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Ecco perché “Libra” di Ture Most è un disco da scoprire!

È approdato sulle scene musicali solo da due anni, ma Ture Most, all’anagrafe Salvatore Mostaccio, non intende essere solo una meteora.

Nel 2019 il cantautore siciliano ha rilasciato “Mostalgia”, il suo disco d’esordio. L’album è riuscito sia a far imporre Ture Most come nuova realtà musicale con oltre 250 mila stream sulle principali piattaforme musicali sia a creare una vera e propria fanbase di giovani e meno giovani che seguono il giovane cantante ad ogni live e ad ogni novità che propone.

Ture Most, trentenne, nato e cresciuto sulla costa orientale sicula lì dove per una magia tutta naturale dal mare riesci a mirare l’Etna sentendo che non ti manca nulla, ha deciso di valorizzare cosa gli appartiene da sempre: la passione per la musica, l’amore per i dettagli della Sicilia e la capacità di scrivere sia in siciliano sia in italiano testi.

Dopo il successo di “Mostalgia”, Ture Most ha avuto la spinta necessaria di buttarsi in un altro progetto discografico.

È proprio così che alla fine del lockdown ha pubblicato “Libra”, il suo nuovo secondo album. Otto canzoni nelle quali il giovane cantautore mescola il siciliano con l’italiano, su basi indie – rap, per raccontare impressioni, suggestioni, leggende e aneddoti siciliani con un tocco sempre autobiografico.

Il disco si apre con “Postalgia”, la traccia intro che si prende la briga di essere un saluto di arrivederci per il primo album e un momento di spiegazione prima dell’ascolto del secondo.

Il titolo scelto ossia “Libra” – in italiano bilancia – racchiude l’intero senso dell’album. Ture Most sceglie infatti di mostrarsi per intero nel bene e nel male ossia nelle sconfitte, nei pensieri da trentenne, nelle incertezze della vita, ma anche nelle felicità dei dettagli delle piccole cose, nelle meraviglie della sua terra e nelle consapevolezze su chi è.

Il disco non sortirebbe lo stesso effetto senza la produzione curata da R-Most che non solo ha già collaborato negli anni con En?gma e Murubutu, ma in comune con Ture Most hanno una cosa: lo stesso sangue.

Sembra un dettaglio da poco, ma investire in un progetto e crederci avendo il supporto, la fatica e la stessa voglia di fare bene del fratello rende ogni canzone di Ture Most ancora più speciale.

Rispetto a “Mostalgia”, in “Libra” Ture Most si è notevolmente migliorato.

Le otto tracce, già al secondo ascolto, risultano familiari, piacevoli e pronte per essere cantate. Un unico feat con il rapper milanese Caneda in “Eau de rose”. Tra le perle del disco si annoverano: Camurrìa, Salsedine, Danubio e Galatine.

Di recente è stato realizzato il video ufficiale di “Danubio”, presente su YouTube, con la regia di Valentina Redi.

Il limite del disco potrebbe essere l’uso del siciliano, ma anche Camilleri scriveva in dialetto e sappiamo com’è finita.

“Libra”, così, si conferma essere un buon secondo album per Ture Most che merita di varcare i confini siciliani con la sua musica e non è detto che un giorno possa davvero accadere.

Intanto, indiscrezione per i curiosi e i fan, Ture Most è al lavoro sul terzo disco già dalla quarantena.

Stay tuned e buon ascolto!



Sandy Sciuto