Cna, edilizia sarda ancora in difficoltà

In Sardegna non sembra esserci una schiarita per il comparto delle costruzioni. La fotografia è quella scattata dalla CNA, la Confederazione nazionale degli artigiani e delle piccole e medie imprese, regionale. Ne emerge che alla ripresa, seppur lieve, delle compravendite immobiliari, nell’isola, non corrisponde una risalita per il settore che interessa la costruzione di nuovi edifici, nuove casa.

L’allarme dalla Confederazione nazionale sarda

Il centro studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media imprese sarda rileva dati preoccupanti per il comparto delle costruzioni nell’isola. Nel 2017, infatti, la flessione relativa al numero di interventi effettuati tra nuove abitazioni e ampliamenti è stata davvero importante: -64 per cento, rispetto al 2007 anno che ha rappresentato, all’opposto, il momento d’oro del settore. In numeri assoluti, gli interventi che hanno visto protagoniste le ditte di costruzioni sono stati solamente 4.700.

Non è un caso isolato

In realtà, la performance del comparto sardo non è peggiore di quella fata registrare a livello nazionale. Anzi, i numeri riescono a riflettere una minima tenuta. A livello nazionale, infatti, la media relativa alla flessione degli interventi è pari a -70 per cento. I picchi sono quelli fatti registrare da tre regioni del Centro-Nord: Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Male anche in altre cinque regioni più piccole: Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche e Molise.

Essere competitivi con l’innovazione

E’ fondamentale che gli sforzi delle imprese edili sarde, come quelle di tutta l’Italia, siano sempre più diretti verso l’innovazione. Strumenti intelligenti e metodologie di produzione digitalizzate, infatti, consentono di abbattere i costi e migliorare le performance produttive, con riflessi importanti sulla possibile ripresa della domanda. Ma l’innovazione passa anche per nuove metodologie di acquisto delle migliori attrezzature, come quello proposte on line dal portale Giffi Market, che consente di acquistare cingoli in gomma per miniescavatore e altri strumentazioni a prezzi competitivi, con la garanzia della massima qualità.

Un segnale positivo

E’ caratterizzato dal segno più, invece, il dato relativo alle abitazioni ultimate in Sardegna nel 2017. Se a livello nazionale, su questo versante, si registra una preoccupante stagnazione, in Sardegna il dato cresce e tocca il +7 per cento. Riprende la salita anche il mercato delle compravendite immobiliari, che nell’isola ha ricominciato a vedere la luce solo a partire dal 2015. Un anno dopo il resto del Paese.

I dati

La crisi del comparto dell’edilizia ha causato, inevitabilmente, una frenata nella domanda di abitazioni. Per l’immobiliare è stato davvero complesso invertire la rotta e tornare a crescere, ma alla fine è stato così e dal 2014 – dal 2015 per i sardi – il numero di compravendite è tornato a essere preceduto dal segno positivo. Nel 2015, ad esempio, il numero di compravendite nell’isola è cresciuto del 9 per cento, un anno dopo del 18 per cento e la ripresa 2017 arriva a sfiorare il 6 per cento.

Uno spaccato sul mercato sardo delle abitazioni

La CNA si sofferma, poi, a tracciare un interessante spaccato sulla situazione dell’attuale mercato abitativo sardo. In particolare, evidenzia come, pur con la ripresa delle compravendite, i numeri assoluti (pari a circa 12.500 abitazioni scambiate nel 2017) siano ancora lontani rispetto a quelli del 2007. Il gap è del 35 per cento. In questo caso, il mercato sardo fa peggio di quello nazionale, dove il dato percentuale si riduce al 30 per cento.



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