Deadpool 2 – Il cinecomic più esagerato di sempre

Gabriele Fardella

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Nel 2016 Deadpool ha lasciato il pubblico a bocca aperta segnando un nuovo inizio per il genere cinefumettistico e per questo motivo Deadpool 2 era uno dei film più attesi di questo 2018.

Parlare di sequel in un periodo in cui vanno tanto di moda i fantomatici Universi Condivisi sembra quasi anacronistico ma Deadpool ci ha abituati sin da subito al suo stile differente e originale rispetto ai “canonici” cinecomics.

Deadpool è un personaggio autoironico, volgare e violento e questi tre aspetti sono il perno su cui ruota il secondo capitolo delle avventure del “mercenario chiacchierone” (così come era successo per il primo film) senza dimenticare l’abitudine che quest’ ultimo ha di sfondare la quarta parete mostrandosi per quello che è realmente, un personaggio che sa di essere un personaggio e che quindi non si prende mai troppo sul serio.

Tutti questi aspetti vengono portati all’estremo, ancor più che nel primo capitolo, e il risultato è un sequel che riesce a intrattenere, divertire e a far ridere tanto e in maniera quasi sempre pungente e originale.

 

Ma Deadpool 2 è anche altro dal momento che stavolta ha anche una trama costruita per avere un po’ di spessore e non per fare solo da sottofondo alle gag  del film. Gli intrecci tra i personaggi principali sono ampiamente conditi da battute e riferimenti espliciti ai vari Universi Cinematografici supereroistici ma il motore e la struttura della trama sono più profondi rispetto al film del 2016.

Stavolta Deadpool non è l’unico main character del film dal momento che viene spalleggiato da Cable, interpretato da Josh Brolin (il Thanos di Avengers: Infinity War), e da Domino (Zazie Beetz).

I due personaggi si calano perfettamente nel contesto caciarone del film risultando perfetti sia per determinate battute che per la parta “action” del film.

Sempre presenti gli X-Men Colosso e Testata Mutante Negasonica mentre i membri della nuova X-Force sono a dir poco esilaranti.

DF-49136 – Shioli Kutsuna and Brianna Hildebrand (Negasonic Teenage Warhead) in Twentieth Century Fox’s DEADPOOL 2. Photo Credit: Joe Lederer.

Deadpool 2 soddisfa le aspettative portando all’estremo tutti gli aspetti che ci avevano fatto apprezzare il primo capitolo, senza risultare mai noioso o ripetitivo mettendo sempre quell’elemento di novità che risulta determinante ai fini dello spettacolo.

Ma se avete già visto il film tutte queste cose le sapete già, quindi diamo inizio alla parte spoiler della recensione. Se non avete ancora visto il film scappate a vedere uno dei migliori cinecomics degli ultimi anni!!!

LA MORTE DI VANESSA

La morte di Vanessa all’inizio del film ci ha sicuramente lasciati tutti a bocca aperta dal momento che in un film come Deadpool 2 non ci si aspettava una dipartita così significativa.

D’altro canto le sequenze in cui Wade cerca di raggiungerla tendono a sembrare quasi fuori luogo dal momento che non siamo abituati a vedere il lato romantico del protagonista. Sono palesi clichè che però ad uno sguardo più attento sono perfettamente coerenti con lo stile della saga: Deadpool non fa altro che rivisitare in chiave ironica tutti i luoghi comuni dei film supereroistici e il fatto che venga utilizzato uno schema già visto e rivisto per introdurre la componente romantica del film è perfettamente in linea con questa filosofia.

IL MOTORE DELLA TRAMA

Dopo la perdita di Vanessa, Wade cerca un nuovo scopo e tra mille vicissitudini lo trova in Russel, un ragazzino mutante in difficoltà perseguitato da Cable che, venuto dal futuro, cerca vendetta contro l’assassino della sua famiglia che si rivela essere proprio Russel.

Il rapporto tra Deadpool e il ragazzino è forse uno degli aspetti più controversi del film. Il nostro protagonista ha tutte le ragioni del mondo per avvicinarsi a lui in poco tempo ma le dinamiche che portano questi personaggi a interagire sono raccontate in maniera fin troppo rapida e a tratti caotica.

La presenza di Cable aggiunge quel qualcosa in più a questo aspetto del film dal momento che il cyborg diventa l’ostacolo che il protagonista deve superare per poter salvare Russel.

La storia finisce a tarallucci e vino e nel caso in cui venga realizzato un ulteriore sequel sarà interessante vedere come i tre personaggi interagiranno tra loro.

X-DEADPOOL

Nella prima parte del film Deadpool entra a far parte ufficialmente degli X-Men e in questa occasione assistiamo al ritorno di Colosso e Testata Mutante Negasonica. I due ricompariranno anche nel finale ma la loro partecipazione al film è molto poco rilevante, soprattutto quella della giovane mutante che tra i vecchi personaggi era sicuramente la più attesa.

Poco male perché le scene all’interno della scuola per mutanti sono tra le più esilaranti del film e come ciliegina sulla torta arriva il cameo dei protagonisti della nuova saga degli X-Men anche se è molto difficile considerarlo canonico date le incongruenze palesi legate alla complessa time line della saga dei Mutanti, di cui anche questo film fa parte.

L’apice della risata si raggiunge quando Wade decide di creare la X-Force. Presentata nei trailer come una fazione rilevante all’interno del film, la squadra muore quasi interamente durante un atterraggio con il paracadute. Non c’è scampo ne per il divertentissimo Svanitore, personaggio invisibile la cui esistenza non è certa fino al momento della sua morte in cui vediamo che è interpretato da Brad Pitt, ne per il povero Peter, personaggio che ha avuto il suo momento di gloria durante la campagna promozionale del film grazie alla sua presenza nei trailer.

Si salvano solo Deadpool e Domino e in fondo tanto basta!

LA ROTTURA DELLA QUARTA PARETE E L’IRONIA

Dai ammettiamolo tutti, se abbiamo amato il primo Deadpool è perché ci ha divertiti come mai prima di allora grazie alla rottura della quarta parete che permette al protagonista di interagire direttamente con il pubblico. Altro aspetto che ci aveva colpito è sicuramente quello legato all’ironia quasi parodistica nei confronti del mondo cinefumettistico e così vediamo Deadpool rivolgersi a Cable chiamandolo Thanos o dire di aver smesso di fare a botte con un tizio incappucciato perché le loro madri si chiamano Martha (in riferimento alla controversa scensa di Batman V Superman). Memorabile la scena nella scuola degli X-Men in cui Wade usa la sedia del Professor X e Cerebro o quando fa notare per l’ennesima volta che la scuola è sempre vuota quando lui va a trovare Colosso (salvo poi essere “smentito” dal cameo degli X-Men di cui dicevamo prima).

Non capita spesso di uscire dalla sala con la voglia di rientrare subito a rivedere il film ma stavolta il film con protagonista Ryan Reynolds è riuscito (nuovamente) nell’impresa!