Banksy a Parigi, lo street art inglese dona altre sette opere alla Francia

Benito Dell'Aquila

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Banksy, l’anonimo ma famoso street artist inglese, è tornato a Parigi ed ha lasciato nella capitale francese sette opere che i critici d’arte interpretano come una denuncia nei confronti delle politiche attuate dal governo contro i flussi migratori. I sette nuovi graffiti, comparsi nella zona di Porte de la Chapelle, avenue de Flandre e nella zona del quinto arrondissement, non sono firmati, ma Nicolas Laugero Lassere, direttore del sito d’arte Artistik Rezo, è certo che la mano che ha realizzato queste opere sia proprio quella di Banksy, affermando: “Come sempre i suoi interventi arrivano in un momento politico chiave, esortando i cittadini e il governo a cambiare il paradigma sulla questione migratoria “.

La prima opera è stata rinvenuta mercoledì 20 giugno. Lo stencil raffigura un bambino in piedi su una cassa che tenta di coprire con una carta da parati il simbolo della svastica. Il giorno della realizzazione e del ritrovamento non sono un caso, in quanto il 20 giugno cadeva la Giornata Mondiale del Rifugiato e allo stesso modo, il luogo del ritrovamento Porte de la Chapelle nel XVIII arrondissement si configura come una scelta mirata, poco lontano da un campo di migranti recentemente smantellato. Un’opera simile era stata realizzata da Banksy nel 2015 all’ingresso della giungla di Calais, dove 4500 migranti vivevano in condizioni di assoluta precarietà.

Un’altra delle sette opere comparse a Parigi negli ultimi giorni, è stata ritrovata su una delle porte d’emergenza del Bataclan, la sala concerti che il 13 novembre 2015 è diventata tristemente famosa per l’attentato jihadista in cui persero la vita 90 persone. Lo stencil raffigura un’immagine stilizzata di una persona in stato di raccoglimento.

Nei pressi della Sorbona nel V arrondissement di Parigi è comparso lo stencil di un uomo ben vestito che tende con una mano un osso ad un cane affamato. L’opera è pregna di significato in quando l’elegante uomo nasconde dietro la schiena una sega e al cane manca una zampa, recisa proprio da una sega. Una metafora della società odierna, dove coloro che attendono di essere “saziati” non si rendono conto che ciò che viene elargito con sufficienza è in realtà stato strappato a loro stessi.