“Boschi Vivi”: rinascere in un albero

In SOCIALE by Riccardo RossiLeave a Comment

Mancano poco più di due settimane al termine della raccolta fondi organizzata da “Boschi Vivi “su Derev per finanziare l’approdo, anche in Italia, di un bosco in cui le ceneri dei defunti possano essere sepolte.

“Sceglieresti un bosco o un cimitero?” è la domanda con cui gli ideatori Anselma Lovens, Giacomo Marchiori, Camilla Novelli e Riccardo Prosperi sfidano i possibili finanziatori. Parte dell’attrattiva di “Boschi Vivi”, infatti, è rappresentata senza dubbio dalla possibilità di visitare i propri cari nella serenità del verde, per molti preferibile al grigiore granitico dei cimiteri tradizionali.

In un mondo in cui le preoccupazioni ecologiche si fanno sempre più pressanti e sempre più ignorate dagli attori istituzionali, poi, unire i servizi funebri a quelli forestali rappresenta una chance per sentirsi parte della collettività che aiuta a mantenere viva la nostra vegetazione: l’attività, infatti, “si configura come attività no-profit in cui i proventi dell’attività cimiteriale sostengono la parte forestale, coprendone i costi di gestione e permettendo di investire in progetti di salvaguardia di aree boschive, anche in aree dove l’attività non opera con gli interramenti”.

Fonte: Boschi Vivi su Derev.

Esempi di “commemorazione ecologica” esistono già nel resto del mondo, dalla californiana “Better Place Forests” alla canadese “Treeternity”. Certi gruppi inoltre saranno particolarmente attratti da una possibilità come questa: la comunità neopagana, ad esempio, che spesso accompagna al desiderio di sentirsi a contatto più stretto con il pianeta un’insoddisfazione per luoghi di sepoltura caratterizzati da un’iconografia cristiana o cattolica; per non parlare degli eredi dei movimenti New Age del secolo scorso in senso ampio.

“Boschi Vivi” offre alberi di comunità, per coppie (“alberi partner”) e singoli, e i loro servizi sono a disposizione anche degli animali.

Se finanziato appieno, il progetto permetterà di avviare il primo bosco vivo a Martina d’Olba e di creare un precedente da replicare anche nelle altre regioni italiane.

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Riccardo Rossi

Antropologo medico e articolista nel campo dei servizi alla persona, dell'animazione sociale e dell'assistenza anziani. Autore di racconti e giochi di ruolo. Amante delle storie.

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