Chirurgia plastica e pandemia, alla ricerca di un ideale di naturalezza

La pandemia ha modificato il nostro modo di vivere in tutto e per tutto. Nuove abitudini e diversi ritmi scandiscono le nostre vite ormai da quasi un anno. Nel 2020, nonostante tutto, il ricorso al chirurgo estetico ha “tenuto”. Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta dall’ISAPS, la società internazionale di chirurgia plastica estetica. Seno, occhi, grasso, naso e girovita sono stati i protagonisti del maggior numero di interventi dello scorso anno. Come afferma Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano:

Alle mastoplastiche additive, che sono rimaste l’intervento più richiesto insieme con le blefaroplastiche, una conferma è arrivata dalle liposuzioni, dalle rinoplastiche e dalle addominoplastiche

Il fine degli interventi

L’aspetto comune a tutti questi interventi che riguardano parti del corpo decisamente diverse tra loro è il voler perseguire la naturalezza. Chi si è rivolto al chirurgo plastico ha avuto come esigenza primaria quella di ottenere un risultato che apparisse il più naturale possibile. Uno dei segreti della chirurgia plastica ben fatta è appunto il riuscire a passare inosservata. I migliori risultati sono quelli che non ci fanno capire che dietro a quel seno o a quel naso c’è l’esperta mano di un chirurgo. I pazienti, spiega la Dott.ssa Gilardino, oggi più che mai, optano per risultati migliorativi, nel rispetto degli equilibri e delle forme del proprio corpo.

Per ottenere risultati naturali, un intervento di chirurgia estetica deve avere come punto di partenza lo studio del corpo del paziente. Solo in questo modo è possibile intervenire donando al cliente un miglioramento in armonia con il proprio essere. Questo aspetto è di fondamentale importanza per ogni tipo di intervento, sia che si tratti di una mastoplastica additiva (ovvero l’operazione per aumentare il seno) sia di una rinoplastica (procedura chirurgica con il fine di modificare la forma del naso).

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Insomma, la ricerca di armonia è il fine ultimo da perseguire anche nella chirurgia. Il fatto che durante il 2020 il numero di persone che hanno ricorso al bisturi per sentirsi meglio con se stesse non sia calato, è un importante dato da tenere in considerazione. La pandemia ci ha privato di ogni tipo di equilibrio, ricercare l’armonia nell’aspetto fisico è quindi chiaro manifesto di un bisogno intrinseco dell’uomo di perseguire il bello in ogni sua forma e in ogni momento. Se poi la chirurgia estetica è in grado di donare serenità in un frangente storico come questo, allora ben vengano il bisturi e tutto ciò che può aiutarci a stare bene.



Eleonora Corso