Con il Bibliomotocarro in Basilicata i libri mettono le ruote

Tra l’incommensurabile bellezza e la singolare vastità dei territori della Basilicata si aggira indisturbata una simpatica Ape azzurra con alla guida un ex maestro elementare in pensione. Il suo nome è Antonio La Cava che, a cavallo tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio, ha deciso di dar vita ad un progetto molto ambizioso, riadattando uno dei mezzi di trasporto più in voga degli anni 50 per creare una biblioteca ambulante.

Spinto dalla voglia di lanciare un monito sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte soprattutto delle nuove generazioni, attratte sempre più nuovi mezzi di comunicazione di massa, Antonio in compagnia del suo Bibliomotocarro, che può trasportare fino a 700 libri, ogni giorno si mette in viaggio per raggiungere i diversi comuni della Basilicata e delle zone limitrofe, trasportando e distribuendo libri gratis ai più piccoli.

Così un po’ sulla scia del famoso detto “Se Maometto non va dalla montagna, allora sarà la montagna a raggiungere Maometto”, Antonio, annunciato a suon di musica, arriva a percorre fino a 500 km per ogni viaggio, raggiungendo piazze, ville comunali e campi da calcio, luoghi assediati da centinaia di bambini pronti ad accoglierlo con entusiasmo.

L’iniziativa è figlia soprattutto della sua esperienza tra i banchi di scuola, accompagnata dal sentirsi un po’ “maestro di strada” nonché dalla convinzione che le pareti degli istituti didattici a volte si rivelano troppo anguste e strette, tanto da portarlo a cercare ciò che apparentemente in quei luoghi si respirava, ma che praticamente mancava.

L’idea in sé però ha radici lontane e vanno ricercate nell’infanzia di Antonio e a quando, figlio di contadini e abitando in una umile casa piccola ed accogliente, sua mamma era solita spegnere l’unica fonte di luce che alimentava l’abitazione e lui, amante della lettura, nutriva questa sua passione attraverso una candela fioca e tenue che, a distanza di anni, si è rivelata più preziosa del previsto. All’epoca non esistevano librerie o biblioteche comunali nel suo paesino d’origine, Ferrandina in provincia di Matera, così come in tanti altri comuni della regione, ed Antonio come altri ragazzi della sua età, erano soliti aspettare l’arrivo del bibliobus, un vecchio camion messo a disposizione dall’allora Provveditorato agli Studi di Matera, per poter prendere in prestito dei libri di testo.

Tra le iniziative più importanti emergono “I libri hanno messo le ruote” che ha portato l’instancabile maestro a svolgere un servizio di prestito gratuito attraverso i comuni della Basilicata, arrivando a consegnare all’incirca 450 volumi a settimana. Segue il progetto “I libri al citofono” che, attraverso l’installazione nelle scuole di alcune cassette della posta azzurre, offriva la possibilità a chiunque di imbucare delle lettere contenenti esplicite richieste circa dei libri di testo che si aveva desiderio di leggere, indicando anche giorno ed ora in cui lo si preferiva ricevere comodamente a casa. Chiudono il cerchio gli amatissimi “Libri bianchi”, concedendo la possibilità ai bambini di raccontare e di raccontarsi, dando libero sfogo a fantasia e creatività.

E’ soprattutto però grazie ad ingredienti come l’umiltà del mezzo, la semplicità della proposta e la naturalezza del metodo che hanno permesso ad Antonio e al suo bibliomotocarro di fare la differenza. Elementi che al giorno d’oggi sembrano quasi passati di moda, ma non di certo dimenticati.

Per saperne di più visitate il sito: www.ilbibliomotocarro.com



Erminia Lorito