Capsula Mundi: morire non farà più paura

Simone Dei Pieri

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Sarà capitato a tutti di chiedersi, almeno una volta, cosa ci sia dopo la morte. E per quanto l’argomento non sia dei più divertenti da affrontare (specie a cena con amici) c’è qualcuno che si è posto il problema e pur non risolvendolo ha trovato una fantasiosa alternativa.

Parliamo dei creatori di Capsula Mundi, un’idea innovativa che promette di sostituire le abituali lapidi e bare, anche un po’ ingombranti, con un albero capace di crescere nutrendosi delle ceneri del defunto.

Ma l’idea del progetto va oltre il semplice concetto di risparmio in termini di spazio.

Capsula Mundi è -a dire di chi l’ha inventata- una proposta culturale, un progetto ampio, che propone un diverso approccio al tema della morte. È un contenitore dalla forma arcaica e perfetta, quella dell’uovo, realizzato con un materiale biodegradabile, nel quale viene posto il corpo del defunto in posizione fetale o le ceneri. La Capsula è messa a dimora come un seme nella terra. Sopra di essa viene piantato un albero, scelto in vita dal defunto, che verrà curato da familiari e amici, come un’eredità per i posteri e per il futuro del pianeta.
Un’idea bio, dunque, capace anche di rinverdire nuovi spazi e di far vivere e respirare chi non è più tra noi, non solo metaforicamente.

Anche i cimiteri assumeranno un nuovo aspetto: non vi saranno più grigie lapidi di pietra ma alberi vivi, tutti diversi, a formare una sorta di “bosco sacro”.