Elezioni politiche 2018: risultati storici

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Elezioni politiche 2018: ormai sono giunte al termine. Tante sono state le cose dette e ancor di più i post su Facebook, mentre pochi sono stati i programmi elettorali, più o meno chiari che fossero. Il dado è tratto ormai, come direbbe il vecchio Cesare: gli italiani, dopo una turbolenta legislatura, hanno espresso la loro volontà.

Nonostante i più disparati sentimenti, in realtà c’è stata un po’ di confusione mista a novità, a partire da un sistema di voto (il cosiddetto Rosatellum) che sfideremmo chiunque a spiegare, per dopo proseguire con il sistema anti-frode sulle schede e con i numerosi ritardi ed errori in molte città italiane dovute in parte proprio al bollino anti-frode e in parte alle schede sbagliate. Momenti di protesta? Non sono mancati nemmeno quelli, come la donna che protesta mostrando il seno a Berlusconi. Insomma: da bravi italiani, non ci siamo fatti mancare niente. L’affluenza è stata comunque alta: a fine giornata (h. 23.00) l’affluenza era intorno al 73% (fonte: Il Sole 24 ore)

A farla da padrone in questa campagna elettorale è stato sicuramente Facebook: lo stesso social network ha creato delle opzioni per rimanere sempre aggiornato sui programmi elettorali e sui candidati, per non parlare dell’opzione “Fai sapere ai tuoi amici se…”, ormai un must in occasioni importanti come questa. Fra ieri e oggi grazie alla partnership con Ansa, Facebook ci ha aggiornato in tempo reale sui dati delle elezioni 2018.

Ma non prendiamoci in giro: ciò che il popolo italiano ha aspettato non è imbucare la scheda elettorale, ma partecipare alla diretta del maratoneta più famoso d’Italia, Enrico Mentana. A distanza di 5 anni si è riproposta la super diretta del direttore del Tg La7, l’unica vera attrazione di queste elezioni politiche e regionali.

Che dire dei risultati? Hanno una loro ragione per essere definiti storici. Ma quanto possono essere definiti “chiari” per la formazione del nuovo esecutivo? Vediamoli insieme brevemente.

Senza addentrarci troppo nei cavilli già citati del Rosatellum, possiamo dire che siamo davanti a dei risultati storici, tuttavia non così felici. L’ultima parola però spetterà al presidente Sergio Mattarella.

Sicuramente emergono 4 dati importanti:

  1. l’ingombrante presenza del Movimento 5 Stelle che è a tutti gli effetti il primo partito d’Italia, con una presenza pari al 32%;
  2. il tracollo del Partito democratico, la cui percentuale è poco al di sotto del 20%;
  3. la presenza della grande coalizione di centro-destra di Lega-Forza Italia che raggiunge una percentuale del 37%;
  4. la pressoché totale uscita di scena dei partiti minori.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono gli indiscussi vincitori: non c’è giornale che parli dell’exploit leghista e del grande stacco i pentastellati hanno con gli altri singoli partiti. Ma i numeri? In fondo sono quelli che parlano.

Ma oltre alle elezioni politiche, ci sono state le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali di Lazio e Lombardia. Alle 19.18, la situazione sembra incerta nella prima, con un testa a testa fra Zingaretti e Parisi, mentre in Lombardia la Lega vola con il candidato leghista Fontana. Per i risultati definitivi dovremo aspettare la fine di questa giornata.

Dati Ansa, dal sito http://www.ansa.it, in continuo aggiornamento.