I 6 truck food all’italiana più originali di sempre

Aurora Erbì

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Sono un paio d’anni ormai che impazza in tutta Italia la moda del cibo tradizionale mangiato in un modo alternativo: per strada.

Dalla porchetta agli arrosticini, dalla pizza fritta alle piadine; tutta le specialità della cucina regionale d’Italia viene venduto per le strade. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Coldiretti, infatti, il numero di persone che investono nell’acquisto di un food truck sta salendo vertiginosamente; ma questa non è l’unica novità: dai risultati si evince che la tipologia preferita dagli estimatori della cucina “da strada” sia proprio quella tradizionale della nostra penisola, il 69%; contro il 17% delle classiche specialità internazionali come Hamburger e Hot dog. Restano confinate al 14% invece le specialità etniche come i Falafel o i Kebab.

Abbiamo stilato dunque la classifica dei 5 truck food più originali della cucina nostrana:

  • Nino U’ Ballerino; la novità non riguarda sicuramente la data di apertura visto che è un piccolo chiosco di Palermo con circa 200 anni di attività alle spalle; sono particolari però i prodotti che offre, tra i quali il must: pani ca’ meusa, ovvero il panino farcito con la milza del vitello. Si può avere in più versioni, il classico  servito con una spruzzata di limone, chiamato “schittu” e il “maritatu” quello arricchito con caciocavallo o ricotta.
  • StraBerry; iniziamo con un’Ape che gira per la città di Milano vendendo frutti di bosco in qualsiasi maniera: macedonie, frullati o direttamente in comodi cestini. Sono un’impresa giovane ed innovativa ma soprattutto a Km 0 perché i loro campi di frutti di bosco si trovano a soli 15 Km dal Duomo di Milano. StraBerry è stata premiata sia nel 2013 che nel 2014 dalla Coldiretti con il riconoscimento Oscar Green.
  • Sebada on the road; la tradizionale seadas, il raviolo di pasta fritto con del formaggio fondente all’interno la cui superficie viene insaporita con del miele, magicamente servito su un cono. L’idea nasce dalla voglia di far conoscere questo prodotto della tradizione in tutta l’isola.
  • Polentape: dal Piemonte non potevamo che aspettarci la polenta. Questo originalissimo truck food ha fatto diventare una semplice Ape in un vero e proprio punto di riferimento gastronomico per una specialità tutta italiana: la polenta.
  • Bianco Bufala; qui si cambia completamente la concezione di un piatto tricolore: la caprese. Parte da Milano per spostarsi fino al sud; su questa ape ’50 la caprese è composta soltanto da ingredienti di prim’ordine: mozzarella di bufala Dop, pomodoro San Marzano Dop, basilico e olio evo Colline Beneventane.
  • Friselleria; il prodotto viene dal Salento ma si conosce il tutto il mondo: è la frisella. Qui le friselle vengono prodotte con farina d’orzo e grano duro e vendute con tutti i condimenti più buoni che ci siano.

Idee originali proposte in modo altrettanto originale; quanto l’estetica del food truck che varia sempre a seconda del prodotto venduto e dell’estro dei titolari. Acquistarne uno prevede un investimento economico che può variare dai 25.000 € agli 80.000 €; ai quali si aggiungeranno circa 1000 € per la richiesta dei permessi ed altre pratiche burocratiche necessarie all’avvio dell’attività. Dei costi decisamente inferiori a quelli dell’apertura di un ristorante e che ti permettono una maggiore dinamicità ed immediatezza.

Ora non so voi, ma a me è venuta voglia di aprirne uno.