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Fake News: per vincere non basteranno solamente Facebook e Twitter

I mesi di lockdown sono stati caratterizzati da una presenza enorme delle news e delle informazioni nella quotidianità di chiunque. La sete informativa è stata talmente elevata da diventare nociva alle volte.

Tuttavia, si è registrato anche un aumento esponenziale della quantità di fake news sui social media, specialmente su Facebook e Twitter, relative al coronavirus e allele sue possibili cause. Una tendenza che non ha stupito, vista l’incertezza della scienza sul tema coronavirus e soprattutto a causa dell’enorme clima di terrore in cui è sprofondato all’improvviso l’intera popolazione mondiale.

Da subito, le autorità hanno chiesto ai social network di prendere azioni concrete per combattere il fenomeno e così è stato fatto. Facebook ha risposto eliminando e segnalando alla radice circa l’80% di materiale fake, nominando anche una commissione apposita per esprimersi sui contenuti.

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Twitter, invece, dal 18 marzo ha aumentato il proprio impegno a ridurre la circolazione di tweet fasulli o dannosi, attraverso particolari algoritmi. Tuttavia, tutto ciò non è bastato e non siamo solo noi delle chat di Whatsapp a dirlo. E’ notizia di questa settimana, infatti, della presa di posizione chiara dell’Unione Europea nei confronti di Facebook: quanto fatto non basta.

Fake News: Facebook e Twitter “rimandati a settembre”

In un talk online, infatti, si sono incontrati Mark Zuckerberg ed il commissario europeo al mercato interno Thierry Breton, che hanno affrontato le possibili collaborazioni e sinergie tra mondo del tech ed istituzioni europee nel post pandemia. Il commissario europeo ha riconosciuto i passi avanti fatti da Facebook per la lotta alle fake news (sforzo necessario dopo il polverone sollevato dallo scandalo Cambridge Analytica), sottolineando che per proteggere le democrazie del Vecchio Mondo sarà necessario un impegno maggiore, intervenendo anche sulla regolamentazione.

Uno scambio di opinioni non banale, importante e che lascia ben sperare in una futura collaborazione braccio a braccio per combattere il fenomeno della fake news, particolarmente presente ed incisivo proprio su Facebook.

Ma le dolenti note ci sono anche per Twitter, soprattutto in Italia purtroppo. E’ di pochi giorni fa, infatti, l’annuncio dell’azienda statunitense NewsGuard, specializzata nell’affidare un giudizio di affidabilità ai siti d’informazione mondiali, di aver selezionato 5 profili “super diffusori” di fake news, cresciuti soprattutto durante l’emergenza Coronavirus. Ciò che stupisce (non tanto forse) è che tra i 5 profili incriminati appaiono anche nomi di politici ed opinionisti che affollano i salotti televisivi senza problemi.

Fake News: per vincere sarà necessario un cambiamento della società

Queste notizie, purtroppo, non ci confortano affatto e restituiscono un’immagine fragilissima dei contenuti social condivisi, ma dimostrano anche la difficoltà dei media tradizionali nel combattere le fake news con convinzione.

La soluzione a questo problema di certo non è semplice e probabilmente non è ancora conosciuta, ma risulta necessaria una presa di posizione chiara contro i diffusori di falsità, non solo dei social media e dell’informazione tradizionale, ma soprattutto da parte di noi consumatori ed utilizzatori.

Tutti vogliamo la verità subito in ogni momento giusto? Iniziamo a fare il nostro, fermandoci a pensare dieci secondi in più prima di condividere qualsiasi tipologia di notizia, dalla laurea del cugino fino al complotto dell’antennista 5G.



Paride Rossi