Carla Fracci: gli ottant’anni della signora della danza

” […] A te bastano i piedi sulla bilancia per misurare i pochi milligrammi che i già defunti turni stagionali non seppero sottrarti. Poi potrai rimettere le ali non più nubecola celeste ma terrestre e non è detto che il cielo se ne accorga. Basta che uno stupisca che il tuo fiore si rincarna si meraviglia. Non è di tutti i giorni in questi nivei défilés di morte”. 

Così Eugenio Montale descrisse colei che è passata alla storia della danza come una delle ballerine classiche più espressive del mondo.
Nei versi de “La danzatrice stanca”, si legge di una creatura leggera, eterea, quasi angelica, che sulle punte dei piedi compie movimenti da farfalla. E’ questa la Carla Fracci che Montale vedeva nel 1969 e a guardarla oggi, all’alba dei suoi ottant’anni, non sembra che la sua essenza sia cambiata.

Nonostante non abbia ancora coronato il sogno di mettere in piedi una compagnia tutta sua, i successi della Fracci non sono di poco conto. Figlia di un tranviere e di una maestra, Carla Fracci nasce a Milano nel 1936. All’età di dieci anni entra a far parte della scuola di danza del Teatro La Scala, diplomandosi nel 1954. Da quel momento in poi, tutti i sacrifici e il lavoro alla sbarra, inizieranno a ricompensarla: dopo soli quattro anni diventa prima ballerina e nel 1967 sbarca sul panorama americano presso la compagnia di danza dell’ American Ballet Theatre.

E’ la leggerezza e la raffinata semplicità con cui si muove sul palco, che le fanno eseguire straordinarie interpretazioni di ruoli di repertorio romantico come Giulietta, La Sylphide e Francesca da Rimini; tra i partner che l’hanno accompagnata nella sua brillante carriera si contano grandi nomi della danza, tra cui: Baryshnikov, Godunov, Brhun, Iancu e Bolle. 

Ma è il fruscio del tutù lungo fino al ginocchio e il profumo della coroncina di fiori poggiata sulla testa con i capelli raccolti in un elegante chignon che fanno passare alla storia l’interpretazione di Giselle, caratterizzata da una  tale intensità da diventare un film nel 1969.

http://https://www.youtube.com/watch?v=wpaVHY0d9I0

Un’artista a 360 gradi che ha saputo raccogliere il guanto di sfida che l’evolversi di una società sempre meno interessata al teatro le ha lanciato. Lei lo ha raccolto magistralmente, rinnovando il balletto, facendolo conoscere nel mondo, lasciando la sua impronta personale. Ed è quindi così che facciamo gli auguri di buon compleanno alla stella più splendente di tutte.



Nausicaa Borsetti