Diego Maradona: genio e sregolatezza nel documentario a lui dedicato

Il 16 settembre abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima “Diego Maradona“, il documentario del 2019 dedicato alla vita dentro e fuori dal campo di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi.

Il documentario, diretto da Asif Kapadia, sarà al cinema in un evento speciale solo il 23, 24 e 25 settembre; è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Un’occasione, dunque, da non perdere per tutti gli appassionati di calcio e del personaggio di Diego Armando Maradona.
Il film si presenta come un insieme di video inediti che la famiglia Maradona ha messo a disposizione del regista.

Per tutta la durata della visione, 130 minuti per l’esattezza, lo spettatore può assistere a quella che è stata la vita di Diego e la carriera di Maradona. Come sottolinea diverse volte il suo preparatore Fernando Signorini, Diego è la persona, mentre Maradona è il personaggio che ha dovuto creare per non soccombere alla pressione della sua reputazione di “più forte del mondo”.

Il film racconta tutti i momenti più importanti e intimi della vita di Diego Maradona: la nascita in una famiglia povera, i primi calci al pallone, la convivenza con le sorelle, il rapporto strettissimo con la madre, il dover mantenere la famiglia a soli quindici anni. Per quanto riguarda l’aspetto calcistico, invece, risulta subito chiara qual è e quale sarà il suo destino: andare in Europa e vincere tutto, diventare il più importante calciatore del pianeta.

Dopo la sfortunata esperienza al Barcellona, tormentata da un bruttissimo infortunio alla caviglia, il Napoli di Corrado Ferlaino, squadra piena di debiti e in crisi, decide di acquistarlo. Emblematica è, in questo senso, una frase pronunciata da un giornalista:

«La città più povera d’Italia acquista il calciatore più costoso del mondo.»

È a Napoli che la carriera di Maradona prende il volo: nella città campana, infatti, Diego viene venerato prima come un re e poi come un vero e proprio dio sceso in terra. Con il Napoli riuscirà a vincere due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa, portando la squadra partenopea a traguardi mai raggiunti prima. Riuscirà, soprattutto, a vincere il mondiale con la sua Argentina.

Diego Maradona con la maglia del Napoli. Da www.gazzamercato.it

Il mondiale è proprio l’evento che consacra Diego come il calciatore più forte del mondo, forse della storia. Indelebile è la partita contro l’Inghilterra, dove Maradona ha disputato probabilmente la sua partita più famosa. Dopo il gol di mano, la famosa “Mano de Dios”, Diego sale in cattedra e con un gol da leggenda (il cosiddetto “Gol del secolo”), con cui ha mandato a casa tutta la difesa dell’Inghilterra, portiere compreso, ha consegnato la vittoria nelle mani dei sudamericani.

Napoli, però, si rivela una città dalle molteplici facce: Diego Maradona inizia a frequentare i clan dei camorristi, inizia ad assumere regolarmente cocaina, l’affetto dei tifosi gli dà fastidio. Maradona ha preso il sopravvento su Diego. Ed è proprio in questo momento che inizia il declino.

La vita privata è ora più che mai tormentata: dalla relazione con la fidanzata Claudia Villafañe nascono due bambine, dalla relazione con una donna napoletana, Cristina Sinagra, nasce un figlio che riconoscerà solamente nel 2016, quando Diego Armando Maradona Junior è ormai trentenne.

Il film in sé non racconta nulla di non saputo sulla sua vita: Maradona è stato un personaggio troppo famoso, troppo influente e troppo conosciuto in tutto il mondo. La sua dipendenza da cocaina non si rivelò, infatti, una novità all’epoca.

“Diego Maradona” è comunque un film da non perdere, assolutamente. È un’occasione unica per entrare nella mente di un uomo che ha smesso di vivere a quindici anni, di un uomo che non si è mai tirato indietro di fronte a nulla, di un uomo chiamato Maradona. Genio e sregolatezza.



Marco Nuzzo