Baci, inchini e strette di mano: guida pratica ai saluti del mondo

Catiuscia Polzella

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La maggior parte di noi ama viaggiare. L’entusiasmo nel fare le valige, l’attesa della partenza, l’emozione dell’arrivo, la malinconia del ritorno: tutti sentimenti che ci accomunano e che stimolano sempre più la nostra voglia di conoscere il mondo. E i suoi abitanti. Perchè si sa, il viaggio permettere di conoscere nuove persone, di fare nuovi incontri e di tornare alla vita di tutti i giorni con un’esperienza in più. Tuttavia, viaggiare e incontrare persone con abitudini e usi diversi dai nostri può far nascere situazioni di un certo imbarazzo, soprattutto al momento dei saluti. Facciamo qualche esempio: sia italiani che portoghesi sono abituati a dare due baci sulle guance, ma sapreste dire da che guancia cominciare? Oppure: sapreste a chi dare la mano e a chi no in India? E in quali posti potete aspettarvi un saluto naso a naso?

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Per evitare situazioni spiacevoli, brutte figure e momenti imbarazzanti, ecco la guida di Social Up per sapere come salutare le persone in tutte le parti del mondo e non trovarsi impreparati di fronte agli usi e costumi locali che, nonostante la globalizzazione, resistono ad ogni forma di omologazione.

Inchini

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In Asia in bacio ed il contatto fisico non è ben visto; per questo per salutarsi gli asiatici prediligono l’inchino. In Thailandia, Cambogia e Indonesia è usanza comune fare l’inchino, con i palmi delle mani uniti uno all’altro, in posizione simile a quella della preghiera. Lo stesso vale per l’India, dove  per salutare una persona più anziana, tradizionalmente bisogna inchinarsi fino a toccarle i piedi. Rispetto agli altri Paesi asiatici, però, a New Delhi nessuno vi guardare male se tendete la mano per un saluto, ma quello che otterrete sarà una molle stretta di mano. Tuttavia, questo gesto vale solo per le persone dello stesso sesso, altrimenti è severamente vietato. Anche in Cina, per salutare i superiore, ci si inchina fino a terra, addirittura in inginocchiandosi e toccando il suolo con la fronte. E’ un tipo di saluto che si utilizza per le situazioni formali e rappresenta stima e rispetto.

Baci sulle guance

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Ecco la forma di saluto che conosciamo meglio, anche se, forse, non è proprio così. Infatti, salutarsi con bacini sulle guance è una forma di saluto tipica dell’America Latina, dell’Europa e del Medio Oriente. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non vi deve essere nessun contatto diretto tra labbra e guancia. Questo vale soprattutto nei paesi arabi, dove non è strano vedere uomini che si scambiano baci anche se si sono appena presentati. Ma qual’è il numero esatto di baci che bisogno scambiarsi per evitare brutte figure? In realtà, il numero varia a seconda dello Stato, ma anche a seconda della regione. In Francia, ad esempio, è molto difficile stabilire quanti baci dare a chi si incontra. Si va da un bacio a Brest, in Bretagna, ai due che si danno a Tolosa e nella maggior parte del paese, per proseguire con quelli che ne danno ben tre dalle parti di Montpellier, quattro a Nantes e addirittura cinque in Corsica. In Italia, invece, siamo soliti a salutare con due baci, da destra a sinistra, così come i portoghesi, ma attenzione al lato di partenza: è da sinistra a destra e non il contrario!

Strette di mano

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Stringersi la mano per salutarsi è un gesto estremamente comune in tutto il mondo, soprattutto quando ci si saluta tra sconosciuti per la prima volta. Tuttavia, in alcuni Paesi ha una valenza maggiore. In Russia, ad esempio, è un vero e proprio test di resistenza, ovviamente al dolore, che può a volte causare la rottura di qualche ossa. Se vi trovate a Mosca, inoltre, ricordate che è un tabù salutare sulla soglia di casa. Bisogna, infatti, essere entrambi dallo stesso lato della porta. Negli Stati Uniti, la stretta di mano si è evoluta nel moderno e giovanile bro fist, il pugno contro pugno. Tipico delle gang di motociclisti degli anni ’40, questo modo di salutarsi è diventato ormai un gesto universale, esportato nel resto del pianeta.

Naso-naso

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Strofinarsi il naso l’uno con gli altri per molti è un gesto dolce e tenero tra innamorati. Invece, è una forma di saluto molto diffuso in alcune parti del mondo. In Nuova Zelanda, ad esempio, i Maori sono soliti salutarsi con un hongi. Si tratta di un saluto che prevede tre fasi: stringersi la mano, guardarsi negli occhi ed, infine, avvicinarsi all’altra persona fino a che fronte e naso si tocchino delicatamente. A quel punto si resta qualche secondo in contatto, con gli occhi chiusi, poi si riaprono e ci si separa. Anche alcune popolazioni della penisola araba, utilizzano tale gesto per salutarsi, in particolare i beduini del deserto.

Forme di saluto particolare

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Vi segnaliamo, infine, le forme di saluto più strane e particolare del mondo. Partiamo dal Tibet, dove, per salutarsi, si tira fuori la lingua, mantenendosi, però, a debita distanza. Rimanendo nel continente asiatico, divertente è anche il modo di salutare tipico della Malesia. Qui si utilizza la formula “Mau ke mana?”, che significa “Dove stai andando?”, a cui si risponde per educazione “A fare due passi”, ma state tranquilli: nessuno vi seguirà. Lasciamo le terre di Sandokan per spostarci in Africa. Nel continente nero, in particolare tra alcuni gruppi appartenenti all’etnia Shona, diffusa tra tra il Mozambico e lo Zimbabwe, e nella zona occidentale dello Zambia, la forma di saluto prediletta è quella di battere le mani. Come si suol dire: paese che vai, usanza che trovi!