Ecco come la tecnologia sconfiggerà i tumori

Forse ancora la battaglia è solo all’inizio, eppure la notizia non potrà che lasciare un certo ottimismo tra i vari medici e pazienti. Infatti IBM ha comunicato che è iniziato lo sviluppo di una nuova tecnologia Lab-on-a-chip che sarà capace, per la prima volta, di separare le particelle biologiche su scala nanometrica. Forse detta così non vi risulterà particolarmente interessante, specialmente se non siete del mestiere, ma questa notizia ha dei riscontri veramente importanti. Infatti una volta separate le particelle, queste potranno essere analizzate per  individuare i primi segni di tumore, ma non solo, quando ancora si trova nelle primissime fasi. La ricerca avviene su scala nanometrica attraverso biopsie liquide, molto meno invasive di quelle tradizionali, capaci di filtrare e analizzare le cellule del sangue o di altri liquidi corporei.

In collaborazione con la Icahn School of Medicine di New York la IBM ha avviato questo progetto che sembra già iniziare a portare a diversi risultati. Il chip, delle dimensioni di due centimetri quadrati, è in grado di separare le bioparticelle fino a una grandezza di 20 nanometri, 50 volte inferiore rispetto ai risultati ottenuti dalle precedenti tecnologie Lab-on-a-chip, come riporta la ricerca pubblicata anche da Nature Nanotechnology.

Andando a leggere più a fondo la ricerca possiamo trarre che: “Il funzionamento del chip non è diverso da un piccolo tunnel che consente solo alle auto di dimensioni più ridotte di entrare, mentre costringe i camion a girargli attorno“. Nello stesso modo, il chip di IBM usa un gamma asimmetrica di colonne separate l’una dall’altra anche solo da una dozzina di nanometri (un capello umano è circa 100mila volte più spesso) in modo da dividere le cellule sulla base della loro dimensione e per il modo in cui «rimbalzano» mentre passano attraverso le tante file di colonne. Questo tipo di tecnologia, utilizzato da anni ma mai su dimensioni così ridotte, è noto come “dislocamento deterministico laterale” (DLD) ed è stato sviluppato per la prima volta nel 2004.



redazione