“Fear of beauty”:
 la mostra di cinque fotografe afgane dedicata alle donne

Ritratti di donne di generazioni diverse intente nella loro quotidianità: qualcuna suona, qualcuna scatta fotografie, qualcun’altra lava le stoviglie o viene ritratta mentre sta imparando ad andare in bicicletta; insieme alla famiglia numerosa o in coppia. Sono tanti e diversi i volti e le scene di vita ritratti nella mostra fotograficaFear of Beauty”, ideata dalla dottoressa Carla Pessina e ospitata dall’8 al 20 marzo 2022 a Casa Emergency, in via Santa Croce 19 a Milano. L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione Donne Fotografe, presenta le opere di cinque fotografe afgane, Mariam Alimi, Roya Heydari, Fatimah Hossaini, Zahara Khodadadi e Najiba Noori. Artiste che hanno lasciato il loro Paese per poter continuare a inseguire la propria passione e arte.

L’impatto della guerra sullo status della donna in Afghanistan è stato fortissimo: famiglie distrutte, sfollamenti, danni psicologici, impoverimento economico e violenza sono solo alcune delle conseguenze vissute direttamente dalle donne sulla propria pelle in questi quarant’anni di continuo conflitto nel Paese. E oggi con il ritorno dei talebani al potere la situazione per le donne è ancora più incerta.

I lavori di Mariam Alimi, Roya Heydari, Fatimah Hossaini, Zahara Khodadadi e Najiba Noori che saranno esposti a Casa EMERGENCY mostrano tutta la quotidianità di madri, mogli e giovani donne indipendenti alla ricerca del proprio spazio in un Paese dove questo è spesso limitato da confini, regole e divieti. La mostra è un viaggio tra gli splendidi primi piani femminili di Fatimah Hossaini, una vera e propria sfida al mondo maschilista; la complessità dei gruppi famigliari afgani immortalati da Zahra Khodadadi; i reportage paesaggistici di Mariam Alimi, Roya Heydari e Najiba Noori che indagano la condizione delle donne direttamente nei contesti privati e pubblici, al chiuso e all’aperto nei quali vivono.

Secondo la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), nella prima metà del 2021 le donne uccise o ferite dal conflitto hanno rappresentato il 14% delle vittime civili della guerra (727 donne in totale, di cui 219 uccise), e in generale 9 donne su 10 durante la loro vita hanno subito una qualche forma di abuso e violenza. Con il Paese nel pieno di una crisi economica e umanitaria e l’aggiunta della pandemia da Covid-19 ad aggravare la situazione, donne e bambini subiscono le conseguenze più tragiche. I dati messi a disposizione dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), infatti, mostrano che a giugno 2021 quasi la metà della popolazionecirca 18,4 milioni di personenecessitava di assistenza umanitaria e di protezione, e in particolar modo donne, bambini e persone con disabilità.

Una vita resa ancora più difficile se oltre a essere donne si è anche artiste: i divieti imposti dal nuovo governo hanno spinto musiciste, disegnatrici, giornaliste e fotografe che temevano per la propria sicurezza e indipendenza a fuggire all’estero.

Sarà possibile visitare la mostra dall’8 al 20 marzo 2022 nella sala polifunzionale di Casa EMERGENCY, via Santa Croce 19 a Milano. L’esposizione, ad accesso libero, sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 19.00 e sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00.

Tra gli eventi ospitati in occasione dell’esposizione, il 15 marzo alle ore 18:30 presso E/N Enoteca Naturale in via Santa Croce 19, la presentazione dell’e-book Afghanistan senza pace 2001-2021, un’opera collettiva che raccoglie articoli, documenti, analisi e reportage sul conflitto in Afghanistan, svelando i costi umani, economici e politici del conflitto. Il libro, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! e curato da Daniela Musina e Delina Goxho, sarà presentato da Giuliano Battiston, giornalista, Emanuele Giordana, giornalista e scrittore, e Rossella Miccio, presidente di EMERGENCY. Modererà l’incontro Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio24. In occasione dell’evento la mostra resterà aperta fino alle ore 20.30.

Sarà necessario essere muniti di attestazione di vaccinazione a ciclo completo e/o certificato di avvenuta guarigione e mascherina FFP2 secondo le attuali norme anti Covid-19 vigenti.



Claudia Ruiz