“Dopo di noi”: la prima legge a tutela dei disabili

In #Focus, #Shareit, social up, SOCIALE by Nausicaa BorsettiLeave a Comment

Di Nausicaa Borsetti e Catiuscia Polzella per Social Up!

Oltre un miliardo di persone nel mondo vive con qualche forma di disabilità.  Solo in Italia la cifra si aggira intorno ai 4 milioni, pari al 6,7% della popolazione. Tanti, anzi troppi, individui sono costretti ad affrontare difficoltà “molto significative” nella vita di tutti i giorni, difficoltà che coinvolgono anche le famiglie che, troppo spesso, si trovano a fronteggiare problematiche e cure costose senza il giusto sostegno e supporto dello Stato e della collettività. La domanda che questi eroici genitori pongono agli amministratori e a loro stessi è sempre la stessa: “E quando noi non ci saremo più che ne sarà dei nostri figli?”

L’angoscia dei genitori per il “dopo di loro”, quando i propri figli dovranno affrontare la vita da soli, con la loro disabilità, senza nessuno che se ne prenda cura ha finalmente trovato una risposta. Il 14 giugno, infatti, è stato approvato dalla Camera, con 312 voti a favore, 64 contrari e 26 astenuti, il disegno di legge “Dopo di noi”. Il provvedimento, composto da 10 articoli, disciplina le misure di assistenza, cura e protezione per le persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, in quanto sono venuti a mancare entrambi i genitori o poiché gli stessi non sono in grado di fornire un adeguato sostegno. Inoltre, potranno beneficiare di questi fondi anche coloro che, pur avendo ancora i genitori in vita, non possono avvalersi del loro sostegno.

Il provvedimento prevede la creazione di un “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e disabili prive del sostegno familiare”, che  verrà stanziato a partire dal 2016, di 90 milioni di euro, che diventeranno poi 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni per il 2018. Queste le cifre che verranno destinate al fondo da qui a due anni e che potrà essere utilizzato per realizzare “programmi e interventi innovativi di residenzialità” come il co housing e favorire l’indipendenza dei disabili “in abitazioni o gruppi – appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali” della casa d’origine. Con questo fondo si potranno anche sostenere progetti per lo sviluppo dell’autonomia dei disabili privi di assistenza che non rientrano in queste strutture.

La norma si inserisce in un contesto giuridico che solo dal 1992, con la legge 104, ha cominciato a occuparsi di questa materia, introducendo il concetto di “disabilità grave”. Sei anni più tardi, nel 1998, con la legge 162 sono stati organizzati presso Comuni, Regioni ed enti locali programmi di aiuto alle persone disabili. Ma fino ad oggi non era previsto nessun regime particolare per le persone disabili a cui viene a mancare il sostegno familiare.

Il “Dopo di noi” ha lo scopo è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone disabili, consentendogli per esempio di continuare a vivere nelle proprie case o in strutture gestite da associazioni ed evitando il ricorso all’assistenza sanitaria. Ai fini di proiettare coloro che sono affetti da disabilità ad acquistare un livello di indipendenza sufficiente a renderli autonomi nei piccoli gesti di tutti i giorni, verranno messe in atto apposite dinamiche. Sono previsti, inoltre, sgravi fiscali, detrazione delle spese per le polizze assicurative, in alcuni casi esenzione e agevolazioni tributarie, cancellazione dell’imposta di successione, alleggerimenti significativi su trasferimenti di beni dopo la morte dei familiari, costituzione di trust e altri strumenti di protezione legale, oltre a contratti a tutela dei disabili gravi.

Non si può negare l’importanza di tale provvedimento, che rappresenta un passo avanti verso l’inclusione e la presa di consapevolezza del dovere morale che ognuno di noi ha e dovrebbe avere sempre nei confronti dell’altro, un esempio di come, per una volta, il nostro Paese sia stato capace di mettere momentaneamente da parte  le divisioni  interne in favore di un progetto finalizzato al bene comune e alla tutela di chi, non per sua scelta, è più debole.