Elite 3: il solito sesso ed un ennesimo omicidio basteranno per un Elite 4?

Mai come in questo periodo i fedeli spettatori di Netflix hanno aspettato una data con così tanta ansia, e dire che Venerdì 13 non è di certo un giorno così fortunato. Nonostante ciò, lo scorso venerdì la piattaforma streaming ci ha regalato la nuova stagione di Elite, la terza, che nelle sue ultime due stagioni è stata capace di creare un fandom solido e affezionato, e che lo scorso settembre ci aveva lasciato con un grandissimo punto interrogativo: che fine farà Polo salvato dall’incosciente Cayetana?

Come se non bastasse, il trailer uscito pochi giorni prima della data zero ha creato un altro grandissimo quesito: Polo è morto e ne Las Encinas un nuovo assassino si aggira fra i ragazzi, nel loro ultimo anno di liceo. Chi sarà stato?

Sicuramente questa stagione, a differenza delle prime due, ha perso qualcosa in termini di qualità. La trama è avvincente e i cambi di sequenza fra il prima e dopo rendono la visione dinamica, creando quello stato di tensione di cui noi amanti delle serie tv non possiamo fare a meno; tuttavia, c’è qualcosa che non permette di fare il grande salto di qualità realizzato precedentemente, che in un certo senso passa inosservato per via delle ottime prestazioni del cast della serie.

Era certo che avremmo dovuto aspettare l’ultimo episodio per conoscere l’identità dell’assassino di Polo, e con grande ammirazione possiamo dire che nei primi sette episodi in nessun modo Elite ci da la possibilità di capire chi possa essere realmente stato ad uccidere l’assassino di Marina; in ogni puntata, dedicata in particolare ad ogni ragazzo, si dà una pista e si incolpa una persona nello specifico, ma mettendo insieme tutte le dichiarazioni sembra che i ragazzi stiano solo prendendo in giro l’investigatrice.

E se fosse un piano?

Nell’ultimo episodio vediamo infatti come Lucrecia, presa dalla rabbia e da qualche cocktail di troppo, pugnala Polo con il famoso collo di Champagne e che, una volta confessato ai suoi amici il delitto, decidono di smetterla una volta per tutte incolpandosi l’uno con l’altro e non lasciando così nessuna chance alla polizia di chiudere il caso come suicidio. I ragazzi infatti toccano l’arma del delitto per confondere le impronte e coinvolgono anche quelle di Polo, per non lasciare nessun dubbio alla polizia.

Tuttavia, oltre a questo piano ingegnoso, c’è un’altra cosa da ammirare in questa stagione: l’amicizia instaurata fra i ragazzi del gruppo; infatti, è stata proprio l’amicizia che ha permesso al gruppo di cavarsela con l’omicidio di Polo, ma anche a Guzman di perdonare il “suicida” prima dei suoi ultimi respiri o a Lucrecia e a Nadia di superare i loro dissidi e dividere la borsa di studio per la prestigiosa università di Columbia a NY.

Una menzione speciale va fatta  ai nuovi personaggi subentrati in questa ultima stagione, Yeray e Malik, che, a modo loro, sono riusciti a creare delle storie abbastanza interessanti. Il primo era un ex alunno de Las Encias che, dopo aver perso una grande quantità di kg, torna nell’istituto e creerà una storia d’amore con Carla non ricambiata, almeno non come ci si aspetta da una relazione amorosa; il secondo invece genererà un bel po’ di scompiglio nella famiglia araba, fidanzato di Nadia ma si scopre innamorato di Omar, suo fratello, che tradisce Ander – affetto dal cancro – e non se ne dispiace neanche tanto!

Insomma, questa serie tutto sommato ha ricambiato le nostre aspettative e abbiamo apprezzato il finale che, in principio, potrebbe anche terminare senza una continuazione vera e propria avendo dato ad ogni personaggio un futuro dopo il liceo, tranne ai quattro che dovranno recuperare l’ultimo anno (Rebecca, Ander, Samu e Guzman). Nonostante ciò, i rumors sembrano confermare l’esistenza di una quarta stagione che, se fatta bene, potrebbe prolungare il successo di questo gioiellino della tv spagnola.

Nell’attesa di comunicati ufficiali, non ci resta che dire ¡Hasta la vista!



Marco Russano