Fonte: www.ideawebtv.it

Benvenuti al “Cecil Hotel”, l’albergo della morte

Nel cuore di Los Angeles, a pochi passi da “Skid row”, esiste un luogo che evoca curiosità e interesse in tutti gli appassionati di mistero e fatti bizzarri. Un luogo inquietante, che fa venire la pelle d’oca ai più impressionabili. Il suo nome è il “Cecil Hotel” ed è considerato l’albergo della morte. 

L’HOTEL DEGLI ORRORI

Ribattezzato nel 2013 come “Stay on Main”, il “Cecil Hotel” è un albergo di circa 600 stanze. Sorto nel 1927 come albergo low cost in grado di offrire camere e servizi per uomini d’affari venuti in città, è stato poi rimodernato in modo che potesse fungere anche da residence. Tuttavia, l’hotel non è divenuto celebre per i suoi servizi, ma per gli orrori che ha accolto nelle sue stanze. Delitti, omicidi, suicidi e misteri si sono susseguiti dagli anni ’50 in poi nelle sue stanze. Orrori che ne hanno caratterizato l’esistenza e arricchito la sua storia.

Fonte: www.brividihorror.it

L’ESCALATION DELL’ORRORE

Il primo tragico avvenimento che ha avuto luogo al “Cecil Hotel” riguarda il suicido di Helen Gurnee. In una Los Angeles anni ’50, Helen Gurnee decise di buttarsi dalla finestra della sua stanza al settimo piano. La donna si schiantò sopra l’insegna dell’hotel, riducendosi in poltiglia. Dopo circa 10 anni, l’11 febbraio 1962, Julia Moore, 27 anni, si lanciò nel vuoto andando a frantumare un lucernaio interno del secondo piano. Morì sul colpo senza lasciare biglietti o lettere di addio, motivo per il quale sono in molti a credere che non si trattasse di suicidio. Nell’ottobre dello stesso anno a morire fu Pauline Otton. Dopo una furiosa lite con il marito, la donna si gettò dal nono piano, atterrando e uccidendo un ignaro passante. A distanza di due anni, a perdere la vita fu ancora una donna, Goldie Osgood. Violentata, strangolata, accoltellata e derubata, la signora Osgood fu trovata morta nel suo letto. Poche ore dopo il ritrovamento del cadavere, venne arrestato a Pershing Square un uomo con i vestiti grondanti sangue ma a causa della mancanza di prove venne rilasciato.

Fonte: www.insider.com

ANNI ’80-’90: L’ORRORE NON SI FERMA

Come se non bastasse, il “Cecil Hotel” divenne anche il teatro di efferati omicidi. Nel biennio ’84-’85, all’ultimo piano Ricardo Ramirez torturò, mutilò e ammazzo 14 vittime seguendo un rituale satanico en preciso. Il killer, passato alla storia come “The Night Stalker” venne arrestato nell’agosto del 1985 e condannato alla pena capitale. Morì in carcere in attesa dell’esecuzione nel 2006. Ramirez non fu l’unico killer ad essere ospite del “Cecil Hotel”. Nel 1991, nel corso della sua permanenza, Johan Unterweger violentò e uccise tre giovani prostitute, strangolandole con il loro stesso reggiseno. Esattamente come per tutte le sue 11 giovani vittime uccise in quegli anni, tra gli USA e l’Austria. Viene arrestato nel 1992 e nel 1994 si suicida strangolandosi con un elastico, proprio poco prima della sentenza d’appello.

Fonte: www.actitudfem.com

IL MISTERIOSO CASO DI ELISA LAM

Ma fu l’ultimo orrore di cui si è macchiato il “Cecil Hotel” a destare maggiore scalpore. Complice internet e la bizzaria del caso stesso, quello di Elisa Lam fece lettaralmente il giro del mondo. Il 19 febbraio 2013, venne ritrovato in una delle cisterne d’acqua psote sopra il tetto dell’hotel, il corpo di una giovane donna, morta almeno da 19 giorni. Il corpo viene identificato come quello di Elisa Lam, universitaria 22enne, di cui era già stata denunciata la scomparsa. Il caso venne subito archiviato dagli inquirenti come “incidente”, ma molti aspetti restano ancora controversi e inespiegabili, motivo per il quale ancora oggi criminologi, curiosi e internauti profani di tutto il mondo studiano e analizzano il caso.

Fonte: www.malkecrimenotes.wordpress.com

ELISA LAM: GLI ASPETTI CONTROVERSI DELLA SUA MORTE

Ad alimentare i sospetti, il video di una telecamera di servizio di un ascensore che ritrae Elisa nei suoi ultimi istanti di vita. Dalle immagini sembrerebbe che la ragazza lotti con qualcosa di invisibile. Un comportamento riconducibile al disturbo bipolare di cui soffriva. Tuttavia, come rivelato dall’autopsia, i livelli di quantità del farmaco erano ampiamente sotto la soglia di tossicità. Quello che resta inspiegabile è il dettaglio della cisterna. Il serbatoio, infatti, era chiuso dall’esterno, e in alcun modo poteva essere chiuso dall’interno. Per cui l’ipotesi del suicidio e dell’incidente stridono con la realtà. A ciò si aggiunge la questione della porta di servizio per accedere al tetto, riservata agli addetti ai lavori e per questo allarmata. Ma come avrebbe fatto Elisa ad andare sul tetto senza far scattare l’allarme che segnala l’apertura della porta? L’unica risposta possibile è che qualcuno del personale, che possiede la chiave, l’abbia accompagnata. Insomma, cosa sia successo a Elisa Lam resta ancora un mistero, una vicenda che ricorda molto la trama del  “Black Water” uscito nel 2005.

Fonte: You tube

“CECIL HOTEL”: UN NUOVO NOME MA STESSO DESTINO

Dopo il caso di Elisa Lam, i propritari del “Cecil Hotel” decisero di cambianare nome, nella speranza di scrollarsi di dosso la brutta fama che si trascinava dietro da decenni. Tuttavia, l’intento fu vano e nel 2014 l’hotel tornò a far parlare di sè. Questa volta, però, non un caso di cronaca nera. Nessun omicidio, suicidio o evento violento. A sconvolgere la foto di un passante di quello che sembra essere un fantasma che si affaccia da una delle finestre dell’ex Cecil Hotel per guardare fuori. I giornali hanno dato grande importanza ed eco alla notizia che, anche questa volta, ha fatto il giro del mondo in poche ore. Inserito nella classifica degli “Hotel Horrors & Main Street Vices Tour”, a distanza di anni questo hotel continua a far parlare di sé. Complice anche il mondo dell’horror di Hollywood, che ha raccontato la storia di Elisa Lam nel film del 2015 “The Bringing”. Inoltre, una delle stagioni della serie “American Horror Story” fa riferimento e si ispira alle vicende avvenute nel “Cecil Hotel”.



redazione