero in netto peggioramento. Secondo alcune stime, le persone affette da demenza nella sola Italia diventeranno 1 milione e 609 mila nel 2030raddoppieranno nel 2050, diventando 2 milioni e 272 mila. Per parlare di una malattia come questa, che cancella pezzi di storia, che porta l’uomo a ritrovarsi bruscamente a fare i conti con una tabula rasa, privo di un passato e in un presente che non sembra appartenere più a nessuno, serve molta delicatezza, a tratti poesia. Per questo oggi una pubblicità la racconta in punta di piedi.

malato-alzheimer

Si chiama “First Date”, o per dirla all’italiana “Primo Appuntamento”, lo spot made in Italy che racconta com’è convivere con l’Alzheimer e con chi ne soffre. Prodotta e realizzata dall’Agenzia pubblicitaria BBDO di Milano per l’Associazione Alzheimer Portugal, centro di ricerca medica specializzato nello studio di questa malattia, la pubblicità è una dolce narrazione di un primo appuntamento, una cena tra un uomo e una donna che conversano. A parlare, a raccontarsi è lei. Parla della sua vita, dei suoi animali domestici, della sua infanzia. Lui l’ascolta, ripete qualche parola, apprende per la prima volta pezzi di una storia apparentemente non sua. Lei lo invita a danzare e gli sussurra in un orecchio: “Ti voglio bene papà”. La storia, quindi, è quella condivisa di una padre e una figlia e il tentativo di quest’ultima di far rivivere ancora una volta il ricordo di una vita passata insieme, di cui ora sembra non esserci più memoria.

spot alzheimer

L’obiettivo di “First Date” non è solo quello far riflettere e sottolineare quanto possa essere frustrante non poter ricordare le persone più care e le esperienze di vita vissuta, ma soprattutto quello di richiamare l’attenzione sulle difficoltà che incontrano anche i familiari, gli amici e tutti quelli che prestano assistenza ai malati e aiutano loro a sopportare il peso di quello che, a volte, appare solo come un’insensata condanna.

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“Volevamo trasferire a tutti le emozioni e le sensazioni dei familiari, e attraverso questo sentimento di empatia, invitarli a donare” queste le parole della BBDO che, insieme all’Associazione portoghese, da tempo lavora per sensibilizzare l’opinione pubblica alla forma di demenza più conosciuta, ma ancora troppo spesso sottovalutata rispetto alla crescita esponenziale dei suoi casi su scala globale.

La campagna di awareness e fundraising vive sul canale Youtube dell’Associazione, sul sito istituzionale e sulla pagina Facebook. Al progetto, con la direzione creativa esecutiva di Stefania Siani e Federico Pepe, hanno lavorato i client creative directors Pasquale Frezza e Luca Iannucci. Il film è stato prodotto da Riot con Andrea Vavassori e diretto da Alessio Fava, la fotografia invece è stata curata da Alessandro Dominici. La musica che accompagna la storia è una bellissima cover di “Have you ever seen the rain”.