Battuage

Battuage al Piccolo Bellini di Napoli, un intenso e crudo spettacolo di verità

Battuage, per tutta la rappresentazione, riempie di tante domande particolarmente ingombranti, per poi lasciare addosso un incolmabile senso di vuoto. Battuage è intenso, crudo, estremo, caparbio, insolente, sporco, irriverente, blasfemo, irrispettoso, ma drammaticamente VERO. Potrebbe tranquillamente concludersi qui ogni considerazione sulla drammaturgia che ha riempito la sala del Piccolo Bellini di Napoli e, invece, no.

Vuccirìa Teatro ha donato al pubblico una drammaturgia così pregna che esclude sopra ogni cosa l’indifferenza. Sarebbe impensabile lasciare la poltroncina e restare indifferenti. Non solo perché vengono tirate in ballo le sfaccettature più “dirty” del sesso, ma perché qui, c’è un attacco bello e buono al perbenismo, all’arcata suprema della società che, da sempre, impone un modello da rispettare, a cui ambire, su cui uniformarci.

Battuage ci viene raccontato da Salvatore (Joele Anastasi), un giovane che lascia un’insoddisfacente casa per sfondare nel mondo dello spettacolo, ma che si ritrovare ad essere sfondato nei meandri più biechi della prostituzione. Un ego che non trova appagamento sugli schermi a colori, ma ripiega e trae linfa oscura nel desiderio che i clienti provano per lui. Accanto convivono altre figure, altre storie, che con patetici siparietti e drammi di vite sfiorite, raccontano una quotidianità fatta di abusi e di insoddisfazioni personali e relazionali.

BATTUAGE

In qualche modo le vite o forse solo le storie di questi personaggi si intrecciano. Hanno un qualcosa che le accomuna. Un senso di estremo disagio che però, non ha forma, non ha un colore e sotto certi aspetti è proprio ciò che spaventa, perché non è chiaro dove possa esserci una soluzione. Il dramma nasce dall’interno, si genera nella profondità dell’anima, dove la luce e la ragione non possono arrivare. Nessuno può tendere una mano d’aiuto. Si è soli nel dramma, una lotta tra Ragione e Bestialità. Si scontrano a duello la natura intima e personale e quella che deve apparire in pubblico. Lottano tra loro la voglia di accettazione dei propri istinti, della propria natura, dei desideri, contro la facciata quotidiana che bisogna interpretare nella società.

Forse è per questo che Battuage non ha un luogo definito, le scene di Giulio Villaggio sono quasi nulle, ma essenziali. Non c’è colore, non c’è elemento chiaro. Oscurità, come quella di un vicolo di battone, di una camera che serve da rifugio o forse si tratta del riflesso di uno specchio, quello di un cesso pubblico, dove si intravede un’inquietante aspetto dell’anima. E’ proprio davanti ad uno specchio che Battuage impone di specchiarci. Ammettiamolo, Salvatore e i suoi compagni non hanno inscenato uno spaccato problematico della vita urbana, hanno raccontato i processi interiori di un’anima che ciascun di noi, vuole nascondere al mondo.

BATTUAGE

Diventiamo in un solo momento spettatori e protagonisti di Battuage. Quegli otto personaggi parlano di noi, del genere umano. La rabbia di alcuni monologhi si fa spazio prepotente e l’intensità di Ivan Castiglione e di Enrico Sortino lo dimostra bene. Le loro voci riecheggiano e si genera un pathos che sfiora nel melodramma, ma che nasconde una verità taciuta, alle spalle del politicamente corretto. Le donne interpretate da Federica Carruba Toscano stridono come un’unghia su di una lavagna, ma qui si aprirebbe un altro enorme approfondimento. Giovani che hanno sbattuto il muso su un testo potente e a spuntarla è difficile da dire.

C’è una goccia a scandire il tempo. Un tonfo, uno dopo l’altro, crepa umida o lacrima? Una fantasia, questa, solo mia.

Info Spettacolo
Piccolo Bellini, dal 26 novembre all’8 dicembre
Orari: feriali ore 21:15, giovedì ore 19:00, domenica ore 18:30
Prezzi: 18€ intero – 15€ ridotto – 10€ under29



Benito Dell'Aquila