Denver Day Works: il sogno americano dei senzatetto di Denver

In social up, SOCIALE by Greta SacchiLeave a Comment

Come uno tsunami, la crisi economica ha colpito e travolto le fasce più deboli della popolazione mondiale, quella che già vive in condizioni di disagio economico, lavorativo, sociale e magari anche esistenziale e che spesso, con l’arrivo della crisi, subisce il tracollo finale. Ma, forse, sarebbe più giusto ammettere che per la crisi economica, per le fasce più deboli, è permanente, quotidiana. Nel mondo si stimano circa 100 milioni di senzatetto. Oggi, 25 anni dopo la caduta del Muro di Berlino, sia negli Stati Uniti che in Russia i senzatetto sono tantissimi, segno che la crisi economica continua a colpire le fasce più esposte della società: secondo un rapporto pubblicato lo scorso 19 novembre dal Dipartimento per gli alloggi e lo sviluppo urbano degli Stati Uniti nel 2015 in America c’erano oltre 565.000 senzatetto, il 25 per cento dei quali sono bambini.

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Tuttavia, è sempre dagli USA che arriva una possibile soluzione al fenomeno. Denver, infatti, potrebbe diventare la prima città a risolvere il problema dei senzatetto, ma solo se il progetto “Denver Day Works” si rivelerà  un’idea vincente. La città ha deciso di assumere a proprie spese i senzatetto, stanziando ben 400 mila dollari per avviare questo iter. L’idea è quella di riuscire a coinvolgere almeno 300 persone che a loro scelta potranno lavorare 3 o 6 ore al giorno con uno stipendio di 12,59 dollari fino ad un massimo guadagno di 600.

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Il problema dei senzatetto è molto sentito infatti nella capitale del Colorado, dove vivere per strada non è quasi mai una scelta volontaria. Questo progetto potrebbe dare una reale opportunità a tutti coloro che, per cause diverse, hanno dovuto rinunciare alle propria quotidianità. Lavorando quindi sia nel privato (lavanderia e riciclo) che nel pubblico (cura e manutenzione del verde, sgombero della neve dalle strade) i senzatetto coinvolti dovrebbero acquisire capacità e responsabilità necessarie e sufficienti per potersi garantire un futuro al di fuori del progetto, una volta concluso l’ingaggio. Il progetto mira non solo ad offrire un lavoro ma anche a fornire le informazioni e le attrezzature necessarie per poter svolgere al meglio il proprio compito. Infatti,  4000 dollari del budget totale sono stati destinati proprio ad utensili ed attrezzature, il resto è distribuito tra costo degli stipendi e staff, pasti, bevande e buoni per negozi di alimentari destinati ai lavoratori, imposte, gestione e costi “indiretti”. Una squadra di manager e supervisori, infine, offriranno un aiuto concreto ai lavoratori, volto a comprendere le esigenze dei lavoratori e le loro storie e a creare un solido collegamento col mondo del lavoro e altri programmi di inserimento.

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Michael Hancock, sindaco della città americana, spera con questo progetto di poter aiutare i senzatetto della città a reinventarsi nuova vita e a darsi una nuova chance. Un progetto ambizioso, certo, ma sicuramente nobile, una missione di solidarietà non solo destinata ad aiutare i senzatetto, ma anche la città stessa.