Dall’idea di una mamma australiana, ecco la mascherina per bere il vino

Ai tempi del coronavirus, l’accessorio che non può mai mancare è la mascherina. Alle prime posizioni dei “mai più senza” per uscire di casa, quel rettangolo asettico è ormai diventato glamour. A righe, tinta unita e arcobaleno, in cotone organico o in tessuto hi-tech, con o senza filtro, con perle, pietre, fiori e colori sgargianti. Non si contano i modelli diversi di mascherina che esistono in commercio tra design, arte, moda ed ecologia. Ma le migliori per creatività e originalità restano, senza ombra di dubbio, quelle fatte in casa, come la mascherina ideata dalla protagonista della storia di oggi. Lei è Emily Rumbold, mamma australiana di 36 anni, che scherzosamente ha creato una mascherina per bere il vino. 

@mumdadof7

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♬ Laugh Pause – crispinion

La creazione, ribattezzata come la migliore invenzione di sempre, è molto semplice e facile da realizzare.  La 36enne australiana, infatti, ha semplicemente attaccato le molle elastiche a un pacchetto vuoto di salviettine umidificate. Et voilà!  La mascherina per bere il vino “apri e chiudi” è pronta all’uso. Ad Emily poi è bastato condividere su Facebook un video di lei che beve attraverso la mascherina per farsì che l’invenzione diventasse virale. Ma non è finita qua. La super mamma ha pensato bene di sfruttare anche Tik Tok per condividere la sua creazione e sensibilizzare soprattutto i più giovani sull’importanza dell’uso della mascherina. “Faccio del mio meglio per fermare la diffusione” si legge nella didascalia che accompagna il filmato, ed effettivamente è proprio così.

Fonte: Facebook

La mascherina per bere il vino di Emily non  è l’unica idea originale. Al centro commerciale Westfield Marion a Oaklands Park ad Adelaide, infatti, è stata avvistata una donna con una scatola di cartone KFC sopra la testa per coprirsi naso e bocca. Le immagini della donna, riprese e postate prontamente su i social, sono diventate in un attimo virali con oltre 80.000 visualizzazioni. Sarà finita qui? Ovviamente no. In un altro supermercato, tra le risate di commessi e clienti, un uomo si è presentato a fare la spesa  con un busta della spesa in testa, con tanto di buchi sugli occhi. Su un treno, invece, alcuni pendolari hanno potuto ammirare un’originalissima mascherina creata con un paio di mutandoni sul viso. Insomma, come dicevano i latini “Mater artium necessitas”, la necessità aguzza l’ingegno!



Catiuscia Polzella