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Bergamo e Brescia città illuminata: l’Italia riparte dalla cultura

L’Italia riparte dalla cultura, questa è la parola d’ordine che è riecheggiata per le sale della Galleria della Scala, a Milano. Il 2 marzo si è tenuta la presentazione del dossier La città illuminata.

“La città illuminata” è un evento che si terrà a gennaio 2023, all’interno del progetto Bergamo-Brescia capitale della cultura 2023.

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L’evento

A presentare il dossier sono intervenuti: il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il ministro Dario Franceschini, il sindaco di Milano Sala, di Bergamo Gori e di Brescia Del Bono. Il progetto è sponsorizzato da Intesa San Paolo, per cui non poteva mancare un intervento del presidente emerito Bazoli, del presidente della fondazione Cariplo Fosti, e infine di Enrico Pazzali, essendo il presidente del comitato Bergamo-Brescia capitale della cultura 2023.

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da Bresciaoggi

La città illuminata

Il dossier, realizzato grazie al sostegno di Intesa San Paolo e del centro di ricerca ASK dell’Università Bocconi, presenta quattro aree tematiche entro le quali si articoleranno i vari eventi e progetti: La cultura come cura, La città natura, La città dei tesori nascosti e La città che inventa. Anche solo leggendo questi titoli si è in grado di comprendere a fondo che tipo di concetti sono stati enunciati alla Galleria della Scala. Diverse parole sono state spese per commentare la difficile situazione che stiamo attraversando: la pandemia, la divisione, il cambiamento climatico da una parte, la svalutazione della cultura e la passività intellettuale dall’altra. Come ha fatto presente Fosti:

Come si può in questi momenti non investire sulla cultura. Con la cultura si investe sulla ripartenza, la cultura è identità e rafforzamento di una comunità. Tanto più importante quanto più difficili sono le sfide che la comunità su trova di fronte. […] La lotta per la disuguaglianza passa per l’accesso alla cultura. Ricercare in modo deliberato i pubblici più lontani, per cui è più importante l’opportunità della cultura.

Una città illuminata dai valori dell’Umanesimo, ma non solo per le materie umanistiche: la concezione della cultura qui presentata volge estrema attenzione alla componente tecnico-scientifica.

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Foto di Matteo Deiana per Bergamonews

Un progetto verde

Stefano Baia Curioni, professore associato del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università Bocconi, ha auspicato uno sviluppo della zona Bergamo-Brescia all’insegna della sostenibilità.

Immaginare Bergamo e Brescia come i poli di un’area metropolitana, ma inclusiva della campagna.

Bassa densità e alta vitalità: l’idea della città natura raccoglie centinaia di progettualità sul territorio, molte relative al verde, alla sostenibilità, alla lotta al cambiamento climatico. Nel suo intervento, il presidente Attilio Fontana ha menzionato la costruzione di una pista ciclabile di collegamento fra Brescia e Bergamo. La città illuminata passa anche, e necessariamente, per il rispetto per l’ambiente.

Dario Franceschini alla presentazione del dossier relativo a Bergamo-Brescia, Capitale italiana della cultura 2023 alle Gallerie d’Italia, 2 Marzo 2022. ANSA/MATTEO CORNER

Un solo territorio

Come si deduce già dall’uso al singolare di “città” e di “capitale”, durante la presentazione si è voluto porre l’accento sulle somiglianze storiche e valoriali di Brescia e Bergamo, qui chiamate affettuosamente “la Leonessa” e “la città dei Mille”. Come sottolineato dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori:

Bergamo e Brescia hanno tante comunanze storiche e territoriali. Si sono mosse in modo parallelo, e adesso hanno un traguardo comune: l’idea di grande città metropolitana su base manifatturiera, caratterizzata non da agglomerazione ma dalla densità delle relazioni fra queste due città. Il 70% dei progetti pervenutici è a carattere comune bresciano-bergamasco.

Brescia e Bergamo sono dunque concepite come un solo territorio, una sola città, un solo popolo, nella speranza che questo possa essere d’esempio durante questi tempi di continue polarizzazioni, alla ricerca costante di un nemico.

Non solo Brescia e Bergamo

La città illuminata vuole essere faro, infatti, per la comunità tutta. La cultura che può salvarci, che unisce le anime delle persone, che valorizza le differenze senza farne motivo di discordia. Il sindaco di Brescia Del Bono ha così ricordato la risposta della sua città alla pandemia:

Questa cultura è immateriale, non si tratta solo di patrimonio monumentale, ma c’entra con i valori che determinano la coesione di un popolo – non solo indigeno, ma di un territorio di straordinaria immigrazione. Popoli plurali che però hanno avuto una reazione corale identica.

E tale reazione corale è stata l’aiuto al prossimo e la creazione di un sentimento di coesione. Riparta l’Italia dalla cultura, quindi, nella speranza che una città illuminata possa illuminare questi momenti bui.



Giulia Taccori