Dalla proposta di Ricciardi ai “no” di Speranza: come potrebbe cambiare il Green Pass per i no-vax

Noi siamo più controllati”.

Questa è frase che mi sono sentita ripetere spesso da coloro che, avendo deciso di non vaccinarsi, per lavorare, andare al cinema o al ristorante, sono obbligati (praticamente ogni 2 giorni) a fare un tampone – antigienico o molecolare – per il Covid-19.

Il problema però non sembra essere quello di dover “controllare” le persone. Ma è quello di proteggerle. Il vaccino contro il Covid-19, lo fa. E’ uno strumento che ci ha permesso di tornare a vivere una vita praticamente normale (se per normale si intende quella che facevamo prima che la pandemia sconvolgesse le nostre vite). Ci ha permesso di poter tornare a lavorare, a rivedere i nostri cari, ad uscire di casa senza dover rientrare di corsa, alle 22.00, per rispettare il coprifuoco.

L’idea di Ricciardi

Il professor Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute, in un’intervista al quotidiano Repubblica ha affermato: «Se non ampliamo il numero di vaccinati con la prima dose e se non somministriamo rapidamente la terza avremo una risalita forte, più di quella che vediamo ora. Avverrà presumibilmente tra gennaio e febbraio. Di sicuro però la mortalità sarà più ridotta di quella delle prime grandi ondate proprio grazie ai vaccini, che comunque un po’ proteggeranno».

Insomma, mentre in Austria i non vaccinati sono attualmente in lock-down e mentre Singapore ha deciso che coloro che non si vaccinano e si ammaleranno di Covid-19 saranno obbligati a pagarsi di tasca propria le cure, in Italia si muovono i primi passi per cercare di dare una spinta alle vaccinazioni delle prime dosi di vaccino.

La posizione di Speranza

Domenica sera, in collegamento con Fabio Fazio a  “Che Tempo Che Fa”, il ministro Roberto Speranza ha affermato (anche piuttosto solennemente) di non condividere la scelta fatta da Singapore. A suo avviso, infatti, il diritto alle cure non può essere negato a nessun cittadino, abbia esso scelto di vaccinarsi o meno. Una linea che Speranza ha ribadito più volte. La soluzione, per il ministro, è quella (anche grazie all’aiuto dei medici di medicina generale) di parlare con le persone che hanno dei dubbi e che, proprio a causa delle loro perplessità, hanno deciso di non procedere con la vaccinazione anti Covid-19. Il confronto costruttivo con queste persone, tramite medici e personale sanitario competente, potrebbe infatti portare ad una spinta nella vaccinazione delle prime dosi di vaccino. Ed è a questo che la politica, secondo Speranza, deve mirare.

La Merxel sprona i no-vax e spinge sulle nuove prime dosi

Perfino la cancelliera uscente Angela Merkel, preoccupata per l’aumento dei contagi in Germania ha lanciato un messaggio per sensibilizzare chi ancora non si è fatto la prima dose di vaccino. Il governo tedesco ha deciso di “estromettere” i cittadini non vaccinati da bar, ristoranti, locali ed eventi culturali. Sta inoltre valutando la reintroduzione del lavoro da remoto per tutti coloro che possono svolgerlo, così da ridurre la possibilità di contagio sui luoghi di lavori.

Insomma, la paura di un dicembre nero è molta. In tutta Europa e non solo. Le feste si avvicinano, così come le occasioni di conviviali, per di più in spazi al chiuso. Ma è il momento di spingere sulle nuove prime dosi, sul terzo richiamo e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Non è il momento di abbassare la guardia, di lasciar perdere e di pensare che il virus abbia smesso di circolare.

 

 



Sharon Santarelli